giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Grecia, corsa agli sportelli
Draghi, QE al via 
Pubblicato il 16-01-2015


Grecia-banche-crisiGrande prova stress per i mercati finanziari, messi alla prova da una tripletta in parte inaspettata. La prima mossa è stata quella della Banca centrale Svizzera che ieri ha eliminato il tetto prefissato al cambio euro-franco in previsione del possibile intervento di Quantitative Easing (QE) della BCE che verrebbe annunciato giovedì 22 e sempre questo appuntamento è il secondo avvenimento atteso; il terzo sono le elezioni anticipate in Grecia che si svolgeranno domenica 25, con la possibile vittoria – ma è assai improbabile la maggioranza assoluta – della sinistra di Alexis Tsipras, Syriza.

Bene, dopo gli scossoni sui mercati provocati da un violento riaggiustamento della valuta svizzera, con onde che sono continuate anche oggi, dalla Grecia è arrivata la notizia che ha fatto capolino l’effetto panico tanto temuto, ovvero di una crisi del sistema bancario che potrebbe essere provocato dalla possibile vittoria della sinistra.

Due banche tra cui l’Eurobank, secondo il quotidiano greco Kathimerini, avrebbero chiesto alla Banca centrale ellenica contanti d’emergenza a seguito di un’emorragia di contante provocata dalla richiesta di ritiro dai depositi che è arrivata a tre miliardi di euro dai 2,5 di dicembre.

Il giornale ateniese, solitamente ben informato, ha sottolineato che molte delle restanti banche del Paese sarebbero intenzionate ad attingere al fondo di Assistenza di Liquidità di Emergenza (Ela) nei prossimi giorni fino a un totale di 5 miliardi di euro.

Un fenomeno che sta provocando a caduta altri danni per la riduzione della liquidità, provocata anche dal forzato acquisto di Titoli di Stato a breve, con le imprese che denunciano un ulteriore calo dei consumi. Le banche normalmente ricorrono all’Ela di fronte a una crisi del credito e quando non hanno garanzie adeguate per accedere al prestito dalla Banca centrale europea. Ela, inoltre, applica un tasso di interesse più elevato dell’1,55%, rispetto ad appena lo 0,05% della Bce. La richiesta delle due banche sarà esaminata dalla Bce mercoledì prossimo.

Secondo la Bloomberg nel Qe della Bce in rampa di lancio il 22 gennaio sarebbero però esclusi i bond di Grecia e Cipro in quanto non sufficientemente garantiti e questo non serve certo a rassicurare l’opinione pubblica greca e cipriota.

Intanto Benoit Coeuré, componente del direttorio della Banca centrale, ha confermato che nella riunione del 22 la Bce valuterà l’acquisto di bond sovrani nel quadro di un piano di Quantitative Easing anti-deflazione promosso dal presidente Mario Draghi. “Prenderemo in considerazione le esperienze Usa e inglesi – ha spiegato Coeure in una intervista a Liberation – per valutare l’ammontare delle obbligazioni da acquistare per ristabilire la fiducia che l’inflazione torni ad un livello vicino e sotto il 2%”. “Se vogliamo aumentare significativamente gli asset che compriamo – ha detto in un’altra intervista all’Irish Times – l’opzione di base è comprare titoli sovrani. Posso solo dire – ha aggiunto – che, perché sia efficiente, deve essere grande”.

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