martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

HABEMUS MATTARELLA
Pubblicato il 31-01-2015


Mattarella-Presidente Repubblica

È fatta e alla fine, nonostante le discussioni delle ultime settimane, è stata un’elezione senza sorprese e nemmeno un po’ di suspence dopo che anche l’Ncd di Alfano – “con gioia e convinzione” – poco prima del voto aveva deciso pubblicamente di votare per Sergio Mattarella, relegando Silvio Berlusconi in un ruolo marginale, all’opposizione insieme alla Lega e al M5Stelle.

Con la quarta votazione, a Camere congiunte, Sergio Mattarella – figura di indiscusso rigore morale – diventa il nuovo presidente della Repubblica italiana ottenendo 665 voti, ‘mancando’ per soli otto voti il quorum dei due terzi, quello richiesto ai primi tre scrutini. Per Mattarella hanno votato 665 ‘grandi elettori’ su 1009 votanti (996 presenti in Aula). Altri voti hanno preso Ferdinando Imposimato (127), Vittorio Feltri (46), Stefano Rodotà (17) mentre 2 voti sono stati assegnati a Emma Bonino, Antonio Martino e Romano Prodi. Le schede nulle sono state 13, quelle bianche 105, quelle disperse 14.

Mauro Del Bue a colloquio con Riccardo Nencini

Riccardo Nencini mi raggiunge subito dopo il voto, che ha decretato l’elezione di Mattarella. È appena entrato in auto per tornare nella sua Toscana. Dicono che oggi abbia vinto la Sicilia. Ma anche la Toscana non è da meno. È Renzi il vero vincitore. E Riccardo concorda. Gli chiedo di parlarmi di Amato, il grande escluso. E non è la prima volta…

“NRiccardo Nencinioi abbiamo tentato, ancora prima di scegliere la candidatura di Emma Bonino, di giocare la carta Amato. E con Giuliano abbiamo avuto rapporti costanti. Gli abbiamo anche chiesto se accettava la candidatura dei socialisti già al primo turno di votazione. E lui ha pregato di soprassedere. Che era meglio aspettare”.

Del Bue: Poi nell’incontro con la delegazione del Pd avete fatto esplicitamente il suo nome?
Quando ci siamo incontrati abbiamo chiesto un nome di un politico. Non di un tecnico. E abbiamo sottolineato che avrebbe dovuto essere garante dell’unità nazionale e che avrebbe dovuto possedere una cultura europeista. Abbiamo poi dichiarato che Giuliano Amato possedeva tutti queste caratteristiche.

E Renzi cosa ha risposto?
Ha risposto con un “Lo so, lo so”…

Dunque come spieghi la scelta di Mattarella? C’e stata la solita discriminazione antisocialista, credo…
Non penso. Piuttosto credo che il nome di Amato sarebbe dovuto uscire solo alla fine e che Mattarella poteva ottenere maggiori consensi nei grandi elettori del Pd.

Oggi Bersani sostiene di aver tentato di convincere Renzi sul nome di Amato. Ma che Renzi la riteneva una candidatura impopolare. Gli ha suggerito di dividere con lui i rischi. Ma Renzi non ne ha voluto sapere. Come mai alla fine vincono sempre gli ex democristiani nel Pd?
Sai cosa mi confessava oggi un giornalista? Che i socialisti dopo la fine del Psi non hanno mai saputo mantenere un livello di solidarietà tra loro, a prescindere dalla scelte politiche, mentre gli ex democristiani lo hanno saputo fare. Anche sulla candidatura di Amato basta leggere. Non sono stati pochi gli ex Psi che hanno osteggiato in tutti i modi questa eventualità. Penso alle dichiarazioni di Stefania Craxi e a quelle di molti altri su Facebook.

Questo è vero. Ma gli ex comunisti sono ormai spariti anche loro. Son passati vent’anni, ma anche l’ex Pci ormai non c’è più. Questo è solo merito o colpa di Renzi?
No, io penso che le culture politiche che sono state sconfitte nel Novecento, cioè quella comunista e quella fascista, non potevano resistere nel nuovo secolo. Nemmeno in Italia dove il comunismo è stato molto diverso e originale.

Se Renzi è il vincitore, non hai l’impressione che qualcosa possa rischiare sul governo, dopo la spaccatura del Nuovo centrodestra, che secondo me, più ancora di Berlusconi, è il vero sconfitto di queste elezioni. Insomma diciamo pure che Alfano non ha fatto una gran bella figura. È sembrato che sotto una sorta di ricatto di Renzi abbia ceduto. Non si fa così, in politica. Si rischia un posto, non la faccia…
Alfano è un collega di governo e non voglio fare polemiche. Certo se avesse risposto dimettendosi da ministro avrebbe mantenuto una certa coerenza. Tieni però presente che lui ha cambiato posizione dopo che molti dei suoi avevano già scelto di votare Mattarella.

C’è stata anche una sorta di solidarietà siciliana?
Non c’è dubbio. Il fatto di potere eleggere il primo presidente della Repubblica siciliano ha prodotto un effetto trasversale di consensi.

Così i voti sono addirittura stati di più della somma dei consensi dei partiti favorevoli.
Direi che alla fine anche settori di Forza Italia hanno votato a favore di Mattarella. D’altronde anche Berlusconi è stato tentato fino alla fine.

Dunque che fine farà adesso l’alleanza di governo? Che fine farà il patto del Nazareno?
Personalmente non vedo rischi. Che può fare il Nuovo centrodestra? Passare all’opposizione dopo avere votato Mattarella?

Gli oppositori di Alfano, a cominciare da Sacconi, potrebbero togliere la fiducia a Renzi e Forza Italia non offrire i suoi aiuti in caso di fiducia.
Non credo. Ma già adesso, con il rafforzamento del nostro gruppo e con l’apporto degli ex grillini non si dovrebbe rischiare. Quanto alle riforme, penso che il cammino continuerà e che magari si accrescerà di interlocutori interessati a modifiche non negative. Penso alla minoranza del Pd soprattutto.

Caro Riccardo, però esiste anche per noi un problema di prospettiva. Con la nuova legge elettorale dovremo per forza iniziare un percorso che ci porti alla presentazione di una lista. Capilista bloccati e preferenze non ci danno scampo. Anche per questo l’Avanti aveva suggerito di sostenere la candidatura di Emma Bonino
Infatti anche per questo abbiamo candidato Emma. Innanzitutto però come omaggio alla sua figura, per le grandi battaglie di democrazia e sui diritti in Italia e nel mondo. Ho avuto modo di parlarle. Ci ha ringraziato perché ci siamo ricordati di lei che è viva e vegeta. Poi anche per un progetto politico che dovrebbe coinvolgere non solo socialisti e radicali, ma anche quei segmenti di altri partiti che l’hanno votata. Noi siamo solo sette e la Bonino ha avuto 25 voti. Partirei da quei 25. Mica sono pochi….

Mauro Del Bue

Gli altri commenti

Giorgio Napolitano, ex capo dello Stato e senatore a vita di diritto ha definito Mattarella “uomo di assoluta lealtà e correttezza” mentre la sua elezione ha fatto emergere i malumori all’interno del Nuovo centro destra: il capogruppo di Area popolare a Palazzo Madama Maurizio ha infatti presentato le dimissioni da presidente dei senatori di Ncd.

Soddisfazione è stata espressa dai parlamentari socialisti che – dopo aver sostenuto la candidatura di Emma Bonino alle prime tre votazioni – hanno fatto convergere i propri voti su Mattarella.
Marco di Lello, presidente dei deputati socialisti ha parlato di “prova di maturità di questo Parlamento. Nel 2013 fummo costretti a chiedere un ulteriore sacrificio al Presidente Napolitano per la incapacità di costruire una maggioranza intorno ad una candidatura. Quella di oggi è invece una scelta libera e consapevole dei grandi elettori. Tra i primi avevamo sottolineato che sarebbe stato un errore eleggere il presidente della Repubblica con una risicata maggioranza ed abbiamo lavorato in questa direzione. Il risultato di oggi è molto soddisfacente anche sotto questo punto di vista”. Per il senatore Enrico Buemi “l’elezione di Sergio Mattarella è garanzia di rispetto della Costituzione. Per la deputata Pia Locatelli “con l’elezione di Sergio Mattarella, esce rafforzato il Parlamento, che ha compiuto una scelta libera e consapevole, il presidente del Consiglio, che ha avuto il merito di proporre un nome largamente condiviso e il Paese che viene rappresentato da una figura rigorosa, con grande esperienza, che non ha mai rinunciato ai propri principi, garante della Costituzione, rispettoso delle istituzioni, simbolo della lotta alla mafia”.

Carlo Vizzini, presidente del Consiglio Nazionale del Psi ha parlato di “vero giorno di grande festa per la democrazia italiana”, descrivendo Mattarella come “un uomo equilibrato che si è sempre battuto per la legalità contro la mafia, e che rappresenta quella grande parte della Sicilia che a poco a poco ha isolato la criminalità mafiosa. Insieme a lui abbiamo portato avanti battaglie come quella della primavera di Palermo che isolò la mafia degli affari che penetrava nelle istituzioni”. Secondo Vizzini, il nuovo capo dello Stato sarà “il presidente di tutti gli Italiani, un ottimo garante nel rispetto e nell’attuazione della Costituzione. Per i siciliani rappresenterà in tutto il mondo l’immagine di una sicilia che cambia assieme a tutto il resto del Paese, ed è un onore per tutti noi che un siciliano sia diventato primo cittadino dell’intera Italia” ha concluso l’esponente socialista.
Di “persona giusta – e per questo essenziale ruolo di garanzia – considerato il suo altissimo spessore istituzionale e il profondo senso dello Stato” ha parlato Gian Franco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale Psi. “Mattarella ha dimostrato di possedere – nel giusto modo – sicure doti di stile e di riservatezza, che vanno particolarmente sottolineate in un mondo politico troppo spesso caratterizzato da eccessi di protagonismo” ha concluso Schietroma.
Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. La legge elettorale prossima ventura sancirá la morte di ogni speranza di autonomia dei socialisti. Con il tutto il rispetto, Nencini dovrebbe decidersi ad aprire un dibattito in quel che resta del socialismo italiano

  2. In una intervista c’è poco da dire, ma vorrei far rilevare che si parla troppo di: toscani, siciliani, lombardi ecc. ecc. e questo mi lascia pensare che se il PSI, la prima cosa che dovrebbe mettere in atto, è una discussione sull’eliminazione delle Regioni se vogliamo avere l’Italia negli Stati Uniti di Europa.

  3. Una cosa è certa: anche se Amato fosse prevalso come candidato al Quirinale, questo non avrebbe determinato la crescita del PSI, che si misura in numero di eletti socialisti. Amato non avrebbe nemmeno avuto la forza di promuovere l’autocritica dello Stato per l’abbandono di Bettino Craxi alla persecuzione e all’esilio. Molto più facile che sia Mattarella a farlo per puro senso di giustizia perché non accusabile di partigianeria politica. Penso che il fine istinto femminile di Stefania Craxi abbia intuito questo. Come ho già scritto, la rinascita socialista ci sarà solo con il riconoscimento collettivo che Bettino fu un eroe e un martire della Repubblica, condizione necessaria ma non sufficiente.
    Una legge di natura dice che, senza strappi o salti quantici, tutto rimane immobile. E nell’immobilismo, si sa, vincono la burocrazia, i poteri consolidati, le caste. Il merito di Renzi è quello di aver ridotto all’ininfluenza il comico “uomo qualunque – Grillo” artefice di una commedia con il solo obiettivo di disinnescare il cambiamento. Ora che ha vinto la politica, si impongono alcuni risarcimenti: ad Angelino Alfano e al suo NCD che, pur travolto dallo sgretolamento dei consensi, ha mantenuto un profilo di lealtà all’esecutivo; a Silvio Berlusconi, maggiore contribuente italiano, perseguitato e condannato per evasione fiscale in un’orgia di arroganza della casta e, come ho già detto, a Bettino Craxi che di fronte a un parlamento di ipocriti e di spergiuri, ebbe il coraggio di denunciare il malaffare dilagante, per questo fu perseguitato e costretto all’esilio.
    Poi ci vuole un’operazione shock per l’economia. Questa operazione consiste nell’alta velocità del trasporto merci su container, veloce come il trasporto aereo ma cento volte meno costosa. Si deve trasformare la Sicilia in una piattaforma in grado di ricevere le piccole navi container dal nord Africa, trasferire i container sui treni e smistarli verso l’Europa e l’Asia. Corrado Passera, un altro grande mistificatore che va immediatamente smascherato, ha compiuto un unico atto di Governo quando fu Ministro: quello di distruggere il progetto Ponte di Messina, indispensabile per l’alta velocità merci (che la Cina era disponibile a finanziare perché impegnata in Africa), lasciando all’erario italiano un miliardo di euro di penali da pagare. Riccardo Nencini sa bene perché Corrado Passera fece questo: per non penalizzare il porto di Rotterdam dove attualmente vanno a finire i container provenienti dal nord Africa, con costi enormi e tempi di percorrenza infinti. Allora, Segretario PSI e Vice Ministro ai Trasporti Nencini, volgiamo farla questa operazione shock che finalmente unificherebbe l’Italia, da Palermo a Trieste, alla faccia dell’”Italia Unica” di Corrado Passera? Vogliamo aprire tanti cantieri, finanziati dalla Cina e tutti gli operatori che utilizzeranno il nuovo corridoio? Vogliamo darne il merito ai socialisti? Vogliamo dedicare il Ponte di Messina alla memoria di Bettino Craxi?

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