martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il giallo di Palazzo Chigi
Pubblicato il 06-01-2015


Sembra un film con la regia di Hitchcock. Mancano il movente, il responsabile materiale, mentre il mandante si é svelato. Parliamo del giallo della legge fiscale col dettaglio del tre per cento per sancire un tetto di evasione senza provvedimento penale, ma solo amministrativo. Il presidente del Consiglio se n’è assunto la paternità. È stato lui a volerlo ma è stato lui anche a cancellarlo. Se si tratta di un provvedimento giusto perché l’ha ritirato? Se si tratta di un provvedimento sbagliato perché l’ha voluto? Questo non ha chiarito. Anzi ha aggiunto un particolare inquietante. Se ne parlerà dopo l’elezione del presidente della Repubblica.

Così ha ammesso un possibile movente. Il provvedimento l’ha voluto per stringere un accordo con Berlusconi e lo rifarà se il patto reggerà in occasione dell’elezione dell’inquilino del Colle. Può anche essere che così non sia, ma allora perché dare proprio appuntamento a dopo l’elezione del presidente? Perché fissare questa come una frontiera? È un errore di Renzi? Può essere. Ma allora il movente qual’è? Chi ha scritto quel testo (qualcuno parla addirittura di Coppi) avrebbe teso una trappola a Renzi? Ma se Berlusconi sostiene che chi ha scritto quel testo voleva tendere una trappola proprio al rapporto tra lui e Renzi, allora Coppi o chi per lui hanno agito contro Berlusconi? Impossibile.

Diciamo anche che chi ha scritto quel testo lo ha fatto perché Renzi glielo ha chiesto. Questo lui l’ha confessato. Ma chi è? Non i ministri dell’Economia e della Giustizia, a quanto è dato sapere, non i loro sottosegretari, non i tecnici dei due ministeri. Pare dunque sia stata la dottoressa Manzione, capo dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio ed ex capo dei vigili urbani di Firenze. È possibile che il rapporto esclusivo tra Renzi e la Manzione abbia partorito un emendamento così delicato al testo della legge, senza che nessuno lo abbia suggerito, o quanto meno auspicato? Anche perché Renzi non è tenuto a sapere tutto e la Manzione non è tenuta a comprendere le conseguenze politiche di una norma di legge.

Vuoi che sia tutto frutto del caso? Sarebbe perfino peggio. Le leggi, e soprattutto una legge fiscale, che ha contenuti tecnici elevati, non possono essere frutto di improvvisazioni. Hitchcock metterebbe insieme i fatti. Un testo parte dal ministero dell’Economia poco prima di Natale e il comma incriminato non c’è. Poi passa al Consiglio dei ministri e nessuno si accorge che c’è. Alla fine esplode il finimondo perché viene scoperto. Da Fitto, dice il Carlino-Nazione. Ma sarebbe bello che solo lui in Parlamento leggesse le leggi. E Renzi lo ritira, si assume la responsabilità di averlo voluto però lo rinvia a dopo l’elezione del presidente. Contemporaneamente Berlusconi grida al complotto (di Renzi?) contro il patto del Nazareno. Azzardo due ipotesi. Che siamo in mano a dilettanti allo sbaraglio che non sanno quello che fanno o che il tutto sia stato fatto consapevolmente sottovalutando la reazione. Nell’uno e nell’altro caso il giallo ha un’identica soluzione di condanna.

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Commenti all'articolo
  1. Molliamo Renzi prima che sia troppo tardi. Gli italiani hanno sempre più chiaro il vero volto che si cela dietro le sue mirabolanti promesse ed una caterva inesauribile di annunci. Costruiamo un’alternativa con chi vuole mettersi alle spalle questa fallimentare esperienza di governo.

  2. Siamo in effetti in mano a dei dilettanti allo sbaraglio che consapevolmente e con arroganza perseguono il sostegno a determinati interessi.
    Intanto a smentire la propaganda e la superficialità di tante dichiarazioni e promesse del Presidente del Consiglio ci pensano i numeri delle componenti fondamentali dell’economia che mese dopo mese ci informano che la disoccupazione aumenta, che il PIL non si muove, che il debito pubblico aumenta, che la corruzione dilaga, che agli sprechi nella Pubblica Amministrazione non si pongono argini. Dulcis in fundo, per combattere l’evasione fiscale il Presidente del Consiglio trova come rimedio d’inventarsi un bonus del 3% da regalare ai suoi amici della Confindustria, della Leopolda e di tutta la galassia che ha portato il valore dell’evasione alla cifra di 150 miliardi di Euro.
    Di fronte a tanta incompetenza, superficialità e inconsistenza di risultati, quale credibilità questo Presidente del Consiglio può riscuotere in Europa?? Penso lo abbiano già imparato a conoscere nei 6 mesi di presidenza italiana da cui non è scaturito nessun risultato né a favore dell’Italia né a favore dell’Europa.
    Nicola Olanda

  3. Debbo dire un magnifico articolo del Direttore del nostro Avanti!. Tutto da condividere. Poi però qualche considerazione politica nel Partito e dal Partito andrebbe fatta, anche in considerazione del quadro politico ,assai complesso, che si esprimerà nelle prossime settimane con tutti gli adempimenti parlamentari . A risultati acquisiti si imporrà una riflessione sull’eventuale connotazione del quadro politico emergente e le condizioni del Paese.

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