sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il pane e il profeta
Pubblicato il 27-01-2015


Ci mancava l’ennesimo profeta. A fine mese Corrado Passera fonda il suo partito personale che chiamera’ “Italia Unica.” E’ il caso di sorvolare sulle ombre giudiziarie che coprono il grande manager. Rammarica, invece, dover prendere atto che il pessimo andazzo, che ha inaugurato la Seconda Repubblica, stenta a scomparire. Un Paese è una somma di interessi di classe o, più modernamente, di categorie sociali cui, chi governa, deve indirizzare le risorse.

La politica è la scienza delle scelte, arte difficilissima specie se bisogna scegliere a chi distribuire risorse scarse o scegliere da chi farsi dare risorse per colmare quelle mancanti. Passera, con il suo curriculum di grande manager di banche e imprese, punta di diamante tra gli italiani iscritti al Club della Ricchezza, verrà a dirci che mette a disposizione del Paese, e nell’interesse del Paese, le sue capacità manageriali e la ricetta su come restituire alla macchina Italia la prestazione della efficienza.

Ci dirà come tutti quelli che l’hanno preceduto, che lui sa come rendere le regole costituzionali adeguate alla esigenza di stabilità politica che i tempi contemporanei richiedono, lui sa come rendere la pubblica amministrazione una macchina oliata e veloce, lui sa come risparmiare le spese dello Stato e aumentarne gli utili. Uno dei temi preferiti della seconda generazione della politica repubblicana è stato, e pare continui ad esserlo, quello di prestare le proprie capacità manageriali per far funzionare al meglio la macchina pubblica. Ma questo non basta e non serve.

La politica non è questo. La politica ed i politici, di cui questo Paese ha bisogno, è che siano bravi a saper fare delle scelte. E che facciano queste scelte in armonia con un bagaglio culturale ed ideologico che, per quanto bistrattato assieme alla prima Repubblica ed ai partiti che la componevano, pare che nel resto del mondo, Europa in primis, continui a fondare la materia pensante del confronto politico. Nel resto del mondo la discussione politica continua a celebrarsi tra cattolici popolari, liberali, marxisti, socialisti. Solo in Italia sono vent’anni che andiamo avanti con berlusconiani, finiani, casiniani, Di pietristi, vendoliani, renziani ed ora pare anche passeriani. E poiché  in una comunità gli oppressi restano sempre oppressi e i privilegiati restano sempre privilegiati la politica deve trovare le forme affinché questa ipostasi sociale venga ribaltata.

Invece cambiano i tempi, ma cambiano solo i meccanismi di oppressione sociale. Cinquanta anni fa il capitalismo opprimeva la classe operaia, oggi il sistema della grande finanza opprime la gente comune. In questa ottica, e concludendo il ragionamento, non pare assolutamente credibile che chi è, ed è stato, il protagonista del mondo della finanza e bancario, chi ha guidato e contribuito a guidare il più grande strumento di oppressione della gente, dell’era moderna, che è il sistema bancario, solo per la sua carriera di manager, possa essere capace di fare le scelte sociali ed umane che la politica, quella che vuole rappresentare la gente comune, deve essere in grado di fare.

E’ solo un ulteriore elemento che si aggiunge ad ingolfare il già confuso sistema politico italiano. Sicuramente il partito di Passera sarà in grado di dare risposte su spread, pareggi di bilancio, rating e ranking. Ma ad una domanda sicuramente non risponderà o risponderà sbagliato. Se hai a tavola, il manager dell’alta finanza, l’imprenditore ricco, il funzionario pubblico, il borghese benestante, l’impiegato, l’operaio ed il senzatetto, a chi darai l’unico tozzo di pane servito a tavola? La politica dei leader e dei profeti, Passera compreso, non saprà mai rispondere, quella politica del resto del mondo, e che in passato ci ha appartenuto, le risposte le ha sapute dare e le continuerà a dare.

Massimo Carugno 

segretario regionale Psi 

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