mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il patto del Mattarellum
Pubblicato il 30-01-2015


Per la terza volta Giuliano Amato non salirà al Colle pur avendo il più largo gradimento di forze politiche. Paradossalmente continua ad essere proprio il suo partito di riferimento, prima i diesse e poi il Pd, a bocciarlo. Ci dev’essere un motivo ricorrente. Diciamo così un comun denominatore della discriminazione. Dubito che sia la storia dei suoi stipendi e pensioni. Amato ha rinunciato, caso piuttosto raro se non unico, al vitalizio parlamentare e alla sua pensione da professore. Perché non prenderne atto? E neppure che sia solo per quella doppia candidatura incrociata tra D’Alema e Berlusconi che avrebbe finito per fare da panino a Renzi. Anche perché queste due condizioni non esistevano nel 2006 e nel 2013. Non esistevano i panini e nel 2006 non esisteva nemmeno Renzi.

Dobbiamo saper leggere bene il senso di questo triplice diniego. È vero che Giuliano Amato fu ministro con D’Alema e suo successore per un breve periodo. Ma un conto è la transizione a Palazzo Chigi altro l’alto Colle. Chissà perché quando si parla di inquilino del Quirinale ritorna prepotentemente il passato. E con esso riappaiono le vecchie identità. Fu così per Napolitano, il primo ex comunista presidente della Repubblica. È così oggi, se sarà eletto, per Mattarella. Cosa si sottolinea del candidato al Quirinale? Quali sono i suoi meriti acquisiti sul campo? L’essersi dimesso da ministro di Andreotti, assieme ai colleghi della sinistra Dc, dopo l’approvazione della legge Mammì, l’essere stato un dirigente democristiano collocato sulle posizioni di Aldo Moro, di avere convintamente dunque appoggiato l’unità nazionale, e poi, ma solo poi, d’essere stato tra i fondatori dell’Ulivo prodiano.

Una biografia, forse solo leggermente macchiata da quella legge elettorale che prese il suo nome, e che è stata poi sostituita tre volte, di tutto rispetto. Senza però mai essere quella di un dirigente di prima fila. Un volto sofferente, che è orientato ad esprimere più il pessimismo della ragione che non l’ottimismo della volontà. Un padre coinvolto nelle inchieste di mafia, un fratello ucciso da Cosa nostra. Si sceglie Sergio Mattarella e non Giuliano Amato, perché il primo è figlio di Moro e fratello di De Mita, si esclude ancora il secondo perché figlio di Nenni e fratello di Craxi. Il Pd non è la casa dei socialisti, ma degli ex comunisti e degli ex democristiani. A me fanno sorridere coloro, come Veltroni, che non sono mai stati nulla se non democratici.

Mi fanno anche parimenti sorridere coloro che ritengono che i giovani che non sono mai stati né comunisti né democristiani siano dunque senza passato. Io mi iscrissi al Psi perché avevo letto il discorso di Turati al congresso del 1921, pur essendo nato trent’anni dopo… E poi mettiamoci d’accordo. O il passato vale sempre o non vale mai. Capisco che è il momento di Tsipras che è però talmente legato al passato da sciorinare Bella ciao e le bandiere rosse. La verità, ce la dobbiamo dire, è che Amato non può salire al Colle per il suo passato politico, che non brilla come quello di chi è stato cultore di Togliatti e Berlinguer o di chi ha venerato De Gasperi e Moro. Noi prendiamone atto. D’altronde, non hanno cancellato la nostra storia? Salvano solo Pertini ma come presidente della Repubblica. Per il resto chi mai ricorda Turati, Nenni, Saragat?

C’è di più. Si è scelto, tra i due, il metodo Union de la gauche superando il patto del Nazareno. Voteranno Mattarella Pd, Sel, Scelta civica, ex grillini, oltre al gruppo delle Autonomie. Probabilmente Mattarella ce la farà. Il patto del Nazareno è oggi superato dal patto del Mattarellum. Quest’ultimo sancisce, come è già stato scritto, la terza maggioranza renziana, dopo quella di governo e quella delle riforme. Terranno anche le altre due? Non lo escludo. Alfano non lascerà la barca governativa per salire subito in quella di Berlusconi, se le elezioni sono lontane. Berlusconi non lascerà Renzi con una discutibile ritorsione sulle riforme. Dunque l’elezione di Mattarella sarà la vittoria di Renzi. Avrà preso tre piccioni con una fava. Avrà ricompattato il partito, avrà mantenuto stabile il governo, avrà dimostrato che il patto del Mattarellum non intacca il Patto del Nazareno. Complimenti davvero…

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Commenti all'articolo
  1. Meglio tardi che mai!
    Finalmente siamo consapevoli che questa è una repubblica catto-fascio-comunista. E che i rappresentanti del pd non sono nient’altro che dei somari patentati, altro che discorso di Turati questi hanno letto soltanto la letterina di Natale del parroco di casa.

  2. Come mai nessuno fa però un’autocritica socialista? Come mai nessuno ha impedito a Bettino di andarsene in Tunisia? Come mai si è sciolto il PSI, trasformandolo in sottoprodotti risibili affidandoli a sconosciuti come Boselli e Nencini? Come mai Amato, se è così bravo, non ha preso lui subito le redini in mano, assumendosene la responsabilità, anche economiche, mandando a casa personale in soprannumero e un giornale che è sempre stato in grave passivo, ed evitando che altri cialtroni corressero da Berlusconi o dal PD ad agguantare la loro poltreoncina di parlamentare?

  3. Per me non c’è nessuna meraviglia per quello che sta succedendo, la memoria storica per il PSI c’è solo quando si ricorda tangentopoli, d’altra parte gli ex comunisti sono andati avanti dieci anni a farsi belli dicendo che loro avevano un altro d.n.a, nel senso che non rubavano, poi si è visto come è andata a finire la cosa. Per quello che riguarda Amato, io non sono per niente dispiaciuto che non venga eletto, troppo comodo stare sulla barca quando va bene e poi fare come un precursore di Schettino, ed essere uno dei primi ad andarsene quando affonda, come lui tanti altri che ci ritroviamo oggi a destra e a sinistra, dobbiamo avere l’onestà intellettuale di ammetterlo che per interesse ci sono stati troppi voltagabbana. Comunque, il problema più importante e attuale di questo partito non è parlare di queste cose avvenute 23 anni fa, ma quello di trovare una linea politica che ci renda apprezzabili ai giovani, ricordo che quest’anno votano i ragazzi del 1997, quindi oltre a difendere la memoria di quello che è stato il passato e che non si può cancellare, e che ci trova impegnati nel dibattito noi più anziani, bisogna che venga fuori un progetto credibile e riconoscibile, nella tradizione socialista per chi oggi ha venti o trenta anni, piaccia o non piaccia a quelli del PD.

  4. Conosciamo l’avversione di gran parte della Stampa verso Giuliano Amato e penso che la motivazione principale sia dovuta al timore che attraverso una sua elezione la Storia Socialista riemerga nel panorama politico, venendo in tal modo a depotenziare l’opera di riabilitazione della figura di Togliatti, della sua politica e dei suoi eredi.
    Non c’è dubbio che tra le fila dell’area democristiana del PD (definita cattocomunista) esista una netta e chiara discriminazione per i Socialisti, e il rifiuto verso Amato è la dimostrazione di un’evidente discriminazione nei confronti della nostra Storia che invece viene valutata positivamente dall’Area democristiana del Centro destra, che quindi lo voterebbe. La parte prevalente della minoranza del PD appoggerebbe senza difficoltà la candidatura di Amato, mentre Renzi la osteggia per il suo spessore internazionale, la grande competenza ed esperienza non solo istituzionale e per i legami con la Fondazione Italiani Europei di D’Alema.
    Leggendo il precedente editoriale di Daniele Unfer, riscontro che sia stata provvidenziale la dichiarazione del nostro Capo Gruppo Di Lello di continuare a votare anche nella quarta votazione per la nostra candidatura di bandiera rappresentata dalla Bonino, correggendo così l’incauta dichiarazione di Nencini che ai microfoni “della 7” aveva dichiarato che dal quarto scrutinio i socialisti avrebbero votato per Mattarella, in quanto parte organica del governo Renzi. Comprendo le riserve emerse sull’Avanti da alcuni compagni su Amato, ma di fronte ad un chiaro atteggiamento discriminatorio nei confronti di Amato in quanto “ Socialista ”, spero che il PSI non arretri sulla posizione assunta da Di Lello e si continui a votare ad oltranza per la Bonino. Il peso del PSI è quasi nullo. Non annulliamo almeno la nostra dignità e l’orgoglio di chi da solo è rimasto a difendere la bandiera e la Storia del Socialismo italiano. Anche noi abbiamo la schiena dritta e dobbiamo dimostrare che non la vogliamo chinare neanche ora.
    Per chi, come anche nel nostro gruppo dirigente non lo vuole ammettere, il PD come giustamente affermi, non è la casa dei socialisti e più che sorridere fanno piangere coloro che non ricordano che Veltroni è stato comunista quando ancora aveva i calzoni corti divenendo se non erro anche Segretario della Federazione giovanile del PCI. Nencini, inoltre, non dovrebbe dimenticarsi la discriminazione nei suoi confronti ai tempi dell’Ulivo per essere stato un socialista craxiano. E’ la solita storia della doppia morale, della doppia verità del doppio peso e del “ ma anche ”. Penso che dopo questa fase istituzionale, le riflessioni nei confronti di Renzi e dei suoi atteggiamenti verso la nostra Storia non le debbano fare solo Berlusconi ed alcuni componenti del PD, ma anche noi Socialisti.
    Je suis socialiste.
    Nicola Olanda

    • Caro Nicola, quanto ci scommetti (una cena al ristorante I Passatelli a Ravenna?) che Mattarella farà l’autocritica dello Stato per il comportamento su Bettino Craxi e prenderà provvedimenti per consentire l’agibilità politca a Berlusconi? E’ molto più probabile che ciò avvenga con Mattarella che con Amato semplicemente perché Mattarella ha qualche cosa da farsi perdonare dai socialisti!

      • Carissimo Daniele
        Più che sull’elezione di Amato, che registrava dissensi trasversali, avevo cercato di mettere in risalto la pervicace discriminazione esistente verso i socialisti. Essendo il peso di cinque parlamentari socialisti ininfluente per qualsiasi candidato, speravo che i nostri parlamentari, orientandosi fino alla fine per la Bonino , oltre che per una testimonianza ai valori comuni che ci uniscono, potevano esprimere una visibilità al ruolo di rappresentanza che vogliamo svolgere nelle ricostruzione di un’Area Laica e Liberal Socialista.
        Se Mattarella si farà carico di un ruolo di autocritica nei confronti di Craxi e di agibilità politica nei confronti di Berlusconi diventerà l’alfiere di quella pacificazione che consentirebbe di chiudere finalmente la lunga pagina della transizione italiana. In questo caso sarei felicissimo di offrirti l’aperitivo all’Aurora e la cena a I Passatelli. Spero comunque che ci sia l’opportunità di vederci anche prima.
        Ciao da Nicola

  5. Del Bue ha ragione, ma non dice niente di nuovo, nel senso che la discriminazione dei Socialisti è una costante del pensiero comunista e postcomunista. Quello che vorrei che mi dicesse è perchè leggo sagge e condivise riflessioni politiche che non trovano riscontro nell’azione del Partito?

  6. Il bravo direttore si duole che un catto-comunista finisca al Quirinale dove, forse, starebbe meglio un liberal-socialista. Tutti i socialisti si dolgono, ma sappiamo tutti bene che la colpa e’ di quella scadente classe dirigente che si lascio’ coinvolgere per intero, senza quasi eccezioni, da Tangentopoli.
    La colpa non e’ ne’ di Renzi, ne’ del Pd ne’ di altri, e’ dei socialisti ciechi e miopi che nulla avevano di classe dirigente al punto che si dileguarono come l’acqua.
    Io oggi mi chiedo chi erano quei “nani e ballerine” ? l’idea socialista tornera’ mai piu’ in Italia ?

  7. Penso che i socialisti avrebbero dovuto insistere su Emma Bonino dopo il veto politico su Giuliano Amato evidentemente scartato a causa della sua nota provenienza politica.
    I compagni parlamentari ed il segretario hanno già preannunciato il loro orientamento accucciato su un candidato notoriamente assai ostile verso la nostra tradizione.
    Lo considero un errore non secondario.

  8. Questa mattina ascoltavo i commenti di Prima Pagina su Rai Radio3. A un certo punto è intervenuto un artigiano che si lamentava perché è scomparsa la scuola, non si trovano più gli arnesi come pialle e ceselli e si pensa di fare tutto con macchine a controllo numerico. Pensavo: perché mai, se posso disegnare in tre dimensioni per elementi finiti, passare il tutto alla modellazione solida e a una stampante 3D, devo usare la pialla? I socialisti assomigliano molto a quell’artigiano, ai cultori dei libri di carta, dei dischi di vinile, delle pellicole Ferrania. Qualcuno ci ha provato anche con i vecchi tubi catodici, pesanti, energivori, irradiatori di raggi x ma con scarso successo. Quell’artigiano mi ricorda i maniscalchi di Detroit. Io non inorridisco, come certi socialisti, al “complimenti davvero” del Direttore. Anche se sono di Detroit voglio allearmi con i carrozzieri che, diversamente dai maniscalchi, si attrezzarono per fare le ruote e le scocche delle automobili.

  9. Posso naturalmente sbagliarmi, ma io continuo a pensare che in un partito nel quale sono confluite la cultura politica marxista e quella cattolica – e che ha peraltro raggiunto le percentuali elettorali che sappiamo – vi sia poco o nullo spazio per la “dottrina” socialista, e se non ricordo male questa consapevolezza è stata sempre ben presente nelle nostre fila, sin dai tempi del “vecchio” PSI.

    Negli anni della Prima Repubblica nascevano Governi in cui erano spesso rappresentati anche i partiti “minori”, poco influenti sul piano dei voti, ma nondimeno “importanti” per il valore e l’apporto delle rispettive culture politiche, mentre oggi questa “regola” pare essere tramontata e sembra contare soltanto la forza dei numeri.

    Paolo B. 30.01.2015

  10. domani si sa se Mattarella passa. Dispiace veder mettere da parte un socialista. Si aprono spazi nuovi o Renzi rincoglionisce ancora una volta Berlusconi? E sulle riforme che succede? Tutto va bene madama la marchesa o la sinistra Dem., da poco costituita, ha qualcosa da dire?

  11. A mio avviso il problema di fondo è sempre lo stesso: il Pd ha un vizio di fondo, quello dell’egemonia a “sinistra” (da notare le virgolette). Accadeva con il compromesso storico ed accade oggi. Ci sono due anime: una cattolica che in Italia ha sempre comandato tutto o quasi ed una post comunista, intrisa di moralismo e pretesa superiorità culturale. E noi? Noi continuiamo a vagare inseguiti dalle vespe, qualcuno si era forse illuso che da certa gente potesse venire un sincero rispetto nei confronti della nostra storia. Non è così né mai lo sarà. Noi abbiamo una sola arma: rafforzarci e far sì che il nostro appoggio non sia scontato ed anzi trattare di volta in volta. Lo si inizi a fare a partire da domani in Parlamento. Se la componente socialista si appiattirà su Mattarella solo perché lo impone l’ex sindaco di Firenze, l’unica sorte che ci attende è quella dell’ignavia di dantesca memoria.

  12. Condivido il pensiero di Giovanni, purtroppo abbiamo capito come la pensa Renzi, la storia socialista non gli interessa da buon boyscout è più interessato a ricostruire la grande balena bianca dando ogni tanto il contentino a Berlinguer e Togliatti per tenere buono il resto della “ditta”. Al momento gode di buon consenso questo è innegabile ma viste le premesse non so quanto durerà, per cui credo come dice Giovanni che bisogna provare ad investire sui giovani con un programma serio, alcuni punti programmatici chiari ed identificativi dei valori socialisti da proporre anche tramite il web e la rete per cercare di guardare al futuro, ma partendo dai nostri valori storici e cercando di non ripetere gli errori del passato. Ma facendolo con orgoglio e senza accettare dottrine da ex PCI (perché come scrisse tempo fa il Direttore molto più frequentemente dei socialisti si sono trovati dalla parte sbagliata della storia) né prediche da democristiani che spesso seguono la tradizione molto diffusa negli ambienti ecclesiastici di predicare bene ma razzolare male.
    Chiaro che il non essere allineati alla volontà del capo Renzi comporterebbe un prezzo da pagare, ma rimanere fedeli e silenti offre poi tutti questi vantaggi?
    Fraterni saluti

  13. Scusate compagni, ma se sta bene ad Amato (uno dei 45 padri fondatori del PD….) che venga trattato da scendiletto dal suo caro partito, ma che c’importa a noi che socialisti eravamo e tali siamo rimasti? Tutta sta lagnanza mi sa di piagnucoloni-rosiconi che non ci fà onore. Amato ha fatto le sue scelte tanti anni fa, come altri hanno preferito sistemarsi in altri partiti. Costoro hanno contribuito a distruggere il Partito Socialista non per i fatti legati a tangentopoli, ma per i loro interessi personali.

  14. Direttore sono d’accordo con Lei ma mi stupisco comunque che Lei non sapesse che era così. Io ho sempre sostenuto che Renzi non centra assolutamente nulla con i Socialisti e che non è mai significato nulla aver fatto aderire il PD alla famiglia dei Socialisti Europei fra l’altro aggiungendo alla parola Socialisti e Democratici. I democristiani all’interno del PD possono, credo essere soddisfatti hanno di nuovo ricostituito la DC, ammesso che se ne sia mai andata in questi ultimi venti anni. Sono d’accordo con Bobo Craxi quando sostiene che il gruppo parlamentare domani dovrebbe votare ancora Emma Bonino. Per quanto riguarda la minoranza del PD sono tutti contenti che con il candidato Mattarella si sia andati oltre il patto del Nazareno. Non hanno capito proprio nulla Berlusconi è sempre li e se ne accorgeranno molto presto.

  15. Tifo Amato e mi dispiace se non sarà presidente. Da socialista cattolico potrei anche dire che Mattarella non è poi così male (di sicuro meglio di molti nomi circolati, alcuni assurdi)… Ma se la sua scelta, come sembra, è frutto solo di un rifiuto di Amato per la sua storia socialista, bè ha ragione il direttore e il Psi e i sui parlamentari dovrebbero continuare a votare Bonino o lo stesso Amato. Non servirà, ma la dignità…. Saluti socialisti!

  16. Hai tanta, tanta, ma davvero tanta ragione Mauro. Peccato che i primi a non accorgersi di queste tue giuste ragioni, sono stati i nostri dirigenti: tre voti alla Bonino, poi adeguamento alle posizioni del PD; non una sollevazione a favore di Giuliano Amato, non una pretesa di riconoscimento per i socialisti, tantomeno la presentazione di una rosa di nomi tra i quali inserire anche il Compagno Valdo Spini, probabilmente molto più autorevole di un Sergio Mattarella. Speriamo che da oggi si chiuda una pagina e, senza strascichi o traumi, davvero si pensi ad aprirne un’altra. Il PSI così stà morendo, i socialisti invece no; se così non fosse coloro che avevano fatto la scelta che ha portato in seguito alla sciagurata nascita del PD, non ne sarebbero fuggiti per tornare alle proprie origini a cui sono legati, se solo non si fossero resi conto di non voler morire democristiani e che quella non poteva essere la loro casa.

  17. La candidatura di Mattarella, che rappresenta comunque una soluzione piu’ dignitosa rispetto ad altre finora ipotizzate, e’ solo l’ultima prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, del fatto che il residuato del vecchio PCI e’ diventato una corrente della nuova DC.
    Personalmente non mi sono mai illuso sulle chances di Amato per la presidenza, ne’ in passato ne’ adesso, per un semplice motivo: non si può’ mandare Amato al Quirinale senza “riabilitare” tutta la storia socialista, compreso Craxi.

  18. La lettura di questi commenti, ricchi di spunti di riflessione, mi ha fatto tornare alla mente gli anni del dopo tangentopoli, quando il “popolo” socialista, cioè la cosiddetta “base”, si è trovato coi vertici azzerati, e dunque senza guida politica, e ha dovuto giocoforza autogestirsi, e i più non si sono tirati indietro, pur tra tante difficoltà, proprio per non “mollare” e non darla vinta a chi voleva “annullarci”.

    Ognuno di noi ha poi fatto le proprie scelte, quanto a collocazione politica, semmai molto diverse tra loro, e comunque, io ritengo, dettate per molti dalle rispettive “idealità”, tra le quali potevano anche esserci sentimenti di risentimento, sempre sul piano politico, visto quanto era accaduto, ma non credo in ogni caso che la maggioranza di noi iscritti sia stata allora guidata da ragioni di opportunismo. Non posso ovviamente esprimermi per quanti “altri hanno preferito sistemarsi in altri partiti”, ma forse anche per qualcuno di loro può essere stata una decisone sofferta.

    Ho motivo di pensare che quelle “idealità” siano ancora abbastanza vive, e radicate, tra quanto è rimasto di quel “popolo”, e penso altresì che coloro che ancora le coltivano tenacemente, rimanendo “sulla breccia”, siano più interessati a mantener vivo quel patrimonio ideale, piuttosto che alle fortune personali di qualcuno, in termini di incarichi e “poltrone”, pur se del tutto legittime, anche perché il peso dei socialisti, intendo quelli rimasti tali, è oggi nullo o quasi sulla scena nazionale, ed è quindi comprensibile l’appello di un commento “Non annulliamo almeno la nostra dignità e l’orgoglio di chi da solo è rimasto a difendere la bandiera e la Storia del Socialismo italiano”

    Nel contempo non ha neppure torto chi sostiene “Comunque il problema più importante e attuale di questo partito non è parlare di queste cose avvenute 23 anni fa, ma quello di trovare una linea politica che ci renda apprezzabili ai giovani”, ma ci vuole la realistica consapevolezza, per non restare poi delusi, che difficilmente potrà servire per l’immediato, perché gli occhi degli elettori sono oggi rivolti altrove (anche se talvolta le vicende politiche possono cambiare in fretta).

    Per concludere, sarei personalmente dell’avviso di “mantenere alti” i valori del socialismo liberal-riformista, quale presupposto irrinunciabile della autonomia, e anche a costo di sacrificare qualche “posizione”, e, intanto, punterei piuttosto sul livello locale, dove vi sono socialisti conosciuti e stimati che possono ricevere i consensi per entrare nei Consigli comunali, e nelle Giunte, e quindi “tenere viva la fiammella” in attesa di tempi per noi più propizi, che vedano quantomeno un “sincero rispetto nei confronti della nostra storia”.

    Paolo B. 31.01.2015

  19. Direttore, puoi immaginare quanto mi dispiaccia l’ingiusta discriminazione in danno del socialista Amato, di cui sono stato fedele scudiero alla Presidenza del Consiglio.
    Auguri di buon lavoro, dopo tutto, a Mattarella, che ho a lungo frequentato, come Presidente dei senatori del PSI, quando era Ministro dei rapporti con il Parlamento. Di lui ricordo i lunghi silenzi.
    Una sola consolazione: la liquidazione dei postcomunisti, esclusi da tutte le carche della Repubblica,

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