martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il bispartito
Pubblicato il 24-01-2015


Marx teorizzò il plusvalore. Era la differenza tra il prezzo del prodotto lavorato e la somma tra materia prima e costo del lavoro. Oggi siamo al bispartito. È la differenza tra un partito democratico e uno verticistico che ammette la possibilità di raddoppiarsi, sfaldandosi, nelle istituzioni. Il Pd è ormai due partiti in uno. I due sono organizzati non come semplici correnti, ma come partiti, appunto. Il Pd è solo uno spazio, o una ditta per dirla alla Bersani. I due partiti del bispartito se ne dicono di ogni. E votano ognuno a modo suo. La minoranza pidina vota contro il governo sulla legge elettorale col proposito di far cadere il presidente del Consiglio, che è anche segretario del bispartito. L’uscita di Cofferati, dopo le primarie liguri, è stata costellata da accuse di mafia alla parte avversa. Mica noccioline. L’attuale ministro Madia aveva accusato più o meno con lo stesso gravissimo capo d’imputazione il partito di Roma. Con qualche ragione, come si è visto dopo. Fassina accusa Renzi di essere stato il capo dei 101, Civati partecipa alla formazione di un nuovo soggetto con Vendola, ma assicura che se ne andrà solo a primavera, alla stagion dei fior….

Se Sparta piange, Atene non ride. Anche Forza Italia si sta facendo bispartito. D’accordo il leader maximo, anzi il padrone assoluto, non è oggi nelle condizioni di quella agibilità politica che si vorrebbe garantire grazie a Renzi. Ma decine di parlamentari capeggiati da Fitto gli hanno dichiarato guerra. Si sono organizzati e annunciano, come i dissidenti del Pd, grande battaglia contro il Patto del Nazareno, a cominciare dall’elezione del presidente della Repubblica. Le loro accuse sono simmetriche a quelle del gruppone dissidente pidino. Vogliono azzoppare il leader e il nemico è diventato quello interno e non quello opposto. Un po’ come in età staliniana, ma rovesciando i rapporti. Perché allora era la minoranza a lasciarci, fisicamente, le penne.

Ci sarà la scissione, in molti si chiedono? Ma più scissione di così… Perché mai i dissidenti pidini, ma anche quelli fittiani, dovrebbero lasciare il bispartito per fondare il minipartito? Che convenienza ne deriverebbe loro? Dovrebbero presentarsi alle elezioni con una nuova lista e rischierebbero molto. Meglio restare nel bispartito, continuando a presentarsi nelle istituzioni facendo i cavoli propri. Anzi facendo strage delle decisioni degli organi ufficiali del loro partito. Dove peraltro sono stati aboliti i congressi. In Forza Italia il congresso viene considerato un reperto archeologico da prima repubblica. Nel Pd è stato sostituito dalle primarie, che sono il modo migliore per consentire il voto anche a chi non vota il bispartito e per produrre divisioni, anzi lacerazioni spesso insanabili, tra i candidati.

Forse oggi non solo Pd e Forza Italia sono due bispartiti, ma stanno diventando un bispartito unico. Quel che è accaduto al Senato a proposito della legge elettorale é emblematico. Il capogruppo di Forza Italia ha detto testualmente: “I nostri voti sostituiscono quelli che sono venuti a mancare nel partito di maggioranza”. Un’operazione del genere, esplicitata come di ordinaria amministrazione, è in realtà la dimostrazione che Forza Italia è oggi un partito di supporto, anzi complementare al Pd. Ne sostituisce i mancanti, per consentirgli di governare. Un partito simile a un’agenzia di lavoro interinale. Col proposito di eleggere un presidente della Repubblica gradito e di ottenere l’agibilità politica di Berlusconi, che non ho ben capito cosa comporti. Un decreto fiscale rinviato a dopo l’elezione del presidente della Repubblica fissa anche un apposito calendario. D’altronde il bispartito BR non è un fatto occasionale….

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Commenti all'articolo
  1. Si avvera quanto previsto nella cena di Arcore tra Berlusconi e Renzi. Vai avanti tu, che io ho già una certa età… All’occasione ti darò una mano. E questo sta accadendo. In più fa molto comodo al cavaliere tutelare i suoi interessi, ora che si profilano nuove tecnologie e nuovi soggetti nel campo d’azione delle sue imprese, Se poi, una volta eletto il nuovo inquilino del colle, ci cascasse anche “la grazia”, tutto andrebbe a gonfie vele..
    Peccato per l’Italia e per gli italiani.
    certo dal dedcisionismo di Bettino a quello di Renzi, non si è certo guadagnato.

  2. Carissimo Direttore
    Sei proprio in forma: la pausa ti ha fatto bene e come i toplayer sei tornato a segnare un bellissimo goal.
    Le scissioni si possono fare quando si è sicuri che c’è la possibilità di creare una massa critica in grado di assimilare forze con obiettivi comuni di cambiamento radicale dell’esistente.
    Questa forza radicale di cambiamento dovrebbe essere una forza politica che per valori, obiettivi e programmi si ispiri al Socialismo. Faccio una proposta provocatoria per dare una sigla a questa forza da costruire per il futuro dell’Italia: P d S, in cui la sostanza sono i sostantivi Partito e Socialisti e la d è la congiunzione per dare vita ad una nuova forza politica unitaria di nome: Partito dei Socialisti.
    La P rimarrebbe comune sia al PD che al PSI mentre la S rappresenterebbe un ritorno a quei valori comuni alla Sinistra prima della scissione del 1921. Nella nostra Storia abbiamo cambiato diverse volte il nome: ora è la sostanza che ci deve interessare. Pensa Mauro: con una semplice sigla potremmo contribuire a riunificare la Sinistra che in questo modo sarebbe più in grado di assumere le vesti di Davide nella sfida contro Golia, e cioè la sfida tra il Progresso e la Conservazione. Je suis socialiste
    Nicola Olanda

  3. Avendo un buon numero di anni alle spalle, mi ricordo, che se un governo chiedeva o accettava voti dall’opposizione per approvare qualche legge, veniva chiesta la crisi del governo stesso. Come son cambiati i tempi politicamente, in meglio o in peggio?

  4. Credo le le ragiioni di Mauro siano l’esempio esplicito della situazione attuale in Italia. I bis-partiti continuano a imperversare e a dettare la politica mentre i mono-partiti come SEL amoreggiano con i 5 stelle per contrastare gli altri e guardano a Tsipras come salvatore anche della sinistra italiana. Da ricordare che SEL voleva entrare nel PSE ma ha cambiato itinerario preferendo altri lidi. I 5s sono pronti all’uscita dall’euro in accordo con Salvini che amoreggia con la Lepen. Una situazione surreale come questa è possibile solo da noi con un Parlamento di nominati che scaldano i muscoli per essere riconfermati con una legge elettorale che li salvaguardi. Quando parliamo di noi socialisti, non è che la situazione migliori molto, perchè anche nel nostro piccolo non siamo da meno dei colossi in quanto anche da noi ci sono le parvenze del bis-partito e non sto a spiegare il perchè. Sono convinto comunque che dopo le presidenziali ci saranno dei movimenti da parte dei riciclati e per aumentare la confusione anche ci saranno anche quelli creati ex novo La domanda è di difficile risposta perchè non si capisce bene verso quale bipolarismo stiamo andando.

  5. Bentornato Direttore, articolo condivisibile al 100%. Vedremo cosa estrarranno dal cilindro per il Quirinale non penso Amato… Ma se l’agenzia interinale di Forza italia come l’ha giustamente definita continuerà ad appoggiare il governo Renzi non so se come socialisti sia opportuno continuare ad appoggiare incondizionatamente il governo oppure valga la pena valutare di volta in volta su ogni provvedimento come muoversi riacquistando una più chiara autonomia
    Fraterni saluti

  6. Proprio perché condivido appieno il contenuto di questo articolo del Direttore, a cui auguro un felice ritorno, vorrei capire come intendiamo muoverci per mantenere l’alleanza a sinistra, ma anche e contemporaneamente, un possibile smarcamento autonomo. Per chi vorrebbe semplicemente aggiungere una “S” al PD, dico che si riproporrebbe la sigla PDS di occhettiana memoria, non certamente felice per i destini dei Socialisti. Aldilà delle alchimie delle sigle, penso serva uno scatto di orgoglio, una ripresa di unità dei Compagni verso obbiettivi comuni e chiari, superando divisioni del presente e del passato, recuperando alle sorti del socialismo italiano anche gli altri Compagni che, per motivazioni diverse, se ne sono allontanati pur rimanendo nell’alveo della sinistra riformista.

    • Caro Graziano
      La proposta sulla sigla l’avevo definita di proposito “ provocatoria ” perché ne conosco l’ochettiana origine, ma in quella di Occhetto la “ di ” era maiuscola e di sostanza, mentre io la classifico in minuscolo e come semplice congiunzione. Ripeto era una provocazione o una battuta se preferisci. Non trovo nessuna difficoltà, ma anzi lo auspico che invece di ricercare dei contenitori si lavori sui contenuti.
      L’Avanti diventa ogni giorno più bello perché ci consente di dialogare e anche di provocare.
      Fraternamente da Nicola

      • Graziano, per rimanere nel laboratorio delle alchimie, andrebbe meglio la formula PDSI o PdSI ovvero Partito dei Socialisti italiani?? Anagrammando ci sarebbero sia le lettere alfabetiche del PSI che del PD.
        Pensi che sarebbe più facile parlare di contenuti?? Spero che comprenderai che è un modo per cercare di sdrammatizzare una situazione drammatica della Sinistra italiana.
        Ciao da Nicola

  7. Bella questa dei bis-partiti. Purtroppo è così e potrebbero davvero diventare uno solo, il governo B. R. è già nelle cose. Bravissimo a ricordare la totale mancanza di democrazia interna senza congressi o con primarie (aperte a tutti poi).
    P.S. Non ci sono un po’ troppe destre ormai? Salvini, Grillo, Meloni, Berlusconi, Alfano…. Renzi. Da socialista cattolico amo il csx, ma di fronte a tutto questo mi vien voglia di tifare ….Syriza. Per il Quirinale rimango per Amato. Saluti socialisti!

  8. Bene Direttore complimenti per la bella analisi…..
    A mio parere senza voler strumentalizzare ci sara’ una ragione per la quale il Presidente Napolitano non si e’ schierato tra’ i banchi del PD…..
    Giustamente se Sparta piange Atene non ride…..
    ma nonostante tutto anche noi siamo messi cosi’…..
    Chi ci rimette e’ sempre pantalone che deve pagare e dtsre zitto ……
    Mi auguro che come in Grecia qualcuno cominci a dire basta a questo stato di cose…..( vedi auto blu’…..)
    Ciaooooo e AVANTI

  9. caro Direttore,
    nonostante sia fuoriuscito per tessera, nel cuore ho sempre un garofano. Finalmente la su a analisi è reale e cosciente, ma si chiama forse trasformismo?
    E’ malattia vecchia, inguaribile, un virus che colpisce chi non ha anticorpi CIVILI.
    Comunque, concordo ma mi chiedo: che fare?
    Forse una legge degna di una nazione storicamente civile?
    Uno sbarramento esiguo , una proporzionale chiara, sfiducia costruttiva e una Scuola d’Alta Dirigenza Statale sulla falsariga delle francesi. Non per grandeur, ma almeno Hollande ha dimostrato carisma politico ed equilibrio, sulla scia di Mitterand e Jospin.
    ma temo poi di vivere in un sogno, purtroppo non colorito da garofani….

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