domenica, 24 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Imu agricola. Pastorelli:
“Troppe incongruenze”
Pubblicato il 28-01-2015


IMU-agricola-PastorelliIl decreto legge n. 4 dello scorso 24 gennaio 2015 ha rivisto i contestati criteri altimetrici per l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale unica da parte dei comuni montani, allargando la platea dei Comuni esenti a 3.456 – prima erano 1.498 – mentre 655 sono quelli parzialmente esenti. Scarsa soddisfazione è stata espressa da Oreste Pastorelli, deputato socialista secondo cui i criteri stabiliti – l’altitudine del Comune e il possesso della qualifica di imprenditore agricolo – producono “disparità di trattamento sia tra gli stessi coltivatori diretti e imprese agricole sia nei confronti di chi, pur non svolgendo l’attività agricola in modo professionale, rende produttivo il proprio terreno sottraendolo all’abbandono”. Gli ha fatto eco la Cia dell’Emilia Romagna che ha parlato di “‘toppa’ messa a un clamoroso errore, ma persistono pecche che necessitano di una revisione complessiva dei criteri”.

IL TESTO DEL DECRETO LEGGE – Il testo del provvedimento prevede che a decorrere dall’anno in corso l’esenzione dall’Imu si applica ai Comuni classificati come totalmente montani (come riportato dall’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istat, ndr) e, in quelli parzialmente montani, vengono esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Questi criteri si applicano anche all’anno di imposta 2014. Per chi, invece, dovrà pagare l’Imu agricola – non rientrando nei parametri di esenzione – il termine di pagamento è stato posticipato al prossimo 10 febbraio 2015.

PASTORELLI: TROPPE INCONGRUENZE NEL NUOVO DL – “Il recente decreto legge sembra violare i principi di ragionevolezza, progressività e legittimo affidamento, presupposti fondamentali di un Paese civile. Per questo motivo ho presentato un’ interrogazione a risposta scritta al ministero dell’Economia”. Così il deputato Psi, Oreste Pastorelli che chiede al suddetto ministero di verificare ed eliminare – entro il prossimo 10 febbraio – le gravi incongruenze in merito all’applicazione della normativa. “Riteniamo – così come abbiamo sostenuto  sin da subito – che i parametri per la determinazione dell’imposta municipale unica sui terreni agricoli debbano essere legati alla possibilità reale dei terreni di generare reddito, e non a dati neutri quali l’altitudine”.

CIA REGIONALE: – IL GOVERNO HA MESSO UNA TOPPA, PERSISTONO LE PECCHE – Secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia) dell’Emilia Romagna, con la revisione sui criteri per l’esenzione dall’Imu dei terreni montani “si è messa una ‘toppa’ a un clamoroso errore, ma persistono pecche che necessitano di una revisione complessiva dei criteri”. La confederazione regionale considera “l’imposta sui terreni di un’impresa agricola una tassa patrimoniale ingiusta e sbagliata nel concetto”. Inoltre, secondo la Cia regionale i nuovi criteri inseriti nel decreto legge “provocano disparità di trattamento fra imprese che operano con le identiche condizioni produttive, nello specifico dei territori di pianura compresi in comuni classificati Istat come parzialmente montani o meno”.

Siria Garneri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento