domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inail, casalinghe alla
cassa. Il versamento
entro il 31 gennaio
Pubblicato il 22-01-2015


Dal primo marzo 2001, anche i soggetti che svolgono esclusivamente attività casalinghe, possono ricevere un indennizzo dall’Inail, in caso di infortunio avvenuto in ambito domestico. A partire da quella data, infatti, è vigente una legge che obbliga ad iscriversi all’Istituto antinfortunistico tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni ed espletano, in via unica, gratuitamente e senza alcun vincolo di subordinazione, un’attività lavorativa volta espressamente alla cura della casa, delle persone che vi abitano e dell’ambiente domestico. L’obbligo assicurativo riguarda anche i pensionati al di sotto dei 65 anni, gli studenti (che dimorando in una località diversa dalla città di residenza, si occupano anche del contesto alloggiativo in cui domiciliano), i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, i dipendenti stagionali, temporanei e/o a tempo determinato, e i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, che non attendono, ovviamente, a nessun altro tipo di impiego. Pure i soggetti che perfezioneranno il requisito anagrafico dei 65 anni di età nel corso del 2015, se in possesso dei requisiti prefigurati dalla norma, dovranno corrispondere ugualmente la quota prevista per l’intero importo. L’assicurazione manterrà infatti la sua validità previdenziale fino alla successiva scadenza annuale del 31 dicembre 2015. Il premio da versare per l’iscrizione è di 12,91 euro annui: la somma, però, è a carico dello Stato se il soggetto obbligato è sprovvisto di reddito proprio o ne abbia uno inferiore ai 4.648,11 euro o appartenga ad un nucleo familiare i cui proventi complessivi non superino i 9.296,22 euro. Coloro che non provvederanno alla corresponsione dell’onere indicato entro il trentuno gennaio prossimo incorreranno nelle sanzioni prescritte, pari a un importo non superiore comunque all’entità del premio stesso. Per quelli, invece, che lo praticheranno in ritardo l’assicurazione decorrerà dal giorno successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento. Per il momento l’Inail eroga una sola prestazione: la rendita vitalizia, che viene concessa per infortuni che abbiano provocato una riduzione della capacità lavorativa al di sopra del 33 per cento. Nell’ipotesi in cui non sia stato pagato il premio assicurativo dovuto, il trattamento non viene attribuito. Gli interessati, se occorre, possono eventualmente recarsi anche presso un qualsiasi  Ente di patronato legalmente riconosciuto, in grado di fornire tutte le notizie utili per essere informati sul tipo di assicurazione e sulle modalità di iscrizione e di versamento dell’onere e di assistere, inoltre, essendo in collegamento con il sistema informatico dell’Istituto, il cittadino per tutti gli adempimenti necessari a formalizzare l’adesione. La tutela riservata alle casalinghe non è tuttavia perfettamente corrispondente a quella relativa a tutti gli altri lavoratori in campo extra domestico. Innanzitutto vengono risarciti soltanto gli infortuni e non le malattie professionali come ad esempio le dermatiti da contatto che possono insorgere e scatenarsi a seguito dell’uso protratto di detergenti. Non è riconosciuto neppure l’infortunio in itinere, cioè l’incidente che può verificarsi se l’assicurata esce di casa per andare a fare la spesa. La rendita, poi, spetta solo se si raggiunge almeno il 27 per cento di limitazione funzionale assoluta e permanente per gli infortuni occorsi però a partire dal primo gennaio 2007 o al 33 per cento di invalidità assoluta e permanente, (percentuale che corrisponde, ad esempio, alla perdita di un occhio)  per quelli avvenuti fino al 31 dicembre 2006 e non esiste tra l’altro nemmeno una forma di prestazione economica per inabilità temporanea. A differenza degli infortuni sul lavoro, inoltre, non viene indennizzato il danno biologico e in caso di evento mortale è contemplato, ma solamente a far tempo dal 17 maggio del 2006, un assegno di reversibilità per i superstiti che possono vantare il possesso dei prescritti requisiti fissati dalla legge. Infine, non è ipotizzata una revisione della rendita in caso di aggravamento della patologia derivante dall’infortunio. Qualche ulteriore riserva è altresì possibile avanzarla in ordine al fatto che l’assicurazione è riservata soltanto a una determinata fascia d’età (compresa tra i 18 e i 65 anni) e che non sia essenzialmente rivolta, invece, a preservare l’attività praticata per la cura della famiglia, a prescindere dal dato anagrafico. Nell’ipotesi di infortunio occorre far pervenire alla Sede Inail più vicina, (e possibilmente a quella territorialmente competente per residenza della casalinga), l’apposito modulo per ottenere la valutazione medico legale del gravame invalidante riportato, ai fini dell’eventuale corresponsione del trattamento economico prefigurato dalla attuali disposizioni legislative vigenti in materia. Importante novità, dal 15 gennaio del 2007, per gli assicurati è attivo “Inailsms”, un ulteriore innovativo canale di comunicazione diretta. Con questo servizio gratuito (ad eccezione dei soli costi dell’Sms), l’Ente antinfortunistico fornisce, mediante messaggi via cellulare, chiarimenti e aggiornamenti sulla gestione assicurativa e sulla prevenzione degli incidenti domestici. L’assicurato, se non lo ha già fatto, può registrarsi al servizio inviando un messaggino digitando esclusivamente il codice personale indicato in alto a destra al numero 3202049489, oppure sul portale. La cancellazione dal servizio può essere effettuata in ogni momento, con le medesime modalità, componendo espressamente la parola Casano. L’abilitazione è facoltativa. Con la richiesta di attivazione l’interessato dichiara di essere titolare del numero telefonico e che sta fornendo i dati (recapito telefonico e codice personale) esclusivamente per le finalità dichiarate per questo servizio.

Amianto, entro il 31 gennaio la domanda per accedere ai benefici di legge

Dal 1° gennaio 2015, l’art. 1, comma 115, della legge n. 190 del 23/12/2014 (legge di stabilità 2015) ha previsto per gli assicurati all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie  professionali,  gestita  dall’INAIL, che siano stati esposti all’amianto durante l’attività lavorativa, la possibilità di presentare domanda all’INPS per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione si è realizzata, ai sensi dell’ art.13, comma 8, della  legge  27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni. Sono destinatari della norma i soggetti in possesso dei requisiti ed al ricorrere delle condizioni di seguito elencate:

– assicurati iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’ INAIL;

– dipendenti da aziende che hanno collocato  tutti  i propri lavoratori in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa;

– soggetti che hanno ottenuto in via giudiziale definitiva l’accertamento dell’avvenuta esposizione all’amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiore ai limiti di legge;

– soggetti che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all’art. 47 del decreto-legge n. 269/2003, convertito con modificazioni dalla legge n. 326/2003.

La domanda del beneficio in oggetto dovrà essere presentata dagli interessati entro e non oltre il 31 gennaio 2015 e le prestazioni pensionistiche conseguenti non possono avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2015. Il relativo modulo di domanda, AP98, è stato pubblicato nella sezione Moduli>Assicurato/Pensionato.

Pensioni, stangata 2015 su quelle degli autonomi 

Salasso in vista per le pensioni dei lavoratori autonomi. La riforma Fornero del giugno 2012 prevede infatti l’aumento delle aliquote Irpef per questa categoria di lavoratori, aumento che a differenza dello scorso anno il governo non è in gado di scongiurare.

Cosa cambia – I più penalizzati sono gli iscritti alla gestione separata Inps che non fanno parte di alcuna cassa. Per loro, infatti, si prevede un esborso importante, visto che l’aliquota di contribuzione è passata, dal 1 gennaio 2105, dal 27,32% al 30,72%. I soggetti esclusivi, invece, si vedono aumentare l’aliquota dal 28,72% al 30,72% (il rincaro in questo caso  minore), mentre per quelli non esclusivi il passaggio è meno netto, di 1,5 punti percentuali, ovvero dal 22% al 23,5%.

Cosa cambierà – Ma non è finita qui, perché la riforma Fornero prefigura un percorso di incrementi delle aliquote per i lavoratori autonomi esclusivi o in possesso di altra previdenza obbligatoria; per loro è prescritto un rialzo crescente fino al gennaio 2018 quando le aliquote raggiungeranno, rispettivamente, il 33,72% e il 24%, con avanzamenti percentuali annui dell’1%. Una stangata per la verità poco comprensibile e priva apparentemente di ogni fondamento, che va anche contro le logiche economiche, perché di fatto taglia le gambe alla ripresa e alla crescita.

Artigiani e commercianti – Ma non saranno solo le imposte previdenziali per le pensioni degli autonomi senza cassa ad essere ritoccate: per gli artigiani e i commercianti, infatti, è postulato un balzo dello 0,45% a partire dal 1° gennaio 2015, che segue quello dell’1,3% del 2012 e dello 0,45% del 2013 e del 2014, come voluto da Monti nel 2011.

Carlo Pareto 

                                                                      

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