venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

INSIEME PER L’ITALIA
Pubblicato il 01-01-2015


Nencini-Capodanno

“Nel momento in cui ci accingiamo a ringraziare Giorgio Napolitano per quanto ha fatto per l’Italia, direi che il successore deve essere garante dell’unità nazionale, un europeista convinto. Deve essere rappresentativo di questa Italia, autorevole e non di parte, scelto tenendo conto della parità di genere e senza imposizioni di alcuno. Fuori da questa cornice, noi siamo ben poco disposti al dialogo”.
Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI e viceministro dei Trasporti, tratteggia la figura ideale del nuovo Capo dello Stato alla vigilia delle dimissioni di Giorgio Napolitano (il discorso di fine anno). L’elezione al Colle è quest’anno un appuntamento più importante che nel passato per i tanti nodi della politica e soprattutto per lo stato di sofferenza del Paese dopo sette anni di crisi economica ininterrotta. Con Nencini questa è anche un’occasione per affrontare alcune delle questioni più importanti e per fare un breve bilancio dell’attività di governo.

Che voto daresti alla presidenza Napolitano?
Non siamo qui per dare voti e pagelle, ma se dovessi farlo, certamente sarebbe un volto alto. Il Presidente è stato un baluardo credibile al populismo nascente ed ha rappresentato la ‘buona’ Italia nel mondo. Parlando dei quasi nove anni del suo mandato, se dobbiamo giudicarlo, dobbiamo ricordare che qualsiasi autorità politica istituzionale va sempre valutata nelle condizioni date. E lui ha vissuto un mandato e mezzo, in una condizione di rara difficoltà. Napolitano è stato anche, al di là del dettato costituzionale, il garante di un’Italia che ha vissuto uno dei momenti più difficili dell’Italia da quando è nata la Repubblica. 

Cosa pensi dei nomi che circolano in questi giorni per la successione a Napolitano al Quirinale?
Tra questi non credo che ve ne siano che abbiano realmente possibilità di essere eletti. Direi che i nomi che circolano ora servono solo a verificare la forza dei veti incrociati.

Napolitano nel suo messaggio non solo ha confermato la sua intenzione di interrompere il suo mandato dimittendosi tra pochi giorni, ma ha anche – e per la seconda volta dopo quanto fece alle Camere al momento della sua elezione – rivolto un forte appello alle forze politiche, ai sindacati e agli stessi italiani. O si cambia o si va al disastro…
Direi che abbiamo ottemperato soltanto in parte al mandato di due anni fa. Per raccogliere il monito di Napolitano dobbiamo riuscire a dotare l’Italia di una missione largamente condivisa, e per farlo dobbiamo mettere alla stanga i corpi intermedi attivi.

Cioè?
Cioè dobbiamo far collaborare assieme chi rappresenta il pensiero avanzato, il movimento sindacale, in somma il mondo dell’impresa, con quello del lavoro e quello della conoscenza.

Mi pare che il Governo avanzi con difficoltà …
Il dato positivo è certamente la rapidità con cui si è affrontato il tema delle riforme. C’è la velocità giusta anche se su quanto fatto ci sono delle correzioni da apportare a cominciare dalla riforma del lavoro.

I socialisti non sono d’accordo col Jobs Act?
Il cuore della riforma è condivisibile. A cominciare dalle azioni di sostegno previste per chi non ha mai conosciuto nessuna tutela. Ne è prova anche il contenuto del primo decreto delegato, approvato prima di Natale. Manifesto però forti dubbi sui licenziamenti collettivi; c’è bisogno di valutare meglio e, se necessario, anche di cambiare. Tra gli elementi positivi c’è da sottolineare che per la prima volta prevediamo ammortizzatori sociali aperti a tutto il mondo del lavoro, commercio e artigianato incluso.

Una parte importante del mondo del lavoro.
In Europa il lavoro dipendente di tipo manifatturiero è il 18% del totale. Quando si progettano degli strumenti di assistenza alla disoccupazione, a chi perde il lavoro, non si può pensare solo a quel 18%, bisogna pensare anche agli altri 4/5 altrimenti avremmo delle tutele di carattere  discriminatorio.

Due anni fa  fa parlavamo dell’incognita Grillo. Le elezioni poi hanno profondamente cambiato il quadro politico. Il tripartitismo di fatto ha bloccato le Camere e portato al Patto del Nazareno, tra PD e FI, per fare le riforme a cominciare da quella elettorale. Ma i mutamenti sono romai diventati molto più veloci che nel passato. Se si andasse oggi alle urne, il risultato ben difficilmente sarebbe quello del febbraio dno scorso. Una cosa però è già chiara, i partiti così come li abbiamo conosciuti fino a ieri non ci sono più. Tutto è diventato più ‘liquido’ per usare le parole di Zygmunt Bauman. Come immagini l’attività politica organizzata nei mesi e negli anni che verranno? Come recuperare il rapporto sempre più evanescente con i cittadini?
C’è una crisi universale della democrazia delegata. Le giovani generazioni non la riconoscono più, non la intendono nei termini tradizionali delle nostre generazioni. La debolezza crescente del ceto medio produce un effetto populista generalizzato e la mia opinione è che questi due fattori saranno durevoli almeno nei tempi della politica, cioè per l’intera legislatura, almeno fino agli anni venti di questo secolo. Invece abbiamo bisogno di allargare la base della partecipazione e per farlo il voto ai sedicenni è una strada da imboccare. Il populismo si porta poi dietro un altri ingrediente velenoso; coincide sempre con la suggestione dell’uomo ‘forte’. In questo caso ci si affida interamente all’uomo del ‘destino’ che però siccome non può fare miracoli o si dota di strumenti eccezionali, autoritari, per restare al potere, oppure è destinato a cadere rapidamente come, peraltro, è successo in Italia.

Come ci si salva?
I regimi liberaldemocratici come il nostro hanno a disposizione due armi per restare in piedi: devono avere Istituzioni credibili, stabili, partecipate, e poi devono avere la certezza della legalità. E invece su questi due fattori stiamo zoppicando da qualche anno. Ecco perché la crisi italiana è più profonda di quella delle altre democrazia europee. Noi sommiamo alla crisi economica queste debolezze. La crisi della politica è generalizzata, globale, ma altrove la crisi della politica non genera anche quella dei partiti che continuano a vivere e restano attivi nei processi decisionali. Qui da noi la crisi ha coinvolto anche questo strumento essenziale del processo democratico.

Eppure avevano detto che con Tangentopoli era stata fatta pulizia, che cominciava un’altra era e invece la credibilità della politica, dei partiti e delle Istituzioni, è diminuita ancora; ci sono stati i grandi scandali del 2014: il Mose, l’Expò, quello di Roma. Non è cambiato nulla …
Anzi la situazione si è aggravata perché abbiamo privato i cittadini anche alla speranza. Mentre nel ’93 – ‘94 i cittadini si aspettavano che l’Italia che sarebbe venuta sarebbe stata migliore, ora invece qualcuno comincia a dire che si stava meglio quando si stava peggio. Le leggi le abbiamo. Possiamo migliorare prevedendo la rotazione degli alti dirigenti e burocrati pubblici, possiamo applicare ai fenomeni di corruzione in politica lo stesso sistema utilizzato per i mafiosi. Ovvero, al terzo grado di giudizio, se il signor Rossi viene condannato per corruzione, il suo patrimonio viene avocato allo Stato. Ma la verità è che ci serve un’etica pubblica diversa, più che leggi migliori di quelle che già abbiamo. Le misure davvero risolutive passano attraverso una buona educazione civica del cittadino, in famiglia e a scuola.

Parliamo di noi, del nostro partito …
Bisogna associare al vecchio detto nenniano – è socialista solo chi è iscritto al Psi – e al mantenimento di una rete organizzata sul territorio, strumenti tecnologicamente innovativi, al passo coi tempi. Penso, ad esempio, che lo ‘sportello del cittadino’ che abbiamo a livello nazionale, venga implementato anche a livello regionale e locale. È una finestra aperta sui problemi quotidiani della gente così come lo è ‘sos diritti’, che in alcuni città ha messo al servizio di chi si trova in condizioni di bisogno l’opportunità di avere l’assistenza gratuita, di avvocati e tributaristi. Dovremmo poi tornare al vecchio progetto del ‘club dei club’, a costruire circoli tematici dove ci si riunisce per tipologia di problema. C’è anche da riesaminare il capitolo che riguarda le vecchie sezioni. Abbiamo ancora una rete di sezioni, di luoghi fisici dove ci si può incontrare e discutere; vanno affittati anche gratuitamente ad associazioni non politiche. Facciamo sentire a questi cittadini  che vengono nelle nostre sezioni per fare la ‘loro’ politica non la nostra.
L’ultima questione è quella di modificare la nostra struttura organizzativa. Nelle città metropolitane dovremmo costruire un’organizzazione diversa da quella della federazioni attuali perché saranno le città metropolitane il centro dello sviluppo nel futuro. Ci servono osservatori nelle 12 città metropolitane in grado di comprendere e interpretare la nuova Italia che cresce. Una struttura con strumenti di lettura diversi, capace anche di coinvolgere tutti gli eletti di quell’area.

Tagli, distribuzione della ricchezza, reperimento risorse. Siamo sempre allo stesso punto. Il governo nelle settimane prossime sarà di nuovo alle prese con il rispetto dei parametri di Maastricht. Ci sarà lo strappo o nuove tasse e nuovi tagli?
Io credo che senza un’inversione di marcia delle politiche di austerità che abbiamo dovuto osservare fino a oggi, dobbiamo anche essere capaci di rimettere in discussione l’applicazione dell’art.48 dei Trattati.

Da soli non possiamo cambiare nulla.
Certamente all’Italia è venuto a mancare un partner importante, autorevole, la Francia. Così la Germania è rimasta là, da sola, a giocare la partita decisiva con la Merkel che è apparsa come un autorevole centrocampista. Mi ricorda un po’ Giancarlo Antognoni, lì a distribuire le azioni da goal agli altri giocatori. Certo non possiamo agire da soli ed è per questo che abbiamo chiesto da tempo una riunione straordinaria del PSE. Non è possibile che il Partito socialista europeo in una situazione di crisi perdurante come questa, non prenda nessuna iniziativa.

E cosa ha risposto il PSE? perché non fa nulla?
Ha risposto che la riunione si terrà a giugno, a Budapest, come previsto … La verità è che molti partiti socialisti sono ‘prigionieri’ dei loro governi, a cominciare dal più importante, la SPD che regge il governo di coalizione con la Merkel.

La crisi non è solo europea. Anche la crescita al 5% degli USA nasconde a fatica l’aggravamento del coefficiente di Gini: poveri sempre più poveri, ricchi sempre più ricchi.
Un anno fa ricordavo che il 48% della ricchezza nazionale in Italia era nelle mani di appena il 10% della popolazione. Temo purtroppo che la forbice si sia allargata ancora. Il mondo si sta dividendo sempre più in creditori e debitori e a questi ultimi per sopravvivere tra poco non resterà che organizzarsi in un fronte comune. Quello che ha sempre distinto sinistra e destra, è la lotta con mezzi pacifici alle diseguaglianze. I socialisti hanno avuto e continuano ad avere nel loro programma  l’obiettivo della redistribuzione della ricchezza perché non si può assistere inermi all’aggravamento degli squilibri sociali ed economici.

Le tue priorità per il 2015?
Salvare l’Italia. Credo come diceva lo storico francese Ernest Renan, che la nazione vada intesa come un “plebiscito di tutti i giorni”, che si tratti insomma di condividere un sentire comune. Allora salvare l’Italia significa avere la stessa passione, sentire gli stessi sentimenti. Per questo occorre associare alla maggioranza parlamentare le associazioni di mezzo come quelle dei lavoratori e degli imprenditori, senza però chilometrici tavoli di concertazione, ma al momento dell’iter formativo che porta al varo di una legge importante.

E qual è stato il contributo dei socialisti al lavoro del governo?
Possiamo, ad esempio, rivendicare il nostro ruolo nel varo degli sgravi fiscali per i primi tre anni alle aziende che assumono, la nuova tassazione sul gioco d’azzardo come anche nell’avvio delle grandi infrastrutture e del finanziamento alla riforma aeroportuale. E ancora l’introduzione del reato dell’omicidio stradale nel Codice della Strada, la responsabilità civile dei magistrati, posizione ‘storica’ dei socialisti su cui si sta orientando anche il ministro Orlando, la ‘battaglia’ alla Camera di Marco Di Lello per i precari nel mondo della scuola. Vorrei ricordare ancora che abbiamo presentato – e questo mese la ripresenteremo – una richiesta ai Presidente di Senato e Camera, Grasso e Boldrini, per convocare una sessione straordinaria del Parlamento dedicata ai diritti civili. Ci siamo dati da fare e qualcosa di buono abbiamo fatto.

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Resto del parere che solo chi è iscritto al partito può dirsi Socialista. Altra cosa sono le iniziative organizzative per testare l’opinione dei cittadini. Non giriamoci intorno non vorrei che tutti questi discorsi sull’organizzazione altro non sono che un mezzo per mettere a tacere gli iscritti e fare i politici attuali in s.p.e. Personalmente sono del parere che l’art.4 dello statuto del partito vada attuato nella sua foma più democratica non vorrei che oggi si arrivasse a dire che l’unico contratto a tempo indeterminato è quello di chi fa il politico di “mestiere”.

  2. I punti sul nostro partito li ho già sentiti più volte. ma non si muove nulla. Quando, più volte, sollecito nel Psi Veneto un po’ di attivismo per una nostra politica che vedo molto stantia e statica, per concedere un po’ di spazio a qualche (pochi) giovani, nel motivare e sostenere qualche azione tra la gente su problematiche del nostro territorio, mi trovo davanti un muro di gomma, un chiudersi a riccio di chi detiene la maggioranza del partito incomprensibiile, una mancanza completa di una volontà di mettersi in gioco. Le vecchie federazioni nel Veneto ormai non hanno più sedi fisse (esistono solo a Venezia e Rovigo) per mancanza di un minimo di sostentamento economico. Questa è la realtà, diffusa più o meno anche nel resto d’Italia. Mancano proposte (e in alcuni casi se ci sono vengono bloccate) e iniziative per la riorganizzazione del partito con azioni politiche, a qualsiasi livello a partire dall’alto.

  3. Carissimo Segretario del PSI
    Sulle pagine dell’Avanti è da più di dieci giorni che sulla candidatura di Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica si è catalizzata la maggioranza dei pareri favorevoli dei Socialisti. Sono parecchi anni che, non solo con la tua Segreteria, parliamo della costruzione di un’Area laica e liberal socialista, come dell’obiettivo di maggior aggregazione per il rilancio dei consensi sul PSI. La candidatura della Bonino, oltre che per i molti meriti elencati dal nostro Direttore e dalla Fasano, rappresenta con la Sua storia il curriculum che maggiormente si presta a rappresentare quest’Area, dalla quale maggiormente può originarsi quella spinta per l’affermazione dei diritti civili che, nella ripresa dell’attività parlamentare, tu stesso auspichi come uno degli impegni prioritari dei Socialisti.
    Proprio per l’importanza di questi temi il nostro Direttore ha evidenziato un punto di carattere politico e strategico che come socialisti dovremmo da subito avviare per la creazione di un Comitato pro Bonino. Indipendentemente dal risultato che potremmo ottenere, potrebbe rappresentare il nostro ruolo da continuare a svolgere nel dopo Presidente.
    Inoltre, mentre da settimane pure tutti i giornali e i talk show televisivi sono inondati dal dibattito sulla successione di Napolitano, rimango perplesso e deluso della tua sfuggente risposta che sull’argomento dedichi in questa intervista all’Avanti. Viene quasi spontaneo pensare che essendo la Bonino stata silurata ingiustamente da Renzi come Ministro degli Esteri, un pronunciamento in suo favore da parte del PSI da te rappresentato, suonerebbe come un atto di ostilità nei confronti del Presidente del Consiglio.
    Conosciamo che nella Storia del PSI hai sempre fatto parte della componente autonomista del Partito. Possiamo sperare che a questa caratteristica ed esigenza vitale dei Socialisti Tu non ci vuoi rinunciare??
    I socialisti, per esprimersi, devono continuare a farlo sull’Avanti o devono andare sull’Unità on line o su Europa on line ?? Ma la Direzione e i nostri parlamentari lo leggono l’Avanti e con esso ascoltano la voce dei socialisti ?? Caro Segretario, ti conosciamo per un uomo di grande cultura e per avere interpretato in modo egregio i tuoi compiti di Amministratore come Presidente della Regione Toscana e come suo Assessore al Bilancio. Sappiamo che sei fortemente assorbito in maniera positiva nel tuo compito di Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti del Governo Renzi. Non conosco quanto tempo ti resti per dedicarti al Partito ma, senza sovvertire gli esiti di un Congresso che ti ha eletto democraticamente Segretario, potresti assegnare qualche delega?? Come socialista e lettore dell’Avanti ti chiedo: potresti assegnare la Delega a Mauro Del Bue per la creazione di un Comitato per Bonino Presidente della Repubblica??
    Spero che questa iniziativa da me suggerita non comprometta il futuro editoriale del nostro Direttore a cui siamo molto affezionati anche se non sempre concordiamo con qualche suo Editoriale.
    Carissimo Riccardo, conosciamo le difficoltà dei Partiti e della Politica. Come Socialisti cogliamo da questa crisi epocale l’opportunità per la costruzione di un grande “Progetto Socialista per l’Europa da realizzarsi attraverso un Nuovo Modello di Sviluppo”. Se concordi che questa è una strada possibile e auspicabile per avviare una nuova fase, non per la rinascita soltanto del nostro piccolo PSI, ma del Socialismo europeo, noi Socialisti italiani possiamo svolgere un ruolo fondamentale, a partire dal nostro Paese, per coagulare tutte le risorse umane esistenti nell’Area laica e liberal socialista e tra coloro che all’interno del PD vogliono effettuare assieme a noi un percorso per un reale e duraturo cambiamento dell’esistente.
    Sinceramente e fraternamente ti auguro ogni bene per te, per il PSI e per l’Italia.
    Nicola Olanda

  4. Se il nostro Partito non riconquista un ruolo politico vero, saremo destinati a scomparire. Se inneggiamo passivamente a Renzi, gli elettori Socialisti potrebbero votare direttamente lui oppure, se dissentono, votare altre liste. Non avendo più presentato la Lista PSI, la gente non può riconoscersi in noi. Rimangono tanti Socialisti anche bravi che non riusciamo ad aggregare, anzi favoriamo l’ulteriore frammentazione. Bisogna fare proposte sentite per i giovani. Da tempo ho proposto un Piano Starordinario per i giovani finalizzato alla installazione del fotovoltaico nelle Scuole e negli edifici pubblici e una Legge che assicuri ai Laureati una borsa di Studio e Lavoro per 12/18 mesi rapporato ai voti di Laurea sia in aziende pubbliche, che private. In questo modo si incentivano a Laurearsi e si da la garanzia immediata di un inserimento nel lavoro con soddisfazione e fiducia per i Laureati e i propri familiari. Ciò ovviamente dentro un programma Socialista-Riformista di Sinistra, del tutto diverso da Renzi che punta ai voti del Centro-Destra portando avanti le loro leggi.

  5. Nencini può dire ciò che vuole … il problema è che il partito socialista non c’è e non si può certo ricostruire… a meno che non ci pensi il neo acquisto FAVA che per il PSI si è sempre prodigato…

  6. Con il Jobs Act invece di estendere le tutele a chi non le ha, le togliamo ai lavoratori che le hanno….. Continuate pure… Cosa pensano i Lavoratori dipendenti delle posizioni in Parlamento di Nencini & co. (del resto eletti nelle liste PD) lo vedremo alle prossime elezioni…. Se il PSI non vuole definitivamente scomparire occorre al più presto cambiare dirigenza.

  7. Compagno segretario,
    prendo nota del tuo intervento dal titolo “la guerra giusta”, apparso su l’Avanti! Lo condivido. Mi sarebbe piaciuto, però, che ci fosse stato anche un accenno a chi arma la mano degli irresponsabili, gli da consistenza politica, mette a loro disposizione le reti di intelligence, perchè, tatticamente “sono utili”. Tutti questi signori dalla barba lunga che si agitano in Medio Oriente ed attaccano anche noi, nel cuore dell’Europa, sono stati utilizzati in più di un’occasione dall’Occidente. Se andiamo a scavare troveremo armi che provengono dai “nostri” arsenali, istruttori che provengono dalle “nostre” caserme e denaro occidentale a sostegno delle lotte fratricide che tu stesso hai menzionato o di feroci campagne anticomuniste. Se si addestrano i cani ad uccidere o a lottare fino alla morte, poi non bisogna lamentarsi se questi si rivolgono contro il loro stesso padrone. E’ nell’ordine delle cose. Ti chiedo quindi, pur approvando le tue parole, di andare in profondità e di non fermarti alla superficie delle cose. Ti chiedo di avviare un processo di riflessione all’interno del nostro partito. Nostro dovere, anche se la nostra consistenza politica è modesta, è quello, comunque, e forse anche per il fatto che siamo un piccolo partito, di portare avanti i nostri ideali e la nostra visone del mondo. Visione che è estremamente profonda, essendo frutto di cento venti anni di storia. Visione che non si è mai appiattita su di un atlantismo a critico. Visione che non può rimanere alla superficie delle cose.
    Fraterni saluti,
    Mario Michele Pascale
    Membro del Consiglio Nazionale del PSI
    Presidente dell’ associazione Spartaco

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