venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Italia, Paese a sovranità limitata (dal Vaticano)
Pubblicato il 20-01-2015


Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o musulmano, eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è marxista. Con la religione si fa una eccezione (Richard Dawkins)

I laici che non sanno contestare il complesso di superiorità dei cattolici, diminuiscono anche l’efficacia della propria battaglia ideale e politica… la loro modestia davanti alle fedi sminuisce il principio di laicità, l’unico che possiede quella compiuta universalità e assolutezza che le fedi pretendono per se stesse (Guido Calogero)

Prima del massacro all’ipercacher parigino, il primo ministro socialista Manuel Valls, nato a Barcellona, intervistato dalla rivista americana Atlantic ha detto che il posto degli ebrei di Francia è la Francia. Ha spiegato “La Rivoluzione francese decise nel 1789 di riconoscere agli ebrei la piena cittadinanza. Per capire che cosa significhi l’idea di Repubblica è necessario capire il ruolo centrale rappresentato dalla loro emancipazione. Se 100mila francesi di origine spagnola se ne andassero, non direi che il Paese è cambiato. Ma se 100mila ebrei francesi emigrassero, la Francia non sarebbe più la Francia”.  Nel 1787 l’Accademia delle arti e delle scienze di Metz (capoluogo della Mosella) mise a concorso un premio per la migliore esposizione sul tema “c’è modo di rendere gli ebrei più felici e più utili alla Francia?” Nel tardo Settecento si temeva che la religione non gli consentisse di accettare le leggi francesi e l’idea corrente era quella di “rigenerare” questa etnia, togliendogli le abitudini alimentari, la ritualità, la prospettiva della Terra promessa. Il premio per il contributo più originale venne assegnato a Zalkind Hourwitz, un venditore ambulante che veniva da uno shtetl della Polonia che aveva una idea ben diversa: il sistema per rendere gli ebrei felici e utili? Smettere di renderli infelici e inutili. Leggiamo: “non sono gli ebrei, ma i cristiani che li temono che bisognerebbe rigenerare. Offrire la possibilità di scegliersi una attività e rendere possibile l’accesso alla cittadinanza. Cittadini come gli altri, lavoratori come gli altri, ben presto gli ebrei si integreranno nella collettività dei cristiani senza per questo rinunciare alla loro identità religiosa. Occorre vietare ai rabbini l’esercizio di qualsiasi potere al di fuori della sinagoga; bisogna aprire ai bambini le porte delle scuole pubbliche, proibire l’uso dell’ebraico nelle transazioni commerciali”. Le tesi di Hourwitz sembrarono così buone ai funzionari della monarchia borbonica che il 23 maggio 1789 (50 giorni prima della presa della Bastiglia) l’ambulante ebreo diventò il conservatore dei libri e dei manoscritti orientali presso la Bibliothèque royale. Anche se l’emancipazione ottenuta dagli ebrei nel 1791 durante la rivoluzione venne quasi azzerata da Napoleone, le idee dell’ambulante giudeo si radicarono velocemente in quel Paese, mentre in Italia, come si sa, fino alla caduta dell’asfittico Stato pontificio nel 1870 gli ebrei erano segregati.

E’ difficile dire che oggi la Francia sia in grado di proteggere i suoi cittadini, anche se la strada percorsa da quel Paese, cioè trattare tutti allo stesso modo anche se di diverse etnie e religioni, sembra essere l’unica percorribile e al contempo quella che maggiormente l’espone.

Riconoscere la superiorità della laicità e del pensiero libero è complicato per l’Italia dove la religione cattolica è una branca fondamentale della vita politica e sociale. L’esasperante spazio che viene riservato dall’informazione – anche quella della Rai – al Papa, oltre a essere giornalisticamente irrilevante (che senso può avere dedicare minuti a un aereo che sta per atterrare), le continue visite dei politici italiani (un messaggio di benvenuto dal presidente incaricato al Papa per il rientro dal dopo una assenza di pochi giorni) ha un solo significato. Questo Paese si identifica col cattolicesimo e se hai altra filosofia sei tollerato. Puoi pagare le tasse ma sei uno che si deve adattare a vedere la messa nella tv che finanzi. Un Paese che pensa di essere democratico dovrebbe emanciparsi dai voleri di una religione. Quando la Repubblica arriverà a comprendere che la libertà di pensiero di ognuno è l’ossatura di una solida democrazia?
Tiziana Ficacci

dal blog liberelaiche

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