giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Italia- Svizzera, e accordo (fiscale) fu
Pubblicato il 15-01-2015


Accordo fiscale-Svizzera-Italia“Abbiamo l’accordo, la firma sullo scambio di informazioni a richiesta avverrà a metà febbraio”. Così Vieri Ceriani, consigliere economico del ministero dell’Economia e capo negoziatore per l’Italia ha commentato l’intesa raggiunta tra Italia e Svizzera in materia fiscale. L’obiettivo dell’accordo – atteso da anni –  è quello di combattere l’evasione fiscale, e prevede a regime la fine del segreto bancario. Ceriani ha definito “epocale” l’accordo raggiunto, aggiungendo “che dà strumenti di contrasto all’evasione fiscale impensabili fino a qualche mese fa” . Una volta firmato, l’accordo dovrà essere ratificato dai rispettivi Parlamenti per entrare in vigore entro uno o due anni.  

PD: ACCORDO STORICO – “La fine del segreto bancario in Svizzera e l’accordo di scambio sulle informazioni bancarie e finanziarie fra l’Italia e la Confederazione elvetica sono eventi che non è esagerato definire storici”. A dichiararlo sono Marco Causi, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera –  nonché primo firmatario del disegno di legge sul rientro dei capitali dall’estero – e Giovanni Sanga, componente Pd della Commissione Finanze e relatore della stessa legge. “Sarà sempre più difficile sfuggire alla tracciabilità dei movimenti finanziar – aggiungono – conviene, al contrario, fare emergere i capitali portati all’estero e aderire al procedimento di voluntary disclosure  (dichiarazione volontaria), approvato dal Parlamento italiano nel mese di dicembre”. “L’obiettivo – proseguono Causi e Sanga – è la trasparenza finanziaria, poichè la voluntary disclosure non è un condono ed è nominativa. Essa porterà anche risorse aggiuntive al bilancio pubblico, che potranno essere messe in campo per rafforzare gli interventi di sostegno alla crescita economica. Ma soprattutto, viene oggi offerta a tanti italiani la possibilità di un nuovo patto con lo Stato, e l’occasione di utilizzare le somme oggi dormienti all’estero, dopo averle regolarizzate, per contribuire alla svolta del Paese fuori dalla recessione per un nuovo ciclo di crescita economica”, concludono.

RAPPORTO MEF ENTRATE TRIBUTARIE E CONTRIBUTIVE – Nel frattempo il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha pubblicato il Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-novembre 2014. Il report rileva – nel  complesso – un aumento dello 0,5% (corrispondente a +2.672 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. L’andamento registrato è la risultante della crescita del gettito tributario dello 0,7% (+2.462 milioni di euro) e della sostanziale stabilità, in termini di cassa, delle entrate contributive pari allo 0,1% (+210 milioni di euro), nonostante da quest’anno le imprese beneficino della riduzione dei premi assicurativi Inail prevista dalla Legge di Stabilità per il 2014.

Siria Garneri

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