martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Je suis Charlie
Pubblicato il 07-01-2015


Se tutti i giornali del mondo pubblicassero le vignette di Charlie Ebdo non darebbero una grande risposta all’odiosa strage di Parigi? Hanno voluto colpire la satira verso Maometto, perché con tutti si può ironizzare tranne che col profeta. Si può scherzare con Cristo, col papa, con Mosè, col Budda. E nessuno di coloro che nutrono queste fedi si sente in dovere, non dico di ammazzare qualcuno, ma neppure di impedire che la satira che colpisce le loro religioni o credenze venga resa pubblica. Questi terroristi infami dell’integralismo islamico non è la prima volta che tentano di uccidere per affermare il loro diritto di repressione e addirittura di morte. Pensiamo alla persecuzione a cui è stato sottoposto l’autore dei versetti satanici. Pensiamo agli attentati al giornale danese delle famose vignette. Pensiamo all’omicidio del regista olandese Van Gogh. Io oggi sono francese. Sono Charlie Ebdo. Sono il direttore di questo giornale. Sono i redattori di questo giornale. Sono i poliziotti caduti per difendere la libertà. Sono anche Michel Houellebecq l’autore di Soumission, che proprio oggi doveva presentare il suo libro. Lo scrivo e lo dico ad alta voce, senza paura.

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Commenti all'articolo
  1. Per me bisogna solo cominciare a fare l’Europa, con polizia unica esercito e politica estera unica, ma visto che siamo democratici, farei la Costituzione, e poi mi viene in mente che nel 21 Nenni si trovò a difendere l’Avanti! Incendiato dai Fascisti, il primo Charlie Hebdo fu proprio il nostro Giornale!

  2. Il giornale ha nel corso del tempo pubblicato vignette pesantissime sul papa, sia quelli passati che questo (che sembra piacere a tutti). Mi chiedo quanti in Italia si direbbero Charlie se vedessero quei disegni. Abbiamo avuto un insegnante che è stato sabzionato perché voleva togliere il crocefisso dal muro (tra l’altro si espone grazie ad una legge varata durante il fascismo)
    Beninteso, io al papa non gli dedicherei neanche un tratto di penna

  3. Io penso che il diritto di parola, di espressione, di satira, di stampa sia un diritto da concedere ai cittadini. Però la libertà non deve, secondo il mio parere, arrivare a insultare i concetti e le idee, che non hanno colpe da meritarsi una satira forse il comico, poichè si sfocia in giudizi estremi e distruttivi. A mio parere Crozza fa satira, loro insultano. Ma non si può rispondere all’insulto con il piombo. La barbarie esiste, ma non possiamo permetterci di fregiarci della libertà dell’insulto basso e becero. La barbarie si combatte con la cultura non con il suo contrario.

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