giovedì, 23 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Je suis socialiste
Pubblicato il 15-01-2015


Dopo le stragi bisognerebbe anche pensare alla politica. E chiederci, come ho tentato di fare in un fondo precedente, se non sia il caso di smetterla con le improvvisazioni e i dilettanti. Se in questa fase, che sarà caratterizzata da uno scontro duro col terrorismo di matrice islamica e dalla conseguente necessità di fondare un’Europa con una politica estera unitaria, con una funzione militare, con leggi e coordinamenti unici, non sia il caso di tornare ai partiti politici come promotori di progetti di società. Questo vale per l’Italia ancor più che per gli l’altri paesi. Certo viviamo in una complicata fase di moltiplicazione di sigle e di tendenze, che vanno dall’estrema destra antieuropea e razzista, all’estrema sinistra ugualmente anti europea perché anti occidentale. E in mezzo anche le forze tradizionali di ispirazione socialista e popolare paiono frammentate, divise, confuse.

Il mondo socialista non fa eccezione. In Grecia il leader storico Papandreu fonda un nuovo partito, dopo la dèbacle del vecchio, il Psf è ai suoi minimi storici, con Hollande in grave crisi di popolarità, forse leggermente modificata dopo le vicende di Parigi. Socialisti spagnoli e inglesi non riescono ad approfittare delle difficoltà dei governi popolari e conservatori, ed emergono con forza tendenze localistiche e xenofobe, mentre il dominio della Merkel in Germania pare per nulla scalfito dai socialdemocratici. Il mondo dovrà scegliere. E anche l’Europa. Si dovranno confrontare tendenze diverse, anche opposte sul tema più scottante che è la risposta da dare al terrorismo islamico e la conseguente necessità di creare un’Europa che ai vincoli economici sostituisca la forza della sua unità politica. Il rischio che prevalga una destra antieuropea e xenofoba è alto. Anche per gli errori di una sinistra balbuziente sul fenomeno del terrorismo islamico e dei vincoli di Bruxelles. Due questioni che alla lunga non possono coesistere se non per favorire risposte sbagliate.

I socialisti si dovranno misurare con la nuova situazione. Anche in Italia. Non so francamente cosa avverrà dentro quel partito onnivoro che è il Pd, uno spazio, come lo ha definito Bersani, più che un partito, dove non c’è tema che non sia oggetto di divisione anche profonda. Se noi siamo ancora qui, in pochi, con orgoglio e determinazione, se alla nostra età non più giovanissima continuiamo a scrivere e a parlare la ragione è profonda. Non quella di fare carriera, non abbiamo più l’età, non quella di scucire qualche poltrona di risulta, ne possiamo fare a meno. Non quella di sfruttare una vecchia abitudine che diventa un vizio assurdo e cioè di continuare a fare quel che abbiamo sempre fatto. Noi siamo convinti di costituire un fulcro necessario per tenere viva una storia e un progetto.

Pensateci bene tutti. In Italia la storia del Pd pare che parta da Gramsci, fondatore dell’Unità ma anche del Partito comunista, poi venga rigenerata da un assurdo e inconciliabile duopolio De Gasperi-Togliatti, poi ritrovi con Berlinguer soprattutto e in parte con Moro il suo suggello. Noi siamo spariti. Noi come tradizione politica, noi come personalità storiche. Il pensiero e l’azione del socialismo riformista e liberale, che da Turati a Rosselli arriva a Saragat e al Nenni autonomista fino a Craxi è oggi nel dimenticatoio. Una follia, una distorsione, una evidente e strumentale falsificazione di quel che è stato. Ma non basta. Noi abbiamo avuto ragione nella storia. Siamo dimenticati perché abbiamo avuto ragione. La dimenticanza è colpevole. Dalla scissione di Livorno, alla necessità di un governo coi popolari per evitare il fascismo, al giudizio sull’Urss, al centro-sinistra, ai missili a Comiso a Sigonella, al referendum sulla scala mobile, alla guerra nel golfo, all’euro socialismo noi siamo stati dalla parte giusta e altri da quella sbagliata. Ecco il primo compito e la necessità di esistere. Rendere giustizia alla storia.

Ma c’è un altro compito, se non vogliamo ridurci a una Fondazione, e riguarda il progetto di futuro. Lo riassumo in questi obiettivi: una lotta efficace e risoluta al terrorismo islamico, per difendere i principi della nostra civiltà scaturiti dalla rivoluzione francese, che tutti devono rispettare e accettare, non solo dunque per difendere la pace e la tranquillità, perché in discussione ci sono fondamentali principi di libertà e di laicità, ovvero di civiltà; una concezione dell’Europa che superi i vincoli burocratici e rilanci lo sviluppo e l’occupazione, senza dei quali il terrorismo rischia di trovare terreno più fertile. Io trovo che i socialisti europei e il Pd italiano siano troppo timidi sull’uno e sull’altro argomento e che il nostro piccolo partito potrebbe sull’uno e sull’altro caratterizzarsi con stimoli e idee che lo rilancino come forza della tradizione e della novità. Può darsi che io sbagli. Ma se non abbiamo idee è giusto affondare e se le abbiamo è un delitto non tentare. Per me è anche un dovere rispetto alla nostra identità.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. No direttore non sbagli.
    Anch’io Je suis socialiste da quando avevo sedici anni benché mi sono iscritto a ventitré. Anch’io ritengo che il PSI deve esistere e ritornare ad essere un Partito con una cultura che si avvia a definire una politica per il futuro: gli “Stati Uniti d’Europa”. Per questi motivi sostengo da semplice cittadino militante l'”Avanti” on line e MondoOperaio affinché il pensiero e la storia socialista non vadano eliminate da questa dirigenza catto-fascio-comunista. Per questi motivi sono sensibile a quello che accade in Grecia e guardo al giovane Tsipras che ritengo un socialista con una visione europeista. Per questi motivi sono sensibile alla cultura protestante che ritiene che chi fa debiti è poco serio e insisto affinché noi italiani facciamo i sacrifici necessari per ridurre il debito come previsto dai trattati europei. Per questo sono contro i fondamentalismi che ci attanagliano e la vignetta di “Je suis Charlie”, che condsidero la più eloquente, è quella che si vede un ayatollah, un vescovo e un rabbino che si spartiscono il mondo. Per questo sono contro tutta questa melassa sulle parità di genere, contro gli animalisti che trattano gli animali come essere umani contro la scienza dell’etologia e l’evidenza scientifica e per ultimo sono contro tutti questi soloni che vogliono cambiare le istituzioni “pro domo sua” dimenticando che la magna charta sta lì da diversi secoli e che la nostra Costituzione deriva da quella della Repubblica romana del 1848 dei triumviri Armellini, Mazzini e Saffi.

  2. Purtroppo noi socialisti siamo oramai dimenticati dai media e probabilmente anche dai cittadini e siamo stati oggetto di una delle campagne più meschine e denigratorie di tutti i tempi.
    Condannare una stagione politica condannando un’intera storia ultracentenaria fatta di conquiste sociali mi sembra inaccettabile.
    Rimuovere la storia non aiuta a capire il presente e a immaginare un futuro.
    Però dobbiamo fare chiarezza su questo attuale PSI che a mio modo di vedere non rappresenta quella che dovrebbe essere la linea socialista in difesa dei lavoratori (tutti). È stato davvero triste vedere i compagni psi in parlamento votare a favore del Jobs Act.
    C’è molta strada da fare… io al momento non mi sento di aderire a questo psi, rimarrò per un po’ apolide ma darò certamente il mio contributo a coloro che vorranno creare un percorso come quello che tu, caro direttore, giustamente proponi da un po’ di tempo a questa parte.
    Complimenti… qualcosa si muove!

  3. Caro Mauro,
    il tuo sfogo è quello di tanti compagni di lunga militanza.
    Muoviamoci con tenacia per affermare i principi che hanno un riscontro di verità.
    Osiamo, portando a conoscenza dell’opinione pubblica le nostre ragioni che non sono di parte, ma di una Società più giusta per tutti, il Partito deve organizzare una Rimini 2 per far sentire alta la sua voce.

    Io ribadisco il concetto che potrebbe cambiare prospettiva nella Politica Europea contro il terrorismo islamico e per un diverso assetto di sviluppo economico.
    Dobbiamo lavorare per portare la Russia nella Comunità Europea.
    Il vecchio Continente potrà essere in futuro un punto di riferimento per il resto del Mondo perché ha in se tutti gli elementi positivi per esserlo.
    Con la Russia raggiungerebbe una dimensione ideale per ottenere rispetto da parte delle altre potenze storiche e emergenti e insegnare al Mondo l’importanza del dialogo e della democrazia.

  4. Carissimo Mauro
    Hai riassunto in maniera efficace la crisi d’identità che attraversano in Europa le principali culture politiche. Quella socialista in Italia si sposa con la quasi cancellazione dalla scena politica del PSI nella Seconda Repubblica e, francamente, le responsabilità non le possiamo addossare tutte alla stagione di Mani pulite ma dobbiamo individuarle anche attualmente al nostro interno.
    Il problema del Socialismo non è solo italiano perché moltissimi elettori europei, a un PSE che stentano a distinguerlo dal Partito Popolare, preferiscono votare per l’originale anziché per la sua brutta copia.
    Questa situazione sollecita la necessità di un cambiamento radicale per il Socialismo europeo, che, oltre alla crisi economica e sociale, deve fronteggiare il fiorire di numerose formazioni politiche di protesta, xenofobe e favorevoli all’affossamento del Progetto dell’Unione europea.
    La vera ambizione dei Socialisti europei deve essere quindi quella di affrontare la costruzione del futuro con la Visione di sapere interpretare i Meriti e i nuovi e vecchi Bisogni della Società postindustriale. Questi dovrebbero tradursi in un “ Progetto Socialista per l’Europa da realizzarsi attraverso un Nuovo Modello di Sviluppo ”.
    Su questo Progetto, noi Socialisti italiani possiamo svolgere un ruolo fondamentale per coagulare tutte le risorse umane esistenti nell’Area liberal socialista invitando coloro che nel PD vogliono effettuare assieme a noi un nuovo percorso per un reale e duraturo cambiamento dell’esistente.
    Come Direttore dell’Avanti saresti la figura ideale per la formazione e il coordinamento di un Gruppo di Lavoro italiano adibito a questo Progetto. Sarebbe anche un’occasione per portare quelle tematiche all’interno dell’Avanti arricchendolo così, oltre che nei contenuti, anche nell’ampliare la platea dei lettori e dei collaboratori esterni.
    Prova a fare anche quest’ultimo tentativo, ponendolo anche al centro del dibattito della Direzione del PSI.
    Nicola Olanda

  5. Caro Direttore, ti scrivo solo per dirti che sono completamente d’accordo e che non avrei,nell’attuale momento e situazione politica, nulla da aggiungere sull’analisi fatta sul panorama esterno al Partito. Allora si potrebbe dire perché hai scritto al Direttore dell’AVANTI! non avendo nulla da eccepire? Invero ho qualcosa da aggiungere e proporre: perché non invitare tutti i Comitati Provinciali del Partito a riunirsi e discutere,tutti contestualmente, sui problemi politici da te affrontati nell’editoriale? Talchè, in ogni parte del Paese possa risuonare coralmente la voce dei Socialisti e non solo avvertire il dibattito tra internauti? O meglio , anche se fosse possibile, indire assemblee pubbliche aperte sempre in ogni Provincia ( ora Area Vasta), e sempre contestualmente? Fraterni saluti come, un tempo, si usava chiudere la corrispondenza tra compagni, così ricordandolo a noi stessi e alle nuove generazioni della FGS.

  6. A mio avviso c’è solo una strada per tentare di emergere: essere autonomi e rivendicare e difendere la nostra storia. Come fare? Tornare al garofano, organizzare manifestazioni in tutta Italia per spiegare agli italiani cosa hanno fatto i socialisti nella Prima Repubblica, spiegando che siamo stati assassinati politicamente perché scomodi (forse a qualcuno non faceva piacere che l’Italia fosse diventata la quinta potenza mondiale… ma magari mi sbaglio!). Inoltre unire tutti i socialisti con una nuova costituente e decidere di volta in volta le alleanze in base alla nostra convenienza… tanto destra e sinistra ormai non esistono più ed il PD è certamente più di destra di Forza Italia.

  7. Direttore hai ragione su tutto. Ho però difficoltà anche solo ad ipotizzare il futuro. Hollande cerca di risalire dell’abisso sfruttando cinicamente i morti e facendo combutta con uno dei maggiori responsabili del casino siriano e libico e che non dovrebbe stare a Parigi ma L’Aia. Nell’Italia il capo continua con la chiacchiera e assomiglia sempre più a Benigni, il che non è un male ma allora vada a fare lo stesso mestiere. I movimenti in Grecia e Spagna, diciamocelo, è roba da paesi sottosviluppati. In Germania, che è su un altro pianeta, la socialdemocrazia può solo aspettare, cosa poi non si sa è non si riesce a prevedere soffocata com’è dal culone come diceva un nostro altro giullare. Noi abbiamo la testa, le idee giuste, e tutto ciò che sappiamo
    Ma siamo timidi come chi ha presso tante legnate. Per una botta d’orgoglio magari tiriamo fuori il Garofano e Claudio Martelli Presidente.

  8. Se e’ vero quello che tu dici ,ed e’ vero ,che i Partiti Socialisti Europei sono tutti i crisi o fuori dai giochi ,allora finiamola con il dire che la colpa e’ di mani pulite , dei comunisti (CHE CI HANNO MESSO UN PO’ DI BENZINA) ma chiediamoci il perche’.
    Come tu dici e qualcuno lo ha giustamente ripreso NOI SOCIALISTI ABBIAMO AVUTO RAGIONE SUL PIANO STORICO . Questo e’ vero anche se per onesta’ dobbiamo dire che ha avuto piu’ ragione la socialdemocrazia rispetto a noi PSI ,almeno fino all’avvento di CRAXI che e’ stato un liberal-socialista.
    Da dove ricominciare non lo so . Forse ,noi ex PSI, dovremmo metterci da parte e chiamare un gruppo di under 40 per fare un tentativo o una proposta ( NON CHE I GIOVANI SIANO MIGLIORI , MA SAPPIAMO CHE NOI IL CAMBIO DI PASSO LO ABBIAMO FATTO CON CRAXI ,COME IL PD CON RENZI – IO FRA I DUE VEDO MOLTE SIMILITUDINI) . Ieri mi chiedevi se sul problema del terrorismo .Io non sono un papalino ,come tanti sono un laico-cattolico Libera Chiesa in LIBERO STATO .Condivido le parole di Papa Francesco :
    Non usare DIO per UCCIDERE
    Non DERIDERE le religioni degli altri .
    Una presa di posizione semplice e chiara

  9. “Necessità di fondare un’Europa con una politica estera unitaria, con una funzione militare, con leggi e coordinamenti unici”, dice avvedutamente il Direttore, ma tutti gli strumenti di cui l’Europa si può dotare dovrebbero essere preceduti, a mio modesto avviso, dalla decisione, tutta “politica”, di quale direzione imboccare,

    Può essere, è vero, la storia dell’uovo e della gallina, nel senso che da qualche parte occorre pur partire, ma l’impressione è che si sia “persa la bussola” sulle grandi questioni economiche, sociali ed etiche, e diviene quindi abbastanza complicato e difficile esprimere una linea unitaria, cioè europea, o comunque autorevole e convincente, se la politica non “ritrova la strada”.

    A fronte di ciò, è sicuramente “il caso di tornare ai partiti politici come promotori di progetti di società”, come aggiunge il Direttore, ma a questo riguardo occorre poi avere idee abbastanza chiare, per fare da “guida”, e soprattutto per non aumentare l’incertezza e lo scetticismo che albergano nel sentire comune e nel vivere quotidiano.

    Ragionando su questi temi, mi viene sempre in mente quando era in auge il “vietato vietare”, e a distanza di qualche decennio ci troviamo talora a chiederci, quando esprimiamo un’opinione, se le nostre parole possono essere intese da qualcuno come una provocazione o istigazione vietata dalla legge. C’è una bella differenza tra i due “momenti” storici, ed è solo un esempio per dire che In quest’arco di tempo si sono accumulate non poche incoerenze e contraddizioni, che andrebbero via via superate liberandoci innanzitutto della retorica e dalla demagogia che troppo spesso l’hanno fatta da padrone.

    Sempre sulla stessa onda, pare talvolta che il “vecchio continente” sia alla ricerca di una propria e comune identità, così da poter rafforzare il proprio ruolo, anche sul piano internazionale, e anche per “ricompattarsi”, ma allora viene da chiedersi perché mai abbia ritenuto di non inserire le radici giudaico-cristiane nella propria Costituzione, visto che potevano rappresentare un denominatore comune in mezzo alle inevitabili differenze tra l’uno e l’altro Paese (anche questa può apparire come una incongruenza, pur con il massimo rispetto per chi ha deciso di procedere in tal modo).

    Non è un compito facile, ma c’è l’esperienza di tutti questi anni che può darci una mano, ed è proprio qui, nel saper fare i giusti bilanci e trarne i relativi insegnamenti, che la politica può dar buona prova di sé e riguadagnare la stima e la fiducia di cui tutti sentiamo il bisogno.

    Paolo B. 15.01.2015

  10. Complimenti per l’articolo condivisibile in toto direttore. Ha ragione bisogna esistere innanzitutto per rendere giustizia alla storia e ai vecchi compagni che hanno lottato per la libertà la giustizia sociale, l’uguaglianza, la diffusione dei diritti e della conoscenza e che non ci sono più. Purtroppo condivido anche il commento di Luis, e non credo che ciò sia possibile rimanendo silenti alla corte del capo popolo toscano che solo due giorni fa ha trovato il coraggio di dire che le famiglie italiane si stanno arricchendo….. Fraterni saluti

  11. io penso invece che sia da rispolverare la RosaNelPungo, con i Radicali e anche con il PRI e i due partiti azionisti italiani all’insegna dell’azionismo liberalsocialista.
    Stavolta però, essendo i socialisti gli unici ad avere la presenza parlamentare, sarebbero loro a poter/dover organizzare i primi passi e fare da guida.

  12. Direttore, hai scritto un articolo di alto profilo e sono pienamente d’accordo con te.
    Ma ci sono ,ancora Socialisti che non hanno bisogno di poltrone ? Mi auguro di sì.
    Complimenti direttore!

  13. Buongiorno Direttore,
    Lei scrive del Partito Socialista e della sua storia, ma io da Socialista Craxiano ho delle grosse perplessità, e certamente nei prossimi righi gli spiego perché non approvo il suo editoriale.
    Gli dico questo perché in maggior parte di quello che riporta io ho una visione moltodiversa, vedendo il comportamento assunto in questi anni dalle varie dirigenze del Partito.
    Già la storia di scucire qualche poltrona, mi lascia molto perplesso, notando che tutt’oggi esiste una prova senza appello, e mi riferisco al seggiolone che il Segretario Nazionale Riccardo Nencini occupa come Vice-Ministro, grazie al Pd Renziano, inoltre ci sono da aggiungere i 7 scranni in Parlamento occupati e ottenuti dal Pd Bersaniano, grazie al patto federativo, e qui certamente non stiamo a ripercorrere questa vicenda, sottolineamo semplicemente che la dichiarazione dell’attuale Segretario Nazionale al Congresso di Montecatini erano giuste: “ Sarà un Psi corsaro”.
    Sulla questione della storia del Partito, e come sparare sulla croce rossa!
    Basta ricordare il fatto che ha colpito in questi giorni il popolo Socialista, la scomparsa di Enza Tomaselli, mi risulta e gli debbo dare atto, che solo il Segretario Nazionale Riccardo Nencini ha fatto un comunicato, ma ho notato che è molto personale, non coinvolge per niente il Partito, in una situazione del genere si può pensare ad una dimenticanza editoriale, ma i Socialisti nostalgici come me possono pensare anche ad una scelta e decisione voluta a maggioranza.
    Dopo la storia che certamente nei prossimi righi rincarerò la dose, parla di progetto.
    Dopo aver ridotto e disfatto tutto, per le vostre scelte e decisioni che non coesistono nel dna dei socialisti, e infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti, non solo il Partito naviga elettoralmente nella voce altri, quando gli va bene, ma in quelle poche realtà che si presenta e sono davvero poche o perde consensi quotidianamente, oppure ha una percentuale da prefisso telefonico. Infatti proprio sulla questione dei consensi troviamo una realtà a pochi Km da Firenze (Figline Valdarno) la fuoriuscita di 32 compagni, fra cui la compagna Biagiardi che era membro della Direzione Nazionale, e anche qui si nota che tale situazione non è stata riportata nel sito del partito, dove poteva essere argomento di discussione, sottolineo che questi compagni hanno abbracciato amorevolmente il progetto di Matteo Renzi.
    Andando avanti nel suo editoriale troviamo un bellissimo capitolo: Pensateci bene tutti!
    E qui troviamo una mistura di Catto-Comunisti che a me non interessano, e neppure ai veri Socialisti, ma quello che mi interessa ed è giusto è la sua affermazione: Noi siamo spariti. La sua analisi inizia un percorso di personaggi del partito, concludendo l’argomento con la frase nel dimenticatoio. Lasciamo stare la polemica che potrebbe essere anche interessante che riguarda l’articolo, perché nel paragrafo precedente scrive: “Se siamo ancora qui……”, ora sottolinea siamo spariti, certamente c’è qualcosa che si intreccia, tutto ciò ad essere inquilini del Pd Renziano cosa si aspettava che le concedessero la licenza di scandire la storia apertamente senza pagare dazio, dopo tutto quello che è accaduto.
    I questi anni, senza alcun dubbio il partito ha vissuto all’ombra del Pd, senza autonomia e certezza di sopravvivenza, ma dobbiamo dire che questa situazione vige dall’era Boselliana, e con il correre degli anni e passando da tanti percorsi voluti ma sbagliati sia elettorali che politici ci ritroviamo con la sparizione del Socialismo.
    Certamente eravamo e siamo dalla parte della ragione, ma parliamoci francamente, i fatti che lei ricorda sono e rimangono i meriti di averci visto giusto del solo Bettino. Come lei ricorderà, molti compagni sul referendum della scala mobile erano scettici su una probabile vittoria Craxiana, e su questo argomento ci sono anche i meriti dell’installazione dei missili a Comiso, in questo caso troviamo la sinistra del partito che arricciò il naso per la scelta del segretario.
    La fine del paragrafo riporta “rendere giustizia alla storia”.
    Se la memoria non mi tradisce, fu proprio lei a lanciare una provocazione al popolo Socialista, in uno dei suoi editoriali, di poco tempo fa, con il tema nostalgici e dogmatici, oggi cerca il capitolo storia per la necessità di esistere. Qui si può coinvolgere proprio una frase storica di Pietro Nenni: Non si vende un partito come un fondaco da mercante. (Per opporsi alla confluenza del Psi nel Pci).
    Inoltre dobbiamo sottolineare che dopo anni che proprio voi con le vostre varie dirigenze, che avete avuto un atteggiamento antistorico e anticraxiano, certamente per varie ragioni politiche, volete rimettere in gioco l’argomento storia, è capibile soltanto che siamo a 4 giorni dall’anniversario della morte di Bettino, e può essere un eccellente iniziativa per una boccata d’ossigeno, ma i vostri atti politici di questi anni restano nella memoria di molti socialisti, e hanno portato alla cruda realtà che il popolo Socialista nei vostri confronti ha calato la mannaia.
    Ma nello scrutare libri, interviste e video, anche lo stesso Bettino nei suoi commenti Hammamettiani vi ha classificati in varie categorie: Chi tradì e si rimpastò in varie componenti gli definì fossoyeur tradotto in italiano becchini, poi ci sono gli extraterrestri quei personaggi che hanno vissuto sulla luna, dopo il 1994 ci sono i trasformisti quei tipi che hanno girovagato in varie anime del partito, ora dopo tanti ripensamenti c’è qualcuno che afferma, ma cosa credevate che il Psi fosse il gioco dei monopoli.
    Per concludere, nell’editoriale si nota che per salvarsi dalle tenebri politiche che ormai devastano quotidianamente il Socialismo, si cercano scorciatoie improvvisate per arrivare a parole che fino a poco tempo fa erano proibite, tutto questo lo troviamo nei righi dell’articolo, e si nota che ci si appella all’autonomia, si cerca un identità, addirittura si cita l’orgoglio e la determinazione, io di mia spontanea volontà vi invito anche ad una vostra maggiore coerenza.

  14. Ma non si può costruire una casa su un terreno instabile. L’Europa si creerà sia politica che economica, ma certo non ora. Ora come europei ci sentiamo troppo divisi fra di noi, sia per cultura sia che per opinioni. Auspicarla è giusto, ma l’attuazione sarà della mia generazione o addirittura di quella dopo. Per lo stato islamico credo sia probabile la guerra, per evitare espansioni turche e persiane. Ipocriti siamo noi europei a marciare con il “sultano” e chiamare moderna l’Arabia Saudita, poi siamo charlie. È vero direttore, dobbiamo essere socialisti. E noi lo siamo.

  15. “Decidere di volta in volta le alleanze in base alla nostra convenienza…”, come dice uno dei commenti mi sembra una “libertà” insita nel concetto stesso di autonomia.

    Anche la “convenienza” può essere un parametro, tattico, che può guidare queste scelte, e non ci sarebbe da scandalizzarsene più di tanto dopo quanto hanno subito ingiustamente i socialisti, ma possono esservi anche ragioni strategiche, vale a dire più nobili, come la concordanza o vicinanza dei rispettivi programmi o progetti.

    In ogni modo, il primo passo, o presupposto, resta quello di poter raggiungere “dimensioni” numeriche che permettano ai socialisti di essere veramente autonomi, una meta che non è dietro l’angolo.

    Paolo B. 17.01.2015

  16. “Decidere di volta in volta le alleanze in base alla nostra convenienza…”, come dice uno dei commenti mi sembra una “libertà” insita nel concetto stesso di autonomia.

    Anche la “convenienza” può essere un parametro, tattico, che può guidare queste scelte, e non ci sarebbe da scandalizzarsene più di tanto dopo quanto hanno subito ingiustamente i socialisti, ma possono esservi anche ragioni strategiche, vale a dire più nobili, come la concordanza o vicinanza dei rispettivi programmi o progetti.

    In ogni modo, il primo passo, o presupposto, resta quello di poter raggiungere “dimensioni” numeriche che permettano ai socialisti di essere veramente autonomi, una meta che non è dietro l’angolo.

    Paolo B. 17.01.2015

  17. Condivido, ma ci vuole più determinazione rispetto alle tematiche del lavoro ed inclusione, non possiamo divenire uno Stato di polizia, semmai maggiore indipendenza energetica ed innovazione ed un profilo più diplomatico verso Isis, ci siamo troppo esposti. E’ un errore non continuare la vocazione diplomatica del passato, ma certo il Renzi ha i muscoli. Tipico esempio di immaturità politica. Appoggio la posizione di DEl Bue, anche se in passato siamo stati su froni opposti, in quanto credo che la differenza in politica la faccia l’aderenza ai propri principi, pur in u’ottica di mediazione.

Lascia un commento