martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’euro ai minimi favorisce l’export italiano
Pubblicato il 08-01-2015


Euro-deprezzamentoRimbalzo delle Borse europee: l’indice Ftse Mib registra un incremento del 3%. Nel frattempo l’euro è stato scambiato a 1,1812 dollari, per arrivare a un minimo a 1,1791 dollari, il livello più basso da dicembre del 2005.  A tirare la moneta unica verso il basso la preoccupazione per Atene e l’incertezza per le prossime mosse della Bce. La caduta del tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro spinge le esportazioni italiane fuori dall’Europa con un aumento del 10% delle spedizioni in Usa.

COLDIRETTI: DEPREZZAMENTO EURO FAVORISCE LE ESPORTAZIONI – A rivelarlo è stata un’analisi della Coldiretti sugli effetti del nuovo rapporto euro/dollaro sulla base dei dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2014. Il tasso di cambio favorevole rappresenta dunque un’opportunità – sottolinea la Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) – per sostenere la ripresa economica nell’attuale fase di stagnazione dei consumi interni. Un sostegno importante – sottolinea la Coldiretti – anche per il settore agroalimentare che realizza fuori dall’Unione Europea circa un terzo del valore delle esportazioni. Tra i prodotti della tavola che beneficeranno maggiormente del nuovo tasso di cambio favorevole – conclude la Coldiretti – si segnala il vino “Made in Italy”  le cui esportazioni solo negli Stati Uniti hanno superato 1,1 miliardi di euro nel 2014.

DRAGHI TORNA A PARLARE DI QE – Sul fronte delle Borse sia quelle del Vecchio Continente che Wall Street hanno registrato un rialzo. A spingere il mercato azionario ha contribuito il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi che – in risposta a un’interrogazione di un europarlamentare – ha spiegato che la Bce tornerà “all’inizio dell’anno” a prendere in considerazione l’iniezione di moneta fornita nella seconda parte del 2014 e, se sarà necessario, potrebbe lanciare misure “che incluonono l’acquisto di vari asset, inclusi i bond sovrani”. In poche parole è tornato a parlare di quantitative easing (l’acquisto da parte della banca centrale dei debiti governativi, ndr), strumento – non convenzionale di politica monetaria – considerato efficace per contrastare la bassa inflazione e riavviare la crescita nell’eurozona. E’ senz’altro improbabile l’annuncio del tanto atteso “q.e.” prima dell’esito delle elezioni politiche in Grecia, previste per il prossimo 25 gennaio.

Siria Garneri

 

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