martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Fmi taglia le stime di crescita. Attesa per il Qe
Pubblicato il 20-01-2015


FMI-crescita-fermaA due giorni dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea, che deciderà se e come procedere con il cosiddetto quantitative easing (Qe, l’acquisto di bond governativi da parte dell’Istituto europeo), anche il Fondo monetario internazionale – dopo BankItalia – taglia di mezzo punto percentuale le stime di crescita per il nostro Paese: + 0,4% nel 2015, in linea con quanto previsto dalla Banca di Italia dello 0.8% nel 2016.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BCE – Previsto per giovedì 22, il consiglio direttivo deciderà se avviare un altro Qe (l’acquisto di bond governativi da parte dell’Istituto europeo che si traduce nell’immisione di liquidità nel sistema finanziario ed economico, ndr) nel tentativo di rilanciare l’economia dell’eurozona e di contrastare il rischio di deflazione. Questa volta, però, non sarà facile raggiungere a una decisione finale condivisa: nei confronti dello strumento di politica monetaria straordinaria vi sono infatti governatori a favore – per esempio il numero uno di BankItalia, Ignazio Visco – e contrari, su tutti il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Il consiglio – principale organo decisionale della Bce – non dovrà necessariamente decidere all’unanimità, ma una minoranza che dissente, troppo numerosa, rischia di sottrarre credibilità alla politica monetaria. Nel tentativo di contenere le obiezioni degli oppositori al Qe è verosimile che il presidente della Bce, Mario Draghi suggerisca che almeno – in parte – i rischi dell’operazione vengano assunti dalle banche centrali nazionali.

IL NUOVO SISTEMA NELLA BCE – L’ingresso della Lituania nella eurozona – avvenuto lo scorso il 1° gennaio – ha implicato l’introduzione di uno schema di rotazione in base al quale i governatori delle banche centrali nazionali si alternano nell’esercizio dei diritti di voto in seno al Consiglio direttivo. Dunque, per la prima volta alcuni consiglieri non avranno diritto di voto, ma solo di parola. Il nuovo sistema prevede che ogni volta uno dei 5 “grandi” (Germania, Francia, Italia, Spagna e Olanda) e tre degli 11 “piccoli” venga privato del diritto di voto. I membri del comitato esecutivo, i 6 banchieri centrali basati a Francoforte, votano sempre. Nel mese in corso gli esclusi sono il governatore della Banca di Spagna e quelli di Estonia, Grecia e Irlanda.

L’FMI TAGLIA LE STIME DI CRESCITA – Nell’attesa dell’esito del consiglio direttivo di giovedì, e di come questo influirà sulle stime di crescita dei paesi dell’eurozona, dopo BankItalia, anche l’Fmi taglia le previsioni per l’Italia sia quest’anno sia l’anno prossimo, prevedendo rispettivamente una crescita dello 0,4% nel 2015 (in linea con quanto prevede Bankitalia) e dello 0,8% nel 2016 (Bankitalia invece prevede un +1,2%), dopo una contrazione dello 0,4% nel 2014 e dell’1,9% nel 2013.

Siria Garneri

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