venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’handicap di Ferrara
Pubblicato il 18-01-2015


In una spumeggiante intervista al Corriere Giulianone Ferrara ne combina un’altra delle sue. Dopo avere decantato le lodi del giovin signor fiorentino in un libro di inevitabile successo egli avanza la candidatura di Bersani alla presidenza della Repubblica. Lo fa per gioco, sa benissimo che l’ex segretario del Pd ha le stesse mie possibilità di salire al Colle. Eppure la presenta come la più idonea soluzione per pacificare il Pd e l’Italia intera. Di Giuliano Amato vede i meriti in un curriculum che non ha eguali, ma anche gli handicap. Insisto su questo perché è evidente a quali handicap si riferisca Ferrara. L’essere stato dirigente del PSI e vice di Craxi, certo. In fondo é lo stesso presunto vizio che vede anche Stefania, oggi vestita da quel bonaccione di Lucio Barani a mò di Charlie Craxi. Insomma Amato no, perché socialista craxiano, Bersani sì nonostante sia stato comunista berlingueriano.

Detto da Ferrara che è stato tutte e due le cose insieme fa pensare. Vuol dire che Giuliano salva la sua prima identità e non la seconda nonostante la sua terza, quella di berlusconiano della quale tuttora si vanta, preveda la condanna per i comunisti e un salvacondotto per i socialisti? Credo che siamo al paradosso e Ferrara maestro di paradossi, quali la lista contro l’aborto dopo essere stato dirigente del partito di Loris Fortuna, e la negazione delle unioni civili nonostante la conversione di Berlusconi, non è mai stato maestro di coerenza politica. Anzi proprio la sua spregiudicata mutevolezza ne fa un interlocutore sempre imprevedibile e interessante. Almeno su questo punto però sarebbe meglio evitare la madre di tutte le contraddizioni.

Giuliano ha abbandonato il Pci nonostante il suoi particolari legami, anche familiari, con quel partito. Ha sposato la causa del Psi craxiano e ne ha cantato a lungo i successi come giornalista e poi come parlamentare europeo. Poi è diventato ministro berlusconiano e ancora giornalista dello stesso genere politico. Che proprio lui annunci, senza fiatare la conventio ad exludendum di un ex dirigente del Psi, per altro già risorto come presidente del Consiglio anche dopo Tangetopoli, e una promozione per meriti di supposta pacificazione, di un ex dirigente del Pci, fa davvero pensare. Che questa idea che l’essere stati socialisti, cioè dalla parte giusta, costituisca una difetto, ed essere stati comunisti, invece un pregio, abbia ormai fatto breccia ovunque? Nel quindicesimo della morte di Bettino si dovrebbe almeno ritrovare la forza della verità….

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Commenti all'articolo
  1. Non me ne voglia il Direttore, le cui presenti considerazioni paiono senz’altro avere un filo logico, ma quando si parla di contraddizioni non mi sembrano molto diverse quelle di chi, da socialista, ha ritenuto di allearsi “tenacemente” al partito che, secondo numerosi analisti, è stato il principale azionista del fronte politico che mirava alla disfatta del vecchio PSI.

    Forse un giorno comprenderò anch’io le ragioni di una tale scelta, ma ancora oggi mi sfuggono, nonostante gli ormai tanti anni trascorsi da allora, che mi hanno dato tutto il tempo per riflettervi sopra.

    Paolo B. 18.01.2015

  2. Se per le alleanze, allora non dovevamo andare con nessuno, perché l’allora Cavaliere non mosse un dito e non disse una parola a favore del “caro amico” Bettino tra il ’92 e il ’94 e lasciò che le sue tv e giornali lo infangassero bene bene per poi cavalcare, come certa sinistra, la tigre tangentopoli. La destra e la Lega poi erano peggio del Pds in quanto a insulti. Certo fu bravo e furbo (il cav.), ci cascai anch’io, a mettere insieme vittime e carnefici, sfruttando la nostra rabbia nei confronti di Occhetto e Pds che, tra l’altro, non capirono l’ occasione di un’alternativa dopo la caduta del muro. Da leggere il bel ricordo di Tamburrano sul blog fond. Nenni. Saluti socialisti!

  3. Direttore, vorrei sapere quale storia del Psi difende, perché c’è qualcosa che si intreccia e si confonde con essa: Come abbiamo capito dai suoi editoriali di questi giorni, che la dirigenza del Psi sponsorizza la candidature di Giuliano Amato al Quirinale, certamente questo personaggio ha avuto qualche problema con il popolo Socialista dopo il 1993, e questo credo che sia una questione appurata. Voi come partito vi inalberate perché Ferrara boccia tale candidatura e promuove un altro, credo che il Giuliano abbia proprio nel suo dna il pregio o il difetto per lanciare provocazioni. Ora apro il capitolo della storia, non solo Ferrara ha avuto percorsi che si sono intrecciati, non capisco perché fargli una colpa, come sempre la storia racconta, nel 1993 come ricorda in uno editoriale il Segr. Naz. Nencini, ci fu un fuggi fuggi, ed ognuno cercò di accasarsi meglio possibile dopo aver distrutto il Psi di Bettino. Certamente da craxiano ho il piacere di rivendicare certe questioni o episodi, che riguardano la famosa “Cosa Rosa”, e che proprio i suoi sostenitori liquidarono nome e simbolo. Certamente la storia ha dei passaggi molto interessanti, che oggi molti di voi dimenticano, si scordano, io credo anche volutamente, dopo 15 anni è facile e comodo difendere Bettino, ma nell’occasione di tangentopoli chi alzò un dito in sua difesa, per favore ricordatevi le lusinghe che facevate ai giudici. A tal proposito ci sono 2 bellissimi articoli del Corriere della Sera, su Archivio Storico, “Craxi: aggressioni in malafede contro di me” del 30/8/1992, l’altro, “Benvenuto: via nome, simbolo e inquisiti”, del 3/5/1993. invito a leggerli.

  4. Cioè Ferrara può diventare berlusconiano, fottersene dei socialisti, fondare una lista contro l’aborto, che avrebbe inorridito Loris Fortuna e dichiararsi contro le unioni civili, affermare che Amato ha un handicap per diventare presidente e cioè il suo essere stato socialista e vice di Craxi e va bene Caciolii? E invece Giuliano Amato no perché si è rifiutato di fare il segretario del PSI nel 1993. E dovremmo allora preferire chi? Io avrei sostenuto la Bonino ma adesso… Rodotà o Mattarella o Bersani come propone Ferrara? Io difendo la storia del PSI, lei difende la storia di Ferrara….

  5. Caciolli caro, io difendo la storia del Psi, lei quella di Ferrara che si è fatto berlusconiano. Poi ha fondato una lista contro l’aborto che avrebbe fatto inorridire Loris Fortuna, poi ha dichiarato di contrastare le unioni civili. Amato è colpevole di non aver fatto il segretario nel 1993? Può darsi. Io c’ero. Ma lei chi preferisce al Colle? Mattarella o Rodotà che nel PSI non ci sono mai stati o Bersani, come propone Ferrara?

  6. Caro Direttore, sbaglio oppure dico il vero che con la coalizione di Berlusconi c’è stato anche lei quando militava nel Npsi, e credo che sia stato anche sottosegretario. Inoltre a me di Ferrara non mi interessa proprio niente, ma guardi Amato lo vuole proprio Berlusconi al Colle, e sul fatto che rifiutò la segreteria se per lei conta poco prendo nota come difende la storia del partito negli anni di Tangentopoli, aggiugo dopo 22anni è facile schierarsi dalla parte di Bettino. Concludendo a tizi come Amato, che è stato identificato anche da Bettino nei suoi commenti Hammamettiani bugiardo e extraterrestre, io da Craxiano doc (Come ho scritto in un altro editoriale) parlando calcisticamente gli infliggo immediatamente cartellino rosso! Mi dimenticavo, come ricorda lei Amato è stato il vice di Bettino, infatti quando deve dare una mano al partito e ai Socialisti 1993, fa fagotto e se ne va, infatti a difendere certi personaggi si notano i risultati del Socialismo Italiano.

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