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Opinioni e commenti
 

Siria, liberate le volontarie italiane
Pubblicato il 15-01-2015


Siria-Volontarie-libere

È ufficiale. Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono libere. L’annuncio della loro liberazione arriva direttamente dal profilo twitter di Palazzo Chigi. “Sono libere, torneranno presto in Italia”. Invece a dare la notizia alla Camera è stato il ministro delle riforme, Maria Elena Boschi: “Sono state liberate”. La notizia, che era cominciata a circolare da qualche ora in modo non ufficiale, è stata accolta con un applauso dell’Aula. Una volta rientrate a Roma le due volontarie saranno ascoltate dai magistrati della procura che avevano aperto un’inchiesta per sequestro di persona a scopo di terrorismo.

Secondo alcune fonti non confermate sarebbe stato pagato un riscatto di 12 miliani di dollari. Ipotesi che suscita ovviamente forti polemiche soprattutto dopo quanto avvenuto in Francia. “Se confermato – ha detto in Aula alla Camera il deputato leghista Nicola Molteni – si tratterebbe di un fatto assai grave, vista l’emergenza estremista, su cui il governo dovrebbe dare risposte esaustive. Questa vicenda – ha concluso – deve imporre al governo una riflessione sull’atteggiamento che sta tenendo di fronte all’avanzata del rischio terroristico, confermata dalla recente inchiesta della procura di Roma su dieci presunti jihadisti già in attività nei nostri territori”.

Era il 31 luglio quando si persero le loro tracce, rapite in Siria ad Alabsmo, vicino ad Aleppo. Le due volontarie lombarde avevano fondato il Progetto Horryaty ed erano entrate tre giorni prima in Siria da Atma, a pochi chilometri di distanza dal campo profughi omonimo. Originarie una di Brembate, nel bergamasco, e l’altra di Besozzo, in provincia di Varese, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli erano al loro secondo viaggio in Siria in poco meno quattro mesi.

Il 20 settembre la notizia, mai confermata, che sarebbero state vendute due volte ad altri gruppi ma senza finire finite nelle mani degli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Isis). La notizia veniva dal quotidiano libanese ‘Al-Akhbar’ (anti-israeliano e considerato vicino alle milizie sciite di Hezbollah), che ricostruisce come le due giovani siano state attirate con l’inganno nella “casa del capo del Consiglio rivoluzionario di Alabsmo” con il giornalista de Il Foglio, Danielere Ranieri, che riuscì a scappare. Il 31 dicembre scorso, in un video di 23 secondi pubblicato su YouTube, le due volontarie supplicavano il governo italiano. Poche ore dopo la diffusione del video, il ramo siriano di al Qaeda, al Nursa, aveva confermato di tenere in ostaggio le due ragazze.

“Oggi – afferma il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito – l’Italia ha ottenuto due grandi successi: la risoluzione ad ampissima maggioranza del Parlamento Europeo per il rimpatrio dei nostri due marò dall’India e la liberazione in Siria di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. La nostra intelligence ha compiuto un’eccellente operazione riconducendo a casa due nostre connazionali, ora il governo riporti in Italia, con la collaborazione dell’Europa, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Le due ragazze sono libere , ne siamo tutti lieti come fummo lieti dieci anni fa per il rapimento delle due Simona. L’Italia non lascia i suoi cittadini in mano ad assassini, banditi e delinquenti di sorta.
    Dopo la gioia però occorre la riflessione.
    Se noi dovessimo andare per nostri motivi ,ad Aleppo e segnalassimo al ministero degli esteri il nostro progetto, ne riceveremo un accorato sconsiglio e una dotta illustrazione dei pericoli a cui andremmo incontro , ciò premesso , qualcuno ha mandato 2 ragazze ventenni non solo in Siria , ma ad Aleppo nel pieno di ferocissimi scontri ,al centro di una guerra civile dove si uccide con estrema facilità senza remora alcuna e senza riflessione su quale splendido bottino possono rappresentare due giovani donne , la dove regna la guerra ,il terrore e il sopruso del forte è legge divina.
    Ora è venuto il momento di mettere ordine nel settore delle Ong, specialmente quelle che operano all’estero, in situazioni troppo difficili.
    Le operazioni umanitarie sono più che giuste, non dobbiamo cessare di intervenire la dove regnano caos, ingiustizia e guerra, ma tutto questo va fatto diversamente e da soggetti diversi dalle Ong , lo stato è responsabile della politica estera e allo stato la politica estera deve tornare , l’assistenza non deve essere ad appannaggio della buona volontà di privati, che agiscono , oltretutto, in base a propri convincimenti anche politici , a proprie priorità e alla emotività del momento.
    Nolte regioni e enti locali , finanziano queste Ong per progetti anche molto buoni, ma anche questa è politica estera e non è compito degli enti locali farla, spetta allo stato tramite la nostra Croce Rossa questo compito non a due ragazze di buoni sentimenti e volontà , con anche l’ausilio delle nostre forze armate se il pericolo è grande.
    La Giordania è in grande difficoltà per i moltissimi profughi Siriani, ora per fare qualcosa di concreto, non credo che la Giordania si opporrebbe alla installazione di un nostro ospedale da campo, ne che questo sia da noi sorvegliato e difeso , ne che nostri automezzi distribuiscano aiuti alle popolazioni.
    Spero che i nostri parlamentari si facciano carico proporre una revisione della nostra politica per gli aiuti, più organizzazione, meno improvvisazione ,altrimenti avremo altri rapimenti e se è giusto liberare i nostri concittadini, non possiamo dimenticare le conseguenze dirette e indirette delle nostre azioni per ottenerne la liberazione.
    Compagno Maurizio Molinari
    Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

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