martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lo stupidario dopo la strage
Pubblicato il 08-01-2015


Ne ho sentiti di commenti intelligenti, di analisi serie, di critiche e anche di autocritiche, di suggerimenti per il futuro, dopo la strage di Parigi. In tanti hanno voluto esprimere la loro solidarietà all’insegna del “Je suis Charlie”, mentre molti quotidiani hanno pubblicato le vignette del giornale satirico oggetto di questo odioso, mortale attentato. Ma ho ascoltato e letto anche alcuni commenti stupidi, improvvisati, autolesionisti. Mi soffermo su questi ultimi, mentre ancora le autorità francesi non sono riuscite a catturare i tre terroristi e per tutta la notte sono girate voci sulla loro identificazione certa, sul loro arresto, perfino sull’uccisione di uno dei tre, poi regolarmente smentite.

Il primo commento stupido dopo la strage è quello di chi si autoaccusa. E attacca noi, la nostra civiltà (caro Toscani, quando sia parla di civiltà non si parla di razza, ma di civitas, di comunità con norme e regole che sono queste sì infinitamente migliori in Occidente di quanto non siano nei paesi islamici e sopratutto nelle comunità del terrore). C’è ancora in taluni settori della sinistra italiana un pregiudizio anti occidentale duro a morire. Non riescono a capire, costoro, che a volte gli americani possono anche avere ragione. Erano abituati a una sorta di guerra tra cow boys e indiani all’incontrario. Non riescono più a capire il mondo che non gli dà retta. Pensano che il terrorismo sia stato inventato da Bush e che Obama sia molto peggiorato da quando è alla Casa bianca. Tutto si deteriora, anche un personaggio a prova di bomba. Altro che guerra all’Isis. Al massimo arrivano al “nè con gli Usa nè con l’Isis”, per parafrasare un infelice motto degli anni settanta a proposto delle bierre.

Poi c’è il commento di chi vorrebbe la guerra contro tutti i mussulmani. Un’altra follia. La prima ci porta a perdere il conflitto con l’estremismo islamico e ci colloca nel sentiero ipotizzato da Michel Heuellebecq, il secondo ci porta a perderlo prima ancora di averlo incominciato. Noi dobbiamo fare l’opposto e cioè dividere il mondo mussulmano. Favorire la contrapposizione tra mussulmani e terroristi islamici. I quali ultimi rappresentano per ora una minoranza di quel miliardo e seicentomila fedeli a Maometto. Sono molto importanti le dichiarazioni di Imam che hanno condannato la strage di Parigi e quelle di governi arabi che hanno fatto altrettanto. Ci sono però silenzi raggelanti, e situazioni ambigue come quella dell’Arabia saudita, da sempre alleata agli Stati uniti, uno dei paesi più intransigenti dove non sono ammesse altre confessioni, e che non pare estranea, al pari di stati quali lo Yemen e soprattutto il Quatar, al finanziamento di gruppi jihdaisti. Questo semmai deve fare l’Occidente e cioè rompere pericolosi cordoni ombelicali.

Infine c’è il commento di chi pensa che la cosa non lo riguardi. Che Parigi non valga né una messa né una eccessiva preoccupazione. No, Parigi oggi siamo noi. Siamo noi che amiamo la libertà. Siamo noi che odiamo chi ci impedisce di parlare e di scrivere. Bisogna essere chiari su un punto fondamentale con chi, a partire dal quotidiano inglese e dal suo vergognoso commento, pensa che il settimanale satirico parigino sia andato un po’ troppo sopra le righe e se la sia cercata. Noi abbiamo tutto il diritto di criticare, di polemizzare, anche di denunciare chi scrive un articolo contro di noi. Non abbiamo nessun diritto di ammazzare. E non c’è nessuno che possa essere responsabile del proprio omicidio per aver manifestato un pensiero. Nessuno può andare oltre le righe della sua condanna a morte. Nessuno. E siccome nessuna religione colpita dalla satira più velenosa ha prodotto mai violenza, non si capisce perché questa possa essere spiegata se non giustificata dai soli più estremi interpreti dell’islamismo. Solo perché ne abbiamo paura? Ma la paura non è già un atto di sottomissione?

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro
    Permettimi di richiamare dei concetti che ho espresso sul commento ,al tuo fondo di ieri, che ti ho appena inviato.
    I commenti più sbagliati sono quelli che dicono ” se la sono cercata” ora la satira non mette alla berlina la religione, ma l’uso che il fondamentalismo fa della religione., la satira non è blasfema , blasfemo è l uso della religione per raggiungere i propri scopi.
    Nel commento di ieri D’Agostino, esprime un a sua valutazione , che non condivido nel modo più assoluto, sul conflitto Israelo/ Palestinese, prima parla di conflitto Israelo/Palestinese, di un’Europa sbilanciata a favore non dello stato di Israele ma degli EBREI, ora diverse opinioni sono legittime ma che centrano gli Ebrei perché mettere le cose su un piano razziale.
    La delusione più grande l’ho avuta da Mentana , durante la lunga diretta ha annoverato Israele tra gli stati pervasi estremismo religioso, ma è mai possibile ? Israel in un Medio Oriente dove i cristiani stanno scomparendo è l’unico paese della regione dove i cristiani aumentano, ne nessun fedele dell’Islam è condannato in quanto tale, Circassi, Drusi, Beduini di fede islamica , servono nell’esercito, i Cristiani che si arruolano sono in costante aumento.
    Il vero problema e parlo specialmente della nostra sinistra è che è piena di luoghi comuni, si riempie la bocca di pace, ma in realtà vuole solo essere lasciata in pace . Pensare , cercare di capire costa fatica, è molto più comodo una sparata e via.
    Anche nel nostro partito non è immune da questo atteggiamento, mentre invece dovremmo molto seriamente ragionare di questi temi , molti di noi e mi riferisco in specialmente al conflitto Israelo/Palestinese, Scrivono o fanno iniziative dando per scontato che tutto il partito sia sulle loro posizioni, io mi auguro di no, manderò un mio esame della situazione , indicando una linea di condotta diversa, da quella tenuta dal compagno Cefisi all’Internazionale e dalla compagna Locatelli in parlamento , nella speranza che possa nascere un dibattito anche forte , ma che ci possa portare ad una nuova linea politica.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari – consigliere nazionale – off.molinari@libero.it

  2. Si sentono i commenti più disparati, alcuni, veramente stupidi, ma la dialettica , il confronto, fanno proprio parte di quel bene inestimabile che si chiama libertà e che questi delinquenti vorrebbero estirpare.

  3. Non capisco il disappunto del compagno Maurizio Molinari. Perché non dovrei usare la parola “ebrei”, quando è risaputo che Israele è lo Stato del popolo ebraico? Disconosco completamente la chiave di lettura che Molinari ha dato del mio commento: l’uso della parola “ebreo” èdel tutto legittimo e da ricondurre al contesto in cui l’ho usata, ossia al conflitto travil popolo ebraico (o israeliano che dir si voglia)e quello palestinese. Rivendico non solo il diritto, ma anche l’opportunità di una posizione equlibrata dell’Occidente rispetto alla questione israelo-palestinese. La lotta alla violenza si fa con le armi, ma anche e firse soprattutto con la diplomazia ed il dialogo tra i popoli e tra le religioni. Qui non si tratta di tifare per l’una o per l’altra squadra, non è in palio una coppa o uno scudetto ma la libertà.e la pace internazionale.

  4. Mauro Del Bue è un dirigente che, molto spesso, ti restituisce l’orgoglio di essere socialista. Come in questo caso. Tra quelli che ritengono eccessivo il tasso satirico di Charlie nei confronti del fondamentalismo islamico, non manca qualche radical chic della “sinistra-sinistra” che sembra porre alla critica, anche irridente, un limite oltre il quale sarebbe consentita una reazione “comprensibile”. Perfino una barbarie come quella dell’11 settembre o come la carneficina di Parigi?

  5. Oriana Fallaci ,che ancora attende un qualche riconoscimento dai suoi concittadini a Firenze,fu profeta inascoltata.Riposa nel cimitero degli Allori e quando sono avanti al tumulo dove riposa LICIA la madre dei nostri ragazzi ,volgo sempre uno sguardo lassù ove lo scrittore (così volle essere ricordata Oriana) riposa insieme al suo amore.Una testimonianza nel tempo del pericolo in Europa di una islamizzazione subdola che si sta già maniifestando con un crescente odio religioso e razziale.Come per gli Ebrei nella Germania Hitleriana degli anni trenta.Odio che in Italia nel ’38 venne scritto sui proclami della dittatura imperante.

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