domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ma in Italia sarebbe possibile l’alleanza Vendola-Meloni?
Pubblicato il 27-01-2015


Tsipras ha vinto e tutti gli italiani sono diventati suoi estimatori. Succede. Agli italiani piace stare con i vincitori. Anche durante le due guerre cambiarono le loro alleanze. Soprattutto adesso che la politica, almeno come l’abbiamo conosciuta noi, è svanita in una contesa per il potere, abbandonando le tradizioni, le storie, le identità, ha fatto un certo effetto sentir cantare “Bella ciao” in un tripudio di bandiere rosse e sfidare in modo così apertamente sfrontato la signora Merkel e la Germania. Tutti hanno applaudito, alcuni anche per le bandiere rosse, altri solo per la sfida alla Germania e la contestazione dei vincoli. Questi ultimi si sono naturalmente rallegrati, gli altri forse un po’ stupiti, che Tsipras abbia preferito un’alleanza con un partito apertamente di destra, dipinto anche come xenofobo, rispetto a quella più naturale, per motivi ideali, col Pasok.

Perché stupirsi se l’obiettivo fondamentale per la Grecia non è la risposta all’immigrazione, ma l’uscita dalla pesante crisi economica e se tra il partito di Tsipras e quello di Anel promana lo stesso spirito anti troika? Certo questo dimostra due cose. Che la gestione dell’euro e i trattati che lo hanno preceduto sono oggi il principale tessuto connettivo tra le forze politiche e dunque che l’antitesi destra-sinistra si può superare sui nuovi contenuti magari in una nuova dialettica tra rigoristi e sviluppisti. Questo è stato fatto in Grecia. Ma in Italia sarebbe possibile un’alleanza simile? Chiediamocelo. E se lo chiedano innanzitutto i sostenitori di Tsipras, coloro che stanno cercando la sua versione italiana con la lanterna di Diogene. Sarebbe immaginabile che solo questa nuova antitesi fosse alla base delle alleanze? Dunque che Vendola proponesse un nuovo governo con la Meloni, se non con lo stesso Salvini?

D’accordo, la situazione italiana non è quella greca. Senza fregarci le mani occorre pur dire che agli italiani non sono state chieste rinunce come quelle a cui sono stati chiamati i greci. Non per colpa dell’Europa o della Germania, ma per responsabilità di un classe dirigente nazionale che aveva accumulato un debito disastroso e un’evasione fiscale pazzesca. Purtuttavia gli errori della classe politica di quel paese non dovevano essere fatte pagare in quel modo al popolo che alla fine si è ribellato, costringendo l’Europa a venire a più miti consigli. Anche l’Italia ha un debito alto, secondo in percentuale sul Pil solo a quello greco. Non sono però stati tagliati da noi stipendi e pensioni del 30 per cento, non sono stati licenziati dipendenti pubblici, la disoccupazione è la metà di quella greca. Tuttavia anche l’Italia ristagna e per ora non esce dalla recessione e da segnali di daflazione.

Dunque anche da noi l’antitesi rigoristi-sviluppisti potrebbe fare capolino. Ma da noi, come spesso capita, non esiste più l’alternativa. Mancano i rigoristi. Non c’è un solo partito, quello di Monti è sparito dalla scena, che si professi apertamente a favore dei vincoli europei. Renzi.ha portato la Merkel nella sua Firenze per dimostrare che Michelangelo vale più del tre per cento, Berlusconi, dopo i sorrisi di compatimento e le sue infelici battute sul premier tedesco, vede la Germania come fumo negli occhi, Salvini, diventato improvvisamente nazionalista, contesta l’euro più o meno come Grillo, che chiede un referendum, la Meloni è sulle posizioni di Anel. Davvero impagabili gli italiani. Quando mai nella prima repubblica un partito, tranne pochi reduci, si definitiva di destra? Quando mai negli ultimi vent’anni un partito non si è definito riformista? E oggi chi mai osa assumere il vessillo del rigore? Dunque anche questa nuova antitesi da noi non può funzionare. Stiamo pressochè tutti dalla stessa parte.

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Commenti all'articolo
  1. Caro direttore, la tua chiusa” Stiamo pressochè tutti dalla stessa parte” è il risultato di vent’anni di lobotomizzazione culturale che ci ha regalato l’incapacità di valutare e comprendere correttamente ciò che accade, perchè alimentati da notizie drogate e velinate, tanto da rendere indistinguibile il bianco dal nero, in un tutto grigio senza sfumature.
    La tua capacità d’analisi smarrita dai più, è il segno che il livello di guardia culturale, che la nostra società, purtoppo nella consapevolezza di pochi, ha superato da tempo.
    Mala tempora currunt.

  2. Tsipras è figlio del deserto sociale causato dalla politica filotedesca dei governi europei. Se ben ricordo una decina d’anni fa Tremonti propose l’emissione degli eurobond, che avrebbero significato il primo vagito di una politica europea del debito pubblico. Gli dissero di no a Bruxelles e tutto finì lì. Neanche i socialisti seppero riprendere questa via.
    In Italia Vendola e Meloni sono eredi di due tradizioni contrapposte. Fu abile Berlusconi a coinvolgere Fini nel PdL e così attenuare il postfascismo che, a conti fatti, non è più in primo piano nemmeno in Fratelli d’Italia.
    Se però gli italiani fossero ridotti come i greci tutto potrebbe essere possibile.

  3. Diciamo che in Italia la politica non si esprime più attraverso i partiti, che con tutti i difetti che gli possiamo addebitare sono il perno della democrazia, ma per mezzo di figure politiche che catturano l’attenzione dei cittadini, come succedeva al tempo dell’impero romano, figure con una spiccata personalità che si combattono nell’arena. Cosa sarebbe Forza Italia se Berlusconi prendesse il posto d’Inzaghi e decidesse lasciasse la politica? E’ un partito il Pd? c’è Renzi con le proprie idee e tutto l’opposto, e la Lega non va a mille per merito del proprio caudillo Salvini?, che dire poi del Movimento 5 Stelle, alle prese con Grillo nei panni di un novello Robespierre che ogni giorno taglia teste e perde pezzi ? Così è anche per i partiti più piccoli, come quello della Meloni quello di Alfano, tutti si riconoscono nel leader o presunto tale. Ci sarebbe rimasto il PSI , con la struttura di un vecchio partito ” non liquido” sillogismo che oggi va tanto di moda, ma nessuno se ne accorge, ormai è diventato una piccola corrente ininfluente del Pd, e guai a dissentire dai manovratori della maggioranza, ti mettono dietro la lavagna e in ginocchio sui ceci.

  4. Caro direttore, il suo ragionamento sarebbe condivisibile se, come lei dice, non fosse presente uno partito dei “rigoristi”. Purtroppo, tolte le estreme, sia il PD che FI o il NCD si sono, nei fatti concreti, si sono spesso dimostrati (e si dimostrano) addirittura più realisti del re nel perseguire la strada del rigore.
    Attribuire solo al governo Monti la patente di “rigorista”, me lo lasci dire, non è sostenibile, semplicemente perché Monti è stata la foglia di fico utilizzata per coprire manovre e provvedimenti che avrebbero pesato come macigni su qualsiasi altro governo “politico”. Non credo che per Tsipras basterà affermare di non volere più l’austerità per risolvere i problemi del suo paese e, di certo, l’alleanza con Anel non è di buon auspicio. Una cosa, però, è altrettanto certa: così come è andata costruendosi l’unione monetaria, non è sostenibile. C’è qualcosa che non va (e forse più di una). Ora, fermo restando che non esistono mai scorciatoie in situazioni complesse come quella che stiamo vivendo, il fatto che Renzi abbia portato la Merkel nella sua Firenze a mostrare che la bellezza di Michelangelo valga più del tre per cento, non può certo essere sufficiente per iscriverlo nel partito che si oppone al rigido rispetto dei parametri imposti dagli accordi europei. Questo è un momento storico in cui, più che in altri, occorre coraggio.
    Il popolo greco si è espresso in modo esplicito a favore di Tsipras, appoggiando la sua intenzione di dire basta a questo stato di cose. Vedremo se il nuovo governo troverà una strada praticabile e con uno sbocco positivo. Noi non possiamo emulare Tsipras, sia perché la nostra situazione economica e sociale non è (non ancora, almeno) paragonabile a quella greca, sia per il contesto politico, anche questo non paragonabile a quello greco. Solo una cosa spero che la vittoria di Tsipras possa definitivamente mettere in chiaro: prendere concretamente coscienza che i parametri imposti dall’unione monetaria non sono più sostenibili così come sono attualmente (e, a dire il vero, si sapeva che non lo sarebbero stati già dalla metà degli anni Novanta). Non scordiamoci che il Trattato di Maastricht è stato firmato nel febbraio del 1992, in piena Prima Repubblica, vale a dire, in termini politico-economici, più di un secolo fa.
    Un’ultima osservazione. Pensiamo allo stato del nostro paese, e anche degli altri paesi europei, a quindici anni di distanza dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale; cerchiamo di ricordare quale fosse, nel 1960, lo stato della nostra economia e le condizioni di vita degli italiani a distanza di quindici anni da quel 1945 che vide la fine della tragedia della guerra.
    Preso atto che risulterebbe fin troppo semplicistico, e non veritiero, attribuire all’unione monetaria tutti mali che affliggono il nostro paese (che, semmai, pur già presenti, hanno cominciato ad ingigantirsi a partire dai primi sciagurati anni Novanta), quante generazioni dovranno essere sacrificate sull’altare di Maastricht, aspettando che un domani, più o meno vicino, torni la tanto agognata ripresa (e già sappiamo che questa è solo condizione necessaria ma non sufficiente per migliorare concretamente le condizioni di vita di tutti noi). Insomma, sembra di vivere “aspettando Godot”. Assurdo!

  5. Caro Direttore a mio parere si sarebbe possibile quello che tu dici…..
    Contano i contenuti e su questo le differenze si smussano come nel PD fra’ ex DC e ex PCI…..
    Noi Italiani abbiamo avuto tanti Tsipras in cui tutti o la maggior parte credevamo…..ma poi alla prova dei fatti tutti hanno fallito e non hanno realizzato quello che sostenevamo……E il sistema che npn permette il cambiamento…..troppi burocrati troppi cappelloni si insediano nei palazzi del potere…..troppe racvomandazioni troppi controllori corrotti e finche’ non si elimina la corruzzione e non vengono ringiovaniti gli enti dello stato tutto centrale e periferico non cambiera’ niente…..a pagare sara’ sempre pantalone……

  6. Certo che fa un po riflettere l’alleanza con Anel ma io mi chiedo e le chiedo direttore con chi avrebbe dovuto farla ? Poteva farla con il Pasok se quest’ultimi sono stati i responsabili di quella situazione ? Come hanno consentito i Socialisti in quel paese che si tagliassero gli stipendi e pensioni del 30% licenziamenti a catena, famiglie senza la corrente elettrica in casa, senza medicine ecc. ecc., mentre la ricchezza veniva accumulata nel 3% della popolazione ? I socialisti non devono mai, a mio modesto avviso, consentire queste cose nelle società in cui operano e se non hanno la forza politica di farlo almeno dovrebbero far sentire alta la loro voce di dissenso. L’uguaglianza anche per i Socialisti sta diventando una parola senza significato. Lei dice che la situazione Italiana non è quella Greca ed è vero qui non si sono né tagliati gli stipendi né le pensioni ma la situazione non mi pare tanto migliore. I disoccupati sono quelli che sono, le difficoltà delle famiglie crescono sempre di più anche per le continue crescenti tasse nazionali e locali, gli artigiani si suicidano per le difficoltà finanziarie nelle quali si trovano, i contratti dei dipendenti anche se non tagliati, sono fermi da 6 anni. I servizi soprattutto nel sud nonostante le più alte tasse del paese non garantiscono ad esempio nella sanità, i livelli essenziali di assistenza. E mentre succede questo il 50% della ricchezza si è concentrata in appena il 10% degli Italiani credo ci sia qualcosa che non va, la cosiddetta classe media sta scomparendo, in America il Presidente si è posto questo problema proponendo di tassare chi più ha nonostante non ha abbia nel Congresso la maggioranza in Italia si fanno solo chiacchiere. Tispras se pur insieme ad un partito di destra pensa di dare immediatamente corso al suo programma e se lo fa significa che gli chiederà a chi i soldi c’è l’ha di contribuire in misura maggiore alle spesa della società cosa che qui in Italia non succede né succederà mai. Se i socialisti ci sono battano un colpo !

    • Concordo alla grande con la tua analisi il nostro partito tutto non puo’ appiattirsi su Renzi…..e’ ora che incominci a difendere i piu’ deboli ed il ceto medio…..Renzi mi sembra di capire sia gia’ alla frutta e ancora meno credibile…..dispiace dirlo a uno come me che ci ha creduto…..
      Ciaooooo Colombo

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