giovedì, 24 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Mattarella 665
Pubblicato il 31-01-2015


Sergio Mattarella è presidente della Repubblica. Alla fine l’hanno votato quasi tutti. Gli italiani sono fatti così. Quando si ha il sentore che ci sia un vincitore tutti corrono sul suo carro. Sergio Mattarella è persona degna. Preparata, riservata, colta, gentile e fine. Sarà un buon presidente, estraneo alle esternazioni di stampo cossighiano, ma anche alle intromissioni politiche, spesso giustificate, tipiche del novennato di Napolitano. A meno che anche lui non venga trasformato dal ruolo, com’è successo spesso in passato. Di Gronchi ce ne sono stati due, anche di Segni e di Cossiga. Mattarella era giudice costituzionale. Sarà in condizione di seguire con estrema competenza le riforme elettorali e costituzionali sul tappeto. Con rispetto per il Parlamento, con rigore per le norme della carta votata nel 1948.

L’idea di Renzi, che è il vero vincitore di questa difficile campagna, è certo quella di rilanciare appieno il ruolo del presidente del Consiglio, come la nuova legge elettorale sostanzialmente, anche se non formalmente, prescrive. Con il premio di lista al primo partito, sia nel caso di primo, sia di secondo turno, la maggioranza di governo è decisa dal voto e dunque il leader della prima lista sarà presidente del Consiglio de facto. Sarà ancora il presidente della Repubblica a conferirgli il mandato, ma solo formalmente. Tutto sarà già deciso. Non ci saranno maggioranze da formare attraverso le coalizioni, per quell’ossessione renziana a evitare pareggi. Ma intanto deve riprendere il percorso delle riforme.

Alla fine anche Alfano e parte dei suoi hanno votato per Mattarella, dando l’impressione di accogliere il dictat del presidente del Consiglio. Così hanno fatto i parlamentari dell’Udc, dei Popolari dell’Italia, quelli delle Autonomie, compresi i socialisti, e dai conti, 665 voti a favore, anche altri, tra i quali numerosi ex grillini e settori della stessa Forza Italia. I nostri hanno votato con coerenza e convinzione Emma Bonino per tre votazioni. Hanno sponsorizzato dinnanzi a Renzi la candidatura di Giuliano Amato, che sarebbe stata votata dalla minoranza del Pd e da Forza Italia. Ho già interpretato la nuova, ma in realtà vecchia, discriminazione verso i socialisti, che alla fine ha ancora una volta prevalso. Amato sarebbe stato il miglior presidente della Repubblica, assieme a Emma Bonino. Ha prevalso la logica di non dividere il Pd e Renzi ha conseguito tre obiettivi, anche per la debolezza, l’incertezza, l’inadeguatezza della opposizione esterna e interna. Ha compattato il Pd, ha garantito il governo, non ha intaccato il percorso delle riforme.

Renzi ha dato l’impressione di essere un decisionista lucido anche sul piano tattico. Mattarella non era il suo candidato. Avrebbe certo preferito Padoan, suo ministro, che però avrebbe aperto una falla nel Pd. E poi era un tecnico e non un politico. Ha lanciato Mattarella sapendo di cucire coi suoi oppositori che non gradivano il patto del Nazareno, è riuscito a riacciuffare il Nuovo centro destra e dunque a difendere i confini del suo governo (bisognerà verificare le conseguenza della frattura che si è determinata al suo interno in rapporto ai voti di maggioranza al Senato), si è perfino incuneato dentro Forza Italia suscitando una nuova divisione attorno alla questione del voto a Mattarella. Con un esito simile anche il percorso della riforme non dovrebbe subire sconquassi. Le tre maggioranze, sul governo, sulle riforme, sul Quirinale, potrebbero anche convivere. Fino a quando non saprei. Ma in giro non vedo superuomini in grado di insidiare il giovin signore fiorentino. Solo una confusione generale e una tendenza ossequiosa e convinta ad accodarsi a lui.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ormai Mattarella é stato eletto. C’è da augurarsi che difenda la democrazia e la Repubblica perché ce n’è davvero bisogno. Per quanto riguarda noi ci sarebbe tanto da dire. Mi limito ad osservare che è sempre più concreto il rischio di morire democristiani. Si rifletta con attenzione… la sottomissione al Pd non può essere la strada giusta.

  2. Sulle considerazioni del tuo articolo, che condivido, il PSI può avere un ruolo di primo piano? Personalmente ritengo di sì, come? Il partito deve diventare un centro di ricerca e analisi politica vorrei dire una start-up che sappia educare gli italiani ad una cultura della Democrazia e prepari programmi politici per il futuro: gli “Stati Uniti di Europa”. Un po’ come fece Giolitti (nipote) e aprì le porte al primo vero centro-sinistra che le forze conservatrici e reazionarie con il tintinnare di spade ridussero al silenzio.

  3. “In giro……solo confusione generale…”, dice il Direttore nel concludere il suo editoriale, un concetto che fa il paio con quello di poche righe innanzi “Le tre maggioranze, sul governo, sulle riforme, sul Quirinale, potrebbero anche convivere….”.

    Una “evenienza”, questa delle maggioranze plurime, di cui non ricordo precedenti, e mi domando se tale “confusione” riguardi solo il mondo della politica (che si trova in un momento delicato, di transizione, tra la Prima e Seconda Repubblica, ed è alle prese con una riforma elettorale e istituzionale, da cui usciranno verosimilmente nuovi assetti ed equilibri, pur se non le vedo come valide giustificazioni) o se sia invece un fenomeno che investe l’intera nostra società, che versa in uno stato di incertezza e disorientamento da cui non riesce a saltar fuori.

    Io temo che possa valere quest’ultima ipotesi, perché quando una società ha valori e principi saldi, e ben radicati, anche la politica ne deve prendere atto, e cercare di interpretarli al meglio e nel modo quanto più fedele possibile – ogni partito per la parte che rappresenta – e non le è concesso di fare tante “varianti”, a proprio piacimento, né di “sbandarsi” o dilungarsi più di tanto in operazioni “tattiche”, perché verrebbe presto abbandonata da quella fetta di elettorato che vede in un determinato partito lo strumento per esprimere, e tradurre in pratica, i propri valori e principi, e se non trova soddisfazione passerà a farsi rappresentare da altri, appunto perché sa con chiarezza quello che vuole, e non vuole, su questioni ritenute fondamentali e “portanti”, e non intende rinunciarvi (ma non mi sembra, francamente, che oggi la situazione sia proprio questa).

    Paolo B. 31.01.2015

  4. Congratulazioni ,disquisizioni ,analisi sul personaggio ( ci manca poco per la santificazione) a me interessano poco .Al sottoscritto interessa che questo Santo Uomo sia l’ultimo Presidente della Repubblica a essere stato eletto dal parlamento : le modalità ,i metodi mi rifiuto di commentarli. A questo punto non si può più tollerare che un P.del C., neppure eletto dal popolo,si sostituisca ad un intero popolo per imporre alla nazione il Capo della Stato come merce di scambio per rabbonire i riottosi della sua parte e silurare quelli della parte opposta. Quindi evitiamo la prossima volta di tenere fuori la sovranità popolare dalla elezione del Primo Cittadino della nostra anchilosante Rebubblica ,concedendo democraticamente a popolo di scegliersi il Capo della Stato che desidera.Ciò significa democrazia matura sinonoimo si Costituzione corretta.In sintesi la nomina diretta per volontà popolare del Presidente della Repubblica ha un peso rappresentativo diretto ,in quanto la sua figura si identifica con una scelta, la voce di popolo che se lo fa proprio,non il frutto di un ricatto in parlamento .Quindi il diretto interessato ne guadagnerebbe in dignità e rispetto dal basso.

  5. Commentando il tuo precedente editoriale, più che sull’elezione di Amato, che registrava dissensi trasversali tra le forze politiche ed una campagna di stampa sfavorevole, avevo cercato di mettere in risalto la pervicace discriminazione esistente ancora verso i socialisti. Tra le componenti politiche che sostengono il Governo, Alfano ha dichiarato di volersi battere per promuovere i contenuti cari agli obiettivi del centro destra e le Minoranze del Pd per i contenuti della tradizione socialdemocratica e del Sindacato. L’opinione pubblica non avendo avvertito quali siano i contenuti per cui si battono i Socialisti (sempreché qualcuno si sia accorto della nostra esistenza) ne dovrebbe dedurre che siano gli stessi propagandati a parole da Renzi.
    Nell’elezione del Presidente della Repubblica, essendo il peso dei cinque parlamentari socialisti ininfluente per qualsiasi candidato, speravo, e l’Avanti l’aveva auspicato con anticipo, che i nostri parlamentari orientandosi fino alla fine per la Bonino, oltre che per una testimonianza ai valori comuni che ci uniscono e di una vicinanza umana, potevano esprimere una visibilità al ruolo di rappresentanza che vogliamo svolgere nelle ricostruzione di un’Area Laica e Liberal Socialista. Posso dichiarare che il PSI ha perso un’altra occasione per manifestare la sua esistenza ?? Ad un tuo editoriale che commentava il Ritmo che Renzi vuol dare all’azione del suo Governo, un nostro lettore riferendosi al nostro Partito si era espresso con l’invocazione di una famosa romanza: “ Nessun dorma ”.
    Vogliamo gridare: “ Svegliaaaaa !!!!!”
    Je suis socialiste ( Mauro: suggerisco ai lettori dell’Avanti di firmarci tutti con questo pseudonimo )

  6. Inutile stare a disquisire su cio’ che non é stato. Mattarela é presidente; auguriamogli di lavorare per il bene dell’Italia.
    Renzi é sicuramente il miglior “tattico” che c’é sul campo. Unica sua strategia é quella di stare in piedi lui. E non é poco. Dice bene il direttore, quando prefigura che riesca a tenere insieme le sue tre maggioranze, o gli altri si svegliano? Nonostante non abbia simpatie per Renzi e per il suo modo di fare, riconosco che anche stavolta li ha messi tutti nel sacco.
    Aspettiamo le prossime mosse, Salutando con piacere un po’ di occupazione in più (senza il Jobs act).

  7. ancora non mi é sbollita la rabbia non per l’elezione di Mattarella, ma per il fatto che i socialisti l’abbiano votato : Mattarella é quanto di più antisocialista, antilaico e antiradicale ci possa essere : in cambio di che cosa l’abbiamo votato? non sarebbe stato più dignitoso continuare a votare Bonono o Amato? Come al solito mi sembra che sia prevalso l’interesse personale a mantenere incarichi.

  8. Hanno, avete, eletto uno che non farà danni. Non possiamo aspettarci che faccia gran che. E’ un uomo dell’apparato. Penso incapace di promuovere o produrre cambiamenti importanti e necessari. Viene definito quasi un eroe per essersi dimesso da Ministro, quando il tutto era programmato per disarcionare Andreotti.
    Siamo seri e “laici” compagni e guardiamo le cose come stanno. Non è forse vero che anche Mattarella ha votato per la non costituzionalità della norma che riduceva, per il futuro, i compensi dei funzionari pubblici?
    E stato bravo a dire che ha ben presente le difficoltà del popolo italiano. Ma di quale popolo parla? Di quelli che non possono andare in pensione grazie alla legge Fornero. Delle donne alle quali nell’arco di pochi anni hanno alzato di 12 anni il diritto all’età pensionabile? Forse questi non erano diritti acquisiti?
    Ci sarebbe voluto qualcuno di diverso, qualcuno che canta
    fuori dal coro. Una voce stridula e gracchiante che non era e non e nemmeno quella di Giuliano Amato, Certo, noi socialisti saremmo stati contenti, quasi una rivincita. Ma Amato si ricorda ancora di essere stato socialista?
    Se volevamo un collegamento con la storia avremmo potuto proporre, ad esempio, Tonioli. Avrebbe avuto, forse, più possibilità di Amato.

Lascia un commento