martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Napolitano dice addio e Pannella candida la Bonino
Pubblicato il 01-01-2015


Giorgio Napolitano ha iniziato il suo discorso con un addio. Ha annunciato ufficialmente le sue dimissioni ritenendo concluso un mandato suppletivo che non aveva certo preteso, ma che l’incapacità del Parlamento di eleggere il suo successore gli aveva imposto. E che Napolitano aveva accettato per interesse nazionale e con due obiettivi chiari. Il primo era quello di favorire la nascita di un governo di unità nazionale, sola alternativa allo scioglimento delle Camere. Il secondo era quello di avviare il processo delle riforme istituzionali, che il governo Renzi ha poi messo in moto.

Nel discorso di Napolitano c’è un obiettivo riconoscimento a Renzi, per avere iniziato il percorsi riformatore, col Senato, il titolo V della Costituzione, la legge elettorale. Ma c’è anche l’implicito rimprovero per una situazione economica che non accenna a migliorare. Il tutto naturalmente condito con espressioni di fiducia nell’Italia e nella prospettiva europea, che non va messa in discussione con assurde proposte di fuoriuscita dall’Euro. Anche un cenno di commozione, in una personalità sempre molto contenuta e piuttosto fredda, si è avvertito nel finale del suo discorso, quando Napolitano ha fatto cenno alle sue condizioni di salute e di età e alla sua volontà di continuare, fino a che le forze lo sosteranno, a dare il suo contributo per il bene dell’Italia e sopratutto dei ragazzi italiani.

Ma la giornata di oggi ha segnato un’altra novità. Forse prevedibile, ma in un qualche modo da noi anticipata e richiesta. E cioè la candidatura ufficiale di Emma Bonino alla presidenza della Repubblica da parte di Marco Pannella. Sono molto contento del doveroso lancio di questa candidatura che, come è noto, ho proposto di assumere anche come candidatura socialista, formando un apposito comitato a suo sostegno. Per ora non ho avuto risposta dai nostri parlamentari. Probabilmente attendevano l’ufficializzazione della candidatura. Adesso c’è. E dunque misuriamoci sulla sua valenza politica. Che per me è davvero enorme. Al di la del risultato finale.

Una bella battaglia socialista e radicale, laica e liberale, con la Bonino come simbolo, potrebbe attirare altri consensi. Potrebbe seminare un progetto di futuro. Potrebbe anche aprire occhi a chi adesso finge di non vedere. Di non vedere un candidato donna, che si è sempre battuta per le donne, un candidato con una dimensione internazionale, che non è organica né alla sinistra né alla destra. E che i Cinque stelle avevano messo nella loro lista dei papabili. Il 2015 potrebbe davvero aprirsi con una grande novità. O con un presidente della Repubblica di grande rinnovamento o con una battaglia socialista per una presidente della Repubblica di grande rinnovamento. Non ci sono motivi che non inducano a iniziare la nostra lotta.

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Commenti all'articolo
  1. Può andare benissimo la Bonino (e lo dico da socialista e anche da cattolico) perché è soprattutto una candidata politica. Ci vuole senza meno un politico per la Presidenza della Repubblica. Chi chiede altro o è sciocco o vuol rigirarsi come vuole il nuovo Capo dello Stato. Per me il primo resta Amato! Saluti socialisti!

  2. Pannella, l’ultima persona che doveva suggerire il nome di Emma Bonino! La prima delle premesse era di non aprire il cassetto dei ricordi, delle battaglie, delle avventure radicali. A Marco, nel suo rincoglionimento, forse, gli è tornato in mente il “capolavoro” che ha combinato regalandoci il calabrese mascherato da sabaudo. Peccato! Angelo

  3. Una donna alla presidenza della Repubblica: Emma Bonino, che aiuti quelli che nel mondo stanno davvero SOTTO, perché sottoposti (e non perché si nascondono facendo i comodi loro).
    Gentilissimo Renzi. Lei ha fortemente voluto il più a lungo possibile il nostro attuale Presidente che ha certamente governato un’Italia allo sballo, per cui forse meglio non poteva. Adesso c’è il lotto presidenza della repubblica e non sarà facile. Per una volta provi a pensare davvero a qualcuno che NON FACCIA COMODO al mondo della politica, ma possa comprendere le ragioni degli italiani. Difficile comprendere dal vostro mondo, che ho sentito da poco definire “Il mondo di sopra”, quanto possa essere difficile vivere, non nel “mondo di mezzo”(che è pur sempre quello di quanti a Natale erano sulla neve o al mare), ma in quello che in gergo possiamo definire “Il mondo di sotto”(e intendo davvero “il mondo di sotto, ossia di quelli che sotto ci sono davvero, non perché si nascondono alla società per fare i comodi loro). Ebbene, sarebbe il caso che fosse eletto proprio una persona capace DAVVERO di comprendere questo nostro MONDO DI SOTTO Perché rischiate di brutto. Qual è il vostro limite? NON CONOSCETE IL BISOGNO. Quello che ti fa vedere i figli senza lavoro e voi senza speranza. Quello che ti priva, non di tutto, forse no, ma di ogni cosa necessaria a una serena sopravvivenza, forse sì. VOI NON CAPITE. Non fate finta di capire; davvero non avete la fortuna di poterlo comprendere. Non sapete cosa significhi la multa che non si può pagare, la malattia che non si può curare, la casa che non si può avere, il figlio da rimandare a un futuro in cui gli ovuli che avete a disposizione si sono stancati di attendere l’opportunità di farsi fecondare. Vedendo un mare di povera gente che scappa da luoghi perfidi e sbarca (a volte non sbarca affatto, viene raccolta morta dal mare, per essere sepolta nella terra promessa), in una terra promessa che non è più in grado di mantenere le promesse neanche ai propri figli e li pone, come i “capponi di Renzo”, a combattere contro chi è più disgraziato di loro, pur se legato dallo stesso destino di sofferenza.
    “Toto Presidente?” Mario Draghi, Romano Prodi, Walter Veltroni, Giuliano Amato, Piero Fassino, Emma Bonino, Roberta Pinotti, Laura Boldrini, Anna Finocchiaro, Piero Grasso, Linda Lanzillotta, Franco Bassanini, Paola Severino, Sergio Chiamparino, Marta Cartabia, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Luigi Zanda, Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti, Pierferdinando Casini, Piercarlo Padoan. Lei avrebbe “simpatia” per quest’ultimo e non le sto a elencare i segnali di tale supposizione, perché ne è piena la stampa. Ma tra i tanti nomi quello di Emma Bonino fa almeno pensare che sarebbe ora di verificare una presenza femminile “alla guida della Nazione”. Una guida che non è quella di un presidente della repubblica americano, molto più ricca di potere. Lei certamente sa che, come fondatrice di “Non c’è Pace Senza Giustizia”, Emma Bonino si è battuta anche perché l’Assemblea Generale dell’ONU adottasse la Risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF), che oggi è una realtà ed è stata depositata dal Gruppo dei Paesi Africani e in seguito sponsorizzata dai due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite. La risoluzione esorta gli Stati a sanzionare penalmente le mutilazioni genitali femminili, siano essere praticate all’interno di strutture sanitarie o altrove. Emma Bonino disse in proposito: “hanno vinto il coraggio e la tenacia. Questa Risoluzione rappresenta una conquista di civiltà per tutti, donne e uomini, e un risultato di cui essere fieri, specie noi italiani e ancor di più noi Radicali, che abbiamo accompagnato dall’inizio la lotta di affrancazione delle donne africane da questa pratica obsoleta e nociva”. Mi creda, c’ero anche io a festeggiare l’evento, invitata con le tante persone che come me si sono battute perché si ponga fine a questa raccapricciante realtà, sapendo che la messa al bando non è se non il primo piedistallo di una colonna contro l’infamia e l’orrore ancora tutta da scalare. Emma Bonino si è impegnata per i nostri marò e da italiani le siamo stati grati quando ha chiesto che si ricorresse all’arbitrato internazionale. Sulla questione del Quirinale, ricordiamo l’esperienza di “Emma for President” del 1999. Era pronta ad affrontarla al tempo e adesso ha molti anni di esperienza in più. Ma, come allora, non dipende da lei, la situazione non è mutata: la decisione non spetta né all’opinione pubblica né ai cittadini, in quanto Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. La Bonino è Classe 1948 e non le si più negare una solida rete di rapporti internazionali, che ha messo su con anni e anni di relazioni politiche ad altissimo livello. Non la si può accusare di andare conto l’Europa (che in questi periodi neri, forse per fraintendimenti tra euro, Germania e donne toste che chiedono troppo all’Italia, non è molto simpatica a molte migliaia di cittadini), in quanto è invece, una Europeista convinta. Ha creato rapporti positivi anche con la diplomazia Usa e persino con Israele, senza per questo rendersi antipatica al mondo arabo. Ma cosa cerchiamo di più? Una persona come lei è ben capace di comprendere le necessità impellenti del “Mondo di sotto”, proprio come se ne avesse fatto parte e ha tutte le carte in regola per rappresentare ciò che ci si attende da un presidente della Republica italiana, come da:- “Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.”- Inoltre se Dio vuole, in nessuna parte della Costituzione italiana si nega la possibilità a una donna di divenire Presidente della Repubblica. Dimenticando un po’di screzi politici del febbraio 2014, lei potrebbe invece prendere in parola le idee di Guido Ceronetti: -“ “L’Occidente ha quasi perso il suo migliore alleato mediterraneo, la Turchia. Avere la Bonino al Quirinale sarebbe l’interlocutrice ideale coi turchi per avere sempre voluto Ankara dentro la marmitta europea. E anche in fatto di diritti umani stuprati nel mondo, Emma brilla come un diamante”…
    E’ vero: brilla come un diamante senza macchia, di grandi dimensioni e forse con un’ottica femminile concreta ma capace di strade alternative, diretta, tenace, battagliera. Non dirò che le donne sono con lei. Dirò che, a mio parere, sono con lei gli esseri umani pensanti. Vorremmo cambiare, cambiare davvero. Cambiare sesso alla presidenza della Repubblica Italiana. Bianca Fasano.

  4. Sono molto d’accordo!!! Emma è una figura prestigiosa, fuori dai soliti giochetti di potere, ma soprattutto pulita!! e di questi tempi è una grande virtù.
    Sosteniamola tutti in modo convinto e convincente, ma la sostengano soprattutto i nostri parlamentari!! che sono pochi, ma possono farsi ascoltare da molti.

  5. Prima di coltivare candature bisogna aver chiaro che AL PROSSIMO PRESIDENTE SI CHIEDE IN PRIMO LUOGO DI NON CONOSCERE O DI NON RISPETTARE LA COSTITUZIONE, perché non potrebbe promulgare l’ITALIKUM o la revisione della Costituzione, occorrerebbe modificare i regolamenti parlamentari sull’elezione del Presidente della Repubblica. Credo nessuno sottolinei il fatto che l’elezione del presidente della Repubblica (le lettere minuscole e maiuscole non sono a caso) sia ben strana perché non ci sono candidati: al tempo che poteva essere candidato Mancino ne avevo scovati 15 con più di 50 anni, eleggibili e con lo stesso nome e cognome. Con Carlo Azeglio Ciampi se si scrivevano le intere generalità, non c’erano dubbi, ma la maggior parte delle schede avevano il solo cognome. Anche se il presidente non è eletto dal popolo dovrebbe esserci questa minima trasparenza nell’elezione e in questi tempi difficilissimi la prima cosa da chiedere a un presidente se vuol diventare il Presidente e di metterci la faccia e di enunciare in 10 righe e non scrivendo per il Corriere o Repubblica il ruolo che intende svolgere magari dando 2 o 3 nomi di ex presidenti come modello. La scelta di avere candidati ufficiali come i soli votabili comporta di dichiarare nulli i voti dati ad altri personaggi e come tali neppure comunicati neppure durante lo spoglio. I manovratori nell’ombra sarebbero sconfitti, ma senza questa riforma di trasparenza i franchi tiratori sono l’unico, ancorché impresentabile, presidio alle libertà costituzionali repubblicane.

  6. Di solito mi complimento con il direttore Del Bue ma stavolta il plauso va a Bianca Fasano che praticamente ha scritto il manifesto a favore della candidatura Bonino.
    Direttore, perché non lo adottiamo ufficialmente e lanciamo una sottoscrizione via web?

  7. Mi piace il commento di Bianca Fasano e lo condivido appieno.
    Emma Bonino sarebbe la degna erede del grande Presidente PERTINI…
    Una donna libera colta coraggiosa stimata da tutti e attenta al mondo di sotto di mezzo e di sopra… qualita’ non facili da trovare oggi !!!

  8. Ottima proposta, ma da riformista azionista, recentemente fuoriuscito ma sempre socialista nell’animo, una sola candidatura mi sembrerebbe doverosa: Rodotà.
    Perchè almeno la interrompiano la gazzara renziana, una volta per tutte e i toscani tornano forse a casa, nel rispetto della Repubblica.

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