giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Davide e Golia
Pubblicato il 23-01-2015


La strada è stretta, il passaggio delicato. La legge elettorale in discussione contiene un’apertura importante. Lo sbarramento al 3% combinato con il voto di preferenza apre ad una opportunità che conviene prendere in considerazione. In alleanza con forze politiche affini è un tetto, il 3%,  che possiamo scalare, a condizione che il partito rafforzi la sua rete regionale, faccia tesoro dei suoi amministratori disseminati sul territorio e cominci a federare movimenti, associazioni, liste civiche. Le nuove adesioni ai gruppi parlamentari vanno in questa direzione. L’obiezione che le liste dei partiti medio-piccoli vengano fagocitate, quanto a eletti, dai capilista bloccati è superabile per il fatto che lo stesso capolista può essere candidato in più circoscrizioni. In questo caso lascerebbe spazio ad una vera competizione elettorale che renderebbe la lista decisamente più appetibile. Ripeto. È cosa di cui discutere con serietà. Intanto, non va esclusa una prova del genere fin dalle prossime elezioni regionali.

Non auspico mai la deflagrazione dei partiti. Ho sofferto la nostra, tra il 1992 e il 1994, e quella mi basta. Ma quanto accade nel Pd e in Forza Italia, anche se non provocherà scissioni clamorose, si presta almeno a qualche considerazione.

Fitto senza Berlusconi non esiste e dunque continuerà la sua battaglia dall’interno del partito. Della minoranza del Pd, è prevedibile che solo una piccolissima frazione concorra alla formazione di nuove formazioni di stampo radicale. Il ‘grosso’ resterà nella casa madre. La ‘ditta’ non si lascia. Eppure, è altrettanto prevedibile che entrambe le minoranze utilizzino l’elezione del Capo dello Stato per battere un colpo. Forse due. Non possono fare altrimenti.
Non saremo decisivi nella scelta del Presidente ma, rebus sic stantibus, abbiamo spazio per esercitare un ruolo attivo. In numeri e idee. E quello giocheremo.
Una settimana, la prossima, dunque preparatoria di profondi cambiamenti. Vanno cavalcati. Non c’è alternativa.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Mi sembra una prospettiva condivisibile. Vale la pena tentare. Se Giuliano Amato fosse eletto lui non farebbe nulla, ma noi potremo sfruttare l’occasione di un altro socialista al Quirinale dopo Pertini. C’è da sperare che Amato non rinneghi, in caso di elezione, la sua storia.

  2. Certo le idee ai socialisti non mancano e nemmeno il senso di responsabilità che ci dovrebbe indicare di abbandonare renzi e la sua corte. Il PSI se esistesse come partito: progressista e di opposizione a questa classe dirigente catto-fascio-comunista. Forse non avremo il “posto” ma esisteremo e quando il paese tornerà a ragionare si renderà conto che i Socialisti hanno difeso la DEMOCRAZIA nell’interesse dell’Italia e del popolo italiano.

    • Condivido in gran parte quanto scritto, diventa sempre più problematico sostenere e farne parte di un governo destinato a diventare di centrodestra. Ci possiamo stare al governo con Renzi e Berlusconi?

  3. SI PUO’ TENTARE. MA CI CREDO POCO. UNA LEGGE PRODOTTA DA ELETTI ILLEGITTIMI NON POTRA’ MAI DARE BUONI RISULTATI. E’M FATTA SOLO PER MANTENERE L’ILLEGALITA’. BISOGNAVA ANDARE A VOTARE CON IL PROPORZIONALE PURO

  4. Se il Segretario ci incita ad essere coraggiosi. Presentarci alle elezioni con il nostro simbolo e l’obbiettivo di superare il 3% Perché non credergli?
    Giusto fare le prove alle prossime elezioni Regionali, ma oltre all’ambizione di potercela fare, bisogna essere coscienti che occorre uno sforzo unanime di tutti i compagni ad ogni livello in particolare gli amministratori Socialisti.
    Occorrono una serie di iniziative che possano scuotere l’animo dei compagni, come è stato per la Costituente Socialista.
    Io c’ero e ci sarò.
    Coraggio Compagno Segretario.

  5. Carissimo Segretario del PSI
    Indirizzo questo mio commento al Segretario del PSI e non all’Editore dell’Avanti, in quanto desideriamo che l’Avanti continui a rimanere la Voce di Tutti i Socialisti e non l’Organo del Partito come per decenni lo è stata l’Unità per il PCI. Il titolo del tuo Editoriale era “ Davide e Golia “. Non avendo da parte tua espresso chiaramente chi è Davide e chi Golia possiamo prenderci la liberta di fare delle supposizioni.
    Iniziamo da Davide. E’il PSI? E’ la minoranza del Pd? Sono il 45% dei giovani disoccupati? i lavoratori che perdono le tutele o non hanno la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro? le donne a cui viene impedita una pari opportunità? I 4 milioni di poveri e i 6 vicini alla soglia della povertà? Il mezzogiorno d’Italia? E potrei continuare con l’elenco.
    Proseguiamo con Golia. E’il PD? E’ Renzi? E’ Berlusconi? Sono le Banche? E’ il sistema dei Media in mano a pochi editori con conflitti d’interesse? E’il 10% che possiede il 50% della ricchezza in Italia o anche quell’1% che possiede l’oltre il 90% della ricchezza del Pianeta? E’ la malavita organizzata? Sono i grandi evasori? E’ la corruzione? E’il mondo della finanza speculativa? Son i vincoli europei che parlano solo di austerità? E anche qui potrei continuare con l’elenco.
    Parlando di coloro che potrebbero fuoruscire dal PD li declassi a ruolo di esuli che andranno ad alimentare le esigue schiere delle formazioni politiche radicali. Per associazione di idee la nostra collocazione all’interno delle liste del PD che ci hanno eletto in Parlamento, la dobbiamo interpretare come un ruolo di semplice sussiego alle decisioni di Golia?? Oggi per caso, il ruolo di Davide lo stanno interpretando in Grecia Tzipras e Podemos in Spagna?
    Bobbio che come filosofo era abituato a delle elaborazioni del pensiero di una certa ampiezza definì la Sinistra con pochissime parole : è quella che lotta contro le Disuguaglianze.
    I Socialisti sono nati per questa funzione e possono esistere soltanto se sono in grado di continuare a esercitarla. Quando hanno iniziato a lottare erano Davide contro Golia. Questi personaggi rappresentano il coraggio contro la forza dominante e la fionda la forza delle idee contro la barbaria.
    Carissimo Riccardo cos’è oggi il PSI? Può il socialismo tornare a essere Davide?
    Il nostro Direttore Mauro Del Bue non si sottrae a rispondere agli interrogativi dei suoi Lettori. Spero che con più frequenza utilizzerai i tuoi Editoriali per dare delle risposte e delle testimonianze di realizzazioni concrete ai tuoi compagni.
    Coraggio Riccardo, e speriamo di aggiungere “cuor di leone”.
    Fraternamente da Nicola Olanda

  6. Le affermazioni del segretario sono di una chiarezza esemplare , a meno che uno non faccia processi alle intenzioni definiscono un percorso preciso per il futuro del psi.Non c’è nessun scioglimento in vista e nessuna anessione e sarebbe bene chr anche i fautori dell autonomia nostalgica presenti anche in segreteria la finissero e insieme si lavorasse per l’obiettivo prefissato e cioè il raggiungimento del 3% alle elezioni .
    È evidente che va discusso con quali forze tentare l’impresa ma il percorso mi pare chiaro e direi che da ora in avanti ogni dibattito , ogni discussione nel partito non può prescindere che da questa esternazione e anche la sinistra socialista che non ha votato contro al segretario a Venezia dovrebbe partecipare attivamente a questo ambizioso progetto .

  7. Se davvero si vuole lavorare all’autonomia del Partito, il sostegno di noi tutti dovrà essere massimo. Resta la macchia del sostegno all’Italicum-Espositum, una legge difforme dalle prescrizioni della Consulta e che delega alle segreterie dei partiti la designazione di una quota rilevante del futuro Parlamento. Più in generale, sostenere un la politica di Renzi equivale ad abbracciare logiche di destra, mentre proprio dalla Grecia sta per giungere un segnale importante. Comunque pieno e convinto sostegno a Nencini se avrà il coraggio di rischiare, il coraggio di un socialista.

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