sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Lunghi:
Non capisco il tesseramento a ritroso
Pubblicato il 14-01-2015


Permettetemi Compagni della Direzione dell’Avanti! e del PSI, ma… Per un matusa-semifreddo con oltre 60 anni di iscrizione – senza mai avere tradito i principi del nostro Partito Socialista Italiano. Questa storia del tesseramento a ritroso, l’anno che incomincia per l’anno che è passato, Io non la condividerò mai. È senz’altro un modo come un altro – a mio avviso – per portare alla liquidazione il nostro glorioso Partito. Spesso nei consessi milanesi, ho insistito che occorre una organizzazione tipo quella che dirigeva Rodolfo Morandi negli anni ’50 (anche se riconosco che potrebbero essere apportate alcune correzioni a quel modello). A quei tempi i vecchi tesserati, entro gennaio dell’anno che inizia aveva la sua tessera in tasca, mentre ai nuovi,per i dovuti controlli, venivano serviti della loro tessera il mese successivo, e non c’erano i computer e la cibernetica che c’è attualmente.

C’è da aggiungere che i tesserati erano tantissimi (centinaia di migliaia). Se poi il motivo è quello di recuperare un po’ di tesserati perduti, peggio ancora. Perché cosi facendo la spirale della perdita di consensi peggiorerà di anno in anno. Vogliamo un partito di opinione? Si dica! Il sottoscritto ha già fatto presente in una lettera pubblicata sull’Avanti, il mese scorso, che ci sono stati diversi momenti per un risveglio e una ripresa dei consensi, sia come adesioni che come votazioni: alcuni di questi momenti – oltre ad una efficace organizzazione capillare e territoriale – sono stati: a) la caduta di Berlusconi; b) l’adesione del PD al PSE (e altri ancora). Domandiamoci se non sono stati momenti importanti per il rilancio delle nostre ragioni? Per il momento non aggiungo altro. Grazie per l’attenzione.

Luciano Lunghi

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