martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quaderno Inail, danno biologico tra criticità e prospettive
Pubblicato il 19-01-2015


E’online sul portale dell’Istituto un nuovo numero dei Quaderni di ricerca dal titolo “Danno biologico: monitoraggio, criticità e prospettive d’interesse medico-legale a dieci anni dall’introduzione della nuova disciplina”. Il testo analizza il sistema di tutela degli infortuni e delle malattie professionali come innovato dal Dlgs 38/2000, alla luce delle risultanze dell’apparato di monitoraggio attivato dall’Istituto da oltre un decennio.

Il sistema indennitario alla luce dell’introduzione del danno biologico – Lo studio ha lo scopo di verificare il grado di attuazione dei vari strumenti che hanno regolato l’introduzione del danno biologico nel sistema indennitario Inail. Sono proposti e analizzati i dati della casistica ultradecennale, ripercorse le novità legislative che hanno arricchito e modificato il sistema nel periodo in esame e formulate proposte di integrazione delle attività e procedure Inail. Fino al 2000 il sistema di tutela degli infortuni e delle malattie professionali è stato disciplinato dal Testo Unico n.1124 del 1965. Successivamente il decreto legislativo n.38 del 23 febbraio 2000 ha introdotto il “danno biologico” . “Dal 1904 al 2000 l’oggetto della tutela è rimasto praticamente immutato – ha spiegato Patrizio Rossi, medico Inail e autore della pubblicazione – Poi, con l’introduzione del danno biologico c’è stato un cambiamento significativo”.

Il monitoraggio Inail per la verifica delle attività medico-legali – Questo cambiamento ha indotto l’Inail ad attivare, a partire dal 2001, un sistema di monitoraggio “al fine di studiare e valutare tutti gli strumenti di applicazione della legge sotto il profilo scientifico, cosa che costituisce uno dei pochi esempi di verifica delle attività medico-legali in questo ambito”, ha continuato Rossi. L’attività di monitoraggio è realizzata con il supporto di schede di rilevamento tutte inserite nel sistema informatico di cartella clinica. Nel Quaderno sono prospettati i risultati dell’attività di monitoraggio medico legale di natura quali-quantitativa, è studiato l’andamento negli anni delle valutazioni effettuate dai sanitari dell’Istituto con l’obiettivo di verificare il sistema nel suo complesso, è esaminata la congruità delle tabelle di legge e la rispondenza dei nuovi istituti normativi alle finalità indennitarie.

Garantito l’equilibrio del sistema sotto diversi profili  Nell’ultimo capitolo del libro l’autore offre spunti di riflessione per eventuali modifiche e integrazioni di tabelle, istituti normativi, soglie di franchigia e modalità di accertamento nonché e suggerisce la previsione di nuove funzioni medico-legali, per esempio in tema di malpractice sanitaria e sequele indennitarie. Tra le proposte di modifica, infatti, c’è quella di creare uno strumento medico-legale per analizzare i casi in cui una condotta medica non corretta abbia concorso al maggior danno che l’Istituto comunque indennizza. Secondo Rossi lo studio riassunto nel libro mostra che “la legge, così come è stata realizzata, ha raggiunto il suo obiettivo, ovvero quello di coniugare esigenze di personalizzazione del ristoro Inail, ampliare la platea degli assicurati tutelati, garantire l’equilibrio del sistema sotto il profilo economico, inoltre ha anche riequilibrato e temperato le procedure risarcitorie nei confronti del datore di lavoro”.

Previdenza, pensioni in attesa delle novità 2015 

Numerose sono le novità in materia pensionistica che molti italiani si aspettano a partire dall’inizio del corrente anno. Dal prestito pensionistico, all’indice di rivalutazione e al contributo di solidarietà. Sono infatti state tante le tematiche affrontate nell’ultimo scorcio del 2014, sulle quali si è però ottenuto soltanto riscontri negativi. La priorità nel 2015 è doverosamente diventata la risoluzione del noto problema degli esodati. Difatti, a partire da quest’anno, sono previste le penalizzazioni agli assegni che superano l’importo minimo stabilito. Oltre ad un probabile anticipo della pensione che potrà essere erogato a tutti quei lavoratori a cui mancano 2 o 3 anni alla pensione e che, a causa dell’approvazione della Riforma Fornero sono rimasti privi di copertura previdenziale. L’importo anticipato, però dovrà essere restituito nel momento in cui il lavoratore inizierà a percepire l’assegno pieno.

Per tutti coloro che già usufruiscono dell’assegno previdenziale, l’indice di rivalutazione ha subito un modesto aumento dello 0,3 %, tasso che è stato applicato alle pensioni fino a tre volte il minimo. Quindi, gli assegni pensionistici che nel 2014 erano di importo pari 500,88 euro, nel 2015 sono passati a euro 502,38. Come già tanti sanno, nella nuova Legge di Stabilità è stato introdotto quel provvedimento che abolisce le penalizzazioni fino al 2017 per i lavoratori che si “congedano” dall’attività lavorativa e prima dei 62 anni e con il versamento di 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne. Le penalizzazioni, varranno invece solo per gli assegni che superano importi superiori a sette volte il minimo. Le novità che sono entrate assieme al 2015, riguardano anche il cosiddetto contributo di solidarietà applicato alle pensioni d’oro, ovvero quegli assegni che superano 14 volte l’importo minimo. Tali trattamenti, sono andati incontro a tagli pari al 6 % applicato alle prestazioni pensionistiche con importi in pagamento compresi tra 7.012,32 e 10.017,60 euro, al 12 % per le rendite previdenziali comprese tra 10.017,60 a 15.026,40 e infine al 18 % applicato alle pensioni che vanno oltre i 15.026,40 euro.

Previdenza, le novità 2015 

Sono tante le novità che hanno accompagnato lavoratori e pensionandi negli ultimi mesi del 2014, così come si prospettano numerosi anche i cambiamenti in arrivo da quest’anno. Fare il punto della situazione non è semplice, anche perché i segnali lanciati dall’esecutivo e dall’Inps non sono sempre apparsi omogenei. Che il momento sia topico lo rende però evidente lo sforzo fatto dalla politica per cercare di porre rimedio almeno ad alcune delle situazioni di maggiore criticità e disagio. L’arrivo della sesta salvaguardia per gli esodati, ma soprattutto l’eliminazione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci fino al 2017 hanno sicuramente costituito dei segnali forti di cambiamento. Ma vi sono stati anche dei provvedimenti secondari, che non per questo devono essere considerati come meno importanti al fine di capire qual è la direzione intrapresa sul tema. Ci riferiamo in particolare alla comunicazione dell’Inps arrivata recentemente, con la quale l’istituto ha esteso i benefici dell’ultima salvaguardia per gli esodati anche al 2015. Nonché all’opzione donna ancora in attesa del parere tecnico da parte del governo.

I lavoratori intanto continuano a chiedere insistentemente maggiore flessibilità, quota 100 sarebbe la soluzione preferita. Quella sulla sesta salvaguardia degli esodati è un’interpretazione estensiva che si accompagna al dietrofront parziale sulle domande di pensionamento dell’opzione donna. Anche per queste lavoratrici, invero, è arrivata una parziale apertura, visto che dopo le loro proteste l’Inps ha deciso di proseguire nel protocollare le richieste di quiescenza. Ma per conoscere l’esito finale della vicenda, sarà comunque necessario aspettare il parere del Governo e dei tecnici. Purtroppo la rigidità del sistema previdenziale riguarda una platea ben più ampia di quella che è stata finora delineata: i parametri della riforma Fornero hanno reso maggiormente sostenibile il sistema previdenziale, ma hanno anche irrigidito eccessivamente tante posizioni prossime all’uscita dal lavoro. Dai lavoratori esodati non salvaguardati a chi ha svolto lavori usuranti, per passare in via generale a tutti i disoccupati in età avanzata. Per tutti sarebbe indispensabile un intervento in grado di flessibilizzare in via strutturale l’accesso ordinario alla pensione, tanto che l’ex Commissario Conti aveva proposto addirittura di eliminare completamente qualsiasi vincolo anagrafico, per chi avesse accettato il ricalcolo contributivo. Resta comunque il fatto che nei passati tre anni sono stati assunti solo provvedimenti di salvaguardia ad hoc, per le posizioni occupate dai lavoratori maggiormente in difficoltà. La speranza è che una misura generalizzata e definitiva possa arrivare finalmente nel corso del 2015, permettendo una modalità di prepensionamento con almeno 36 mensilità di anticipo in confronto ai requisiti attuali.

Carlo Pareto 

                                                                    

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