mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quirinale atto secondo. Mattarella sì, Amato no
Pubblicato il 29-01-2015


A carte scoperte. Renzi ha fatto un nome e l’ha sottoposto a Berlusconi. Ha agito nazarianamente. Il nome non è Giuliano Amato, gradito al cavaliere, ma Sergio Mattarella, come Amato giudice costituzionale, e famoso per avere firmato la legge elettorale parzialmente maggioritaria del 1993 e per essere fratello di Bernardo, già presidente della regione Sicilia, ucciso dalla mafia. Il suo profilo politico e istituzionale non è paragonabile a quello di Amato, due volte presidente del Consiglio. L’unica differenza è che Mattarella proviene dalla Dc e Amato dal Psi. Al cuore di Renzi non si comanda. Chissà perché quando si parla dei candidati alla presidenza della Repubblica rinascono sempre le tradizioni politiche.

Questo era già accaduto nel 2006 quando il partito dei diesse aveva preferito giocare la carta Napolitano, perché di tradizione comunista, e non quella di Amato, perché di tradizione socialista. Anche allora l’opposizione, che non votò Napolitano, avrebbe votato Amato. Ritorna oggi lo stesso pregiudizio. Mattarella va bene perché di tradizione cattolica e democristiana, e Renzi si sente parte di quella storia, Amato no perché socialista. Anche l’area popolare ne desume una conseguenza identitaria. Alfano, che vuole lanciare il suo progetto del popolarismo all’europea in Italia, teme la concorrenza di un esponente cattolico di sinistra al Quirinale. Berlusconi, dal canto suo, non vuole né un ex comunista né un ex cattocomunista. Sembra di essere tornati d’incanto alla cosiddetta prima Repubblica. Si attribuiscono etichette che parevano superate, divenendo, queste, elemento fondamentale di preferenza o di contrasto.

Nel pomeriggio di oggi si comincia. Si inizia con le bianche. Ma anche con le prime suggestioni. Nel Pd, come sempre, può succedere di tutto. Probabilmente emergeranno voti a Prodi, mentre i Cinque stelle interrogano sul web i loro subalterni sottoponendo oltre a quello di Prodi, anche il nome di quel Bersani che avevano sbeffeggiato solo due anni fa. Se i grillini, ma non credo, scegliessero di votare uno dei due, il Pd sarebbe di fronte all’alternativa tra una sorta di union de la gauche e il Nazareno. Ho sempre pensato che questi fossero gli unici due schemi per eleggere il nuovo presidente.,Nel primo caso Renzi potrebbe eleggere Prodi, nel secondo Amato. Il fatto che abbia scelto Mattarella rischia di metterlo in difficoltà a meno che Berlusconi, in cambio della promessa di non so cosa, sia disponibile a sorbirsi anche Matarella, rischiando però di rendere ancora più forte e giustificata l’opposizione fittiana.

Ho anche scritto che una mossa sbagliata di Renzi potrebbe rischiare addirittura di provocare la formazione di una maggioranza contro di lui. La minaccia della Gelmini di votare Bersani va in questa direzione. Deve stare attento il giovin signore a non tirare troppo la corda. Per quanto riguarda i nostri, bene il voto alla Bonino in prima battuta. Ma sia ben chiaro. Se la discriminazione di Amato è sulla sua storia allora i nostri grandi elettori dovrebbero dire chiaro e tondo di non essere disponibili a votare Mattarellla. Non possiamo rassegnarci in eterno a una sinistra che preferisce i democristiani ai socialisti. E che finisce perfino per giustificare quella parte di elettori del vecchio Psi che da vent’anni preferisce Berlusconi a un partito che, quando riemergono le identità, assume o quella comunista o quella democristiana. D’altronde nelle sezioni pidine si snodano a bizzeffe foto di Berlinguer e di Moro. No, al cuore non si comanda. Ma il nostro cuore batte altrove…

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Commenti all'articolo
  1. “Ma noi che c’entriamo” , il finale del tuo intervento racchiude la domanda che mi faccio e che molti altri socialisti condividono. Che c’entriamo con le primarie nelle quali si sfidano i candidati del PD che non rispondono neanche a schieramenti definiti ? Come è successo in Liguria , non era meglio non schierarsi ? Purtroppo a questa domanda troppe volte si è risposto con “teniamo famiglia”… Nel tempo questa politica non paga. In questo contesto bene votare Bonino ma Amato ha le carte in regola per essere appoggiato fin dalle prime votazioni dai nostri grandi elettori.

  2. La gara è iniziata è una gara ad ostacoli.
    Per un candidato nel quale noi Socialisti ci possiamo riconoscere,
    sia la Bonino o Amato, sono insormontabili.
    Io ho la netta sensazione che alla quarta chiama spunti
    Graziano Delrio con la benedizione anche di Francesco.

  3. Puoi dirlo forte, caro direttore. Il nostro cuore batte altrove!
    Io non so se mai in Italia nascerà un partito, chiamiamolo pure come vi pare, ma che finalmente riesca a darsi una identità ispirandosi al meglio delle tradizioni delle diverse anime della sinistra storica italiana, a cominciare da quella del socialismo democratico italiano. Finora così non è stato, tanto meno con la nascita del PD.
    Non so neppure se mai il PSI tornerà ad avere una consistenza elettorale ed un sensibile peso politico.
    Una cosa però la so, ed è limpida e cristallina davanti ai miei occhi. Finché in Italia non si ristabilirà la verità storica riguardo a quanto il Partito Socialista Italiano, dalla sua nascita, e per ben un secolo, ha di importante e di fondamentale fatto per il progresso del nostro paese, dovrà esistere (e resistere) un sia pur piccolissimo PSI con il compito di preservare proprio la memoria e l’eredità politica di tutti quei compagni, grandi e piccoli, noti e meno noti, che con il loro operato contribuirono al raggiungimento di un elevato grado di benessere e a tutte, nessuna esclusa, le conquiste sociali e civili nel nostro paese.
    Finché la tradizione socialista non entrerà a pieno titolo nel bagaglio ideale, culturale e politico di una formazione che ambisca a governare l’Italia in nome della libertà e dell’uguaglianza sociale, non potrà e non dovrà essere presa in considerazione nemmeno l’idea di poter confluire in un simile partito. La dote che porta con sé il PSI è troppo preziosa per essere regalata a gente che non sa cosa farsene o, peggio, la vede come fumo negli occhi.

  4. Non c’è da essere filorenziani perché Renzi è il segretario del PD che ha condotto quel partito nel socialismo europeo e non c’è neppure da essere antirenziani perché Renzi candida al Quirinale Mattarella; hai ragione tu caro direttore, al cuore non si comanda e il nostro di cuore per l’appunto, batte altrove.

  5. Venti anni di chiacchiere a vuoto per rimettere in linea di volo la dc. Questo si sapeva, era sufficiente leggere gli avvenimenti con logica matematica per capire che in questo paese dalla “rerum novarum” comandano i preti e che i laici sono una minoranza timida, paurosa ed opportunista. Allora “lunga vita alla dc; viva la dc”, ma essendo il sottoscritto un sempliciotto alla “Renzo” dei Promessi Sposi affermo ad alta voce “non ci sto!!”.

  6. E’ uno schiaffo che colpisce il nostro di cuore. Tutto vero quello che dici. Noi rimaniamo figli di un Dio minore e dovremmo comportarci di conseguenza ricercando un nuovo legame con la società.

  7. “” Se la discriminazione di Amato è sulla sua storia “”, non capisco quel se !! E’ proprio così, ex-socialista, uomo di Craxi, intelligente, preparato conosciuto quindi non va bene (e non è andato bene anche l’altra volta), fuoco di sbarramento da parte di M5S e Il Fatto Quotidiano a cui il PD nulla ha opposto; per di più proposto da Berlusconi quindi la frittata e fatta ! rassegnamoci non c’è scampo purtroppo.

  8. Troppo vecchio democristiano della prima repubblica, e troppo oligarca/giudice costituzionale per i miei gusti… ma certo c’è di peggio, e si sono sentiti candidare personaggi terrificanti per faziosità o incompetenza…. accontentiamoci… almeno sembra (anche il pessimo e fazioso Scalfaro lo sembrava) un moderato, con rilevante esperienza…

  9. Comunque basta con questi giochetti segreti e poco democratici della oligarchia partitocratica e correntizia! Bisogna arrivare all’elezione popolare del Capo dello Stato come in tutte le repubbliche meglio governate, dalla Francia,agli USA, all’Austria….

  10. Il dilemma che viviamo è che siamo parte di uno schieramento che ci appartiene storicamente ma non nella realtà dei fatti. Probabilmente dovremmo spostarci verso un pensiero sempre più liberale e repubblicano (nel senso di PRI di felice memoria) ma con uno schieramento che non ci confonda con le truppe berlusconiane. Paghiamo quindi lo scotto del maggioritario che impone di stare da una parte o dall’altra. Forse dovremmo anche mettere da parte certe nostalgie.

  11. Due considerazioni, anche se le danze si sono appena aperte. La prima: io non sono un estimatore di Amato sul piano politico, mentre ritengo che sia una persona brillante per altri versi. Tuttavia l’atteggiamento del Pd è l’ennesimo schiaffo alla storia socialista… altro che questa pantomima dell’adesione al Pse! La seconda: se si voterà con l’Italicum teniamoci le mani libere: io sono stufo di portare acqua al mulino di gente che considera la pregressa militanza nel Psi di Craxi come un disvalore. Mi pare che da Forza Italia, come spesso é accaduto in questi anni, si stia mostrando molto più rispettosa nei confronti di Amato e, di riflesso, nei nostri. confronti..

  12. Un Demitiano al Quirinale.
    Un figlio della CEI al Quirinale.
    Un democristiano Doc.
    Una emanazione delle parrocchie
    Un Compromesso storico fondato sul duplice valore identitario ateo-clericale.
    Mattarella da Demitiano della prima ora sarà una altra pugnalata ai socialisti.
    Per chi non l’avesse ancora capito i cosidetti PD con Mattarella vanno a sancire le nozze definitive con i democristiani più antisocialisti dei comunisti.

  13. Certo, meglio Mattarella di tanti nomi che si sono sentiti. Ma non capisco perché lui è galantuomo e Amato no. In realtà lo capiamo e la risposta l’ha data lei direttore e voglio vedere la reazione del Psi in parlamento.
    Bellissimo il commento di Macaluso sul modus operandi: una volta il Presidente della Repubblica incaricava quello del Consiglio… oggi è l’opposto.
    P. S. Solidarietà a Macaluso e consorte per l’increscioso episodio di rapina ai danni di lei a Roma. Saluti socialisti!

  14. Quello che vanno ad eleggere i “grandi” elettori sarà l’ultimo presidente della repubblica con le chiavi del parlamento nelle sue mani.Il prossimo non sarà nella possibilità di sciogliere le camere anche se eletto diretttamente dai voti dei cittadini. Una presunta democrazia pilotata. I candidati saranno sempre scelti dalle segreterie di presunti partiti dove votano TUTTI con 2 euro, ma votano candidati scelti e selezionati secondo criteri di sudditanza certificata. Chiunque al posto di Mattarella dovrà soggiacere ad un futuro dove l’attuale disegno Costituzionale sarà rottamato, con buona pace del proporzionale e di quel che ne consegue. P2 P3 P4etc………….

  15. Conosciamo l’avversione di gran parte della Stampa verso Giuliano Amato e penso che la motivazione principale sia dovuta al timore che attraverso una sua elezione la Storia Socialista riemerga nel panorama politico, venendo in tal modo a depotenziare l’opera di riabilitazione della figura di Togliatti, della sua politica e dei suoi eredi.
    Non c’è dubbio che tra le fila dell’area democristiana del PD (definita cattocomunista) esista una netta e chiara discriminazione per i Socialisti, e il rifiuto verso Amato è la dimostrazione di un’evidente discriminazione nei confronti della nostra Storia che invece viene valutata positivamente dall’Area democristiana del Centro destra che quindi lo voterebbe. La parte prevalente della minoranza del PD appoggerebbe senza difficoltà la candidatura di Amato, mentre Renzi la osteggia per il suo spessore internazionale, competenza politica e i legami con la Fondazione Italiani Europei di D’Alema.
    Leggendo il puntuale editoriale di Daniele Unfer, riscontro che sia stata provvidenziale la dichiarazione del nostro Capo Gruppo Di Lello di continuare a votare anche nella quarta votazione per la nostra candidatura di bandiera rappresentata dalla Bonino, correggendo così l’incauta dichiarazione di Nencini che ai microfoni “della 7” aveva dichiarato che dal quarto scrutinio i socialisti avrebbero votato per Mattarella, in quanto parte organica del governo Renzi. Comprendo le riserve emerse sull’Avanti da alcuni compagni su Amato, ma di fronte ad un chiaro atteggiamento discriminatorio nei confronti di Amato in quanto “ Socialista ”, spero che il PSI non arretri sulla posizione assunta da Di Lello. Il peso del PSI è quasi nullo. Non annulliamo almeno la nostra dignità e l’orgoglio di chi da solo è rimasto a difendere la bandiera e la Storia del Socialismo italiano.
    Penso che dopo questa fase istituzionale le riflessioni nei confronti di Renzi non le debbano fare solo Berlusconi ed alcuni componenti del PD, ma anche noi Socialisti.
    Je suis socialiste.
    Nicola Olanda

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