lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quirinale, sondaggi inutili (probabilmente)
Pubblicato il 22-01-2015


In questi giorni si sta molto parlando della corsa al Quirinale. La situazione politica ed economica è estremamente delicata e tutti gli italiani vagheggiano l’ineffabile idea che a prendere le redini dello Stato possa essere una persona competente, onesta e con esperienza, ma soprattutto indipendente da logiche partitocratiche e da ‘inciuci’, e in grado di rappresentare un’unità nazionale sempre più sbilenca. Dando un’occhiata al toto nomi, una considerazione salta immediatamente all’occhio: gran parte dei ‘candidati’ è costituita da personaggi che si occupano di giustizia, e anzi sembrano proprio giuristi e magistrati coloro che il popolo, girovagando in lungo e largo per la rete, si augurerebbe di trovare sulla poltrona più importante del Paese. Si va dunque da Stefano Rodotà, il giurista proposto ufficialmente dal M5S durante le Elezioni del 2013, che sembra inoltre essere il prescelto dal popolo del web da ormai due anni, al presidente onorario aggiunto della Suprema Corte Europea, l’ex pm Ferdinando Imposimato, al sempre interessante giurista Gustavo Zagrebelsky, a Sergio Mattarella, giudice costituzionale della Repubblica Italiana, nonché relatore del famoso Mattarellum.

In questi giorni ilfattoquotidiano.it ha indetto un sondaggio a tre turni per sondare le preferenze dei suoi lettori e del web a riguardo. Si tratta di un’iniziativa quantomeno sociologicamente interessante. Due valutazioni a riguardo: anzitutto, ricollegandomi a quanto scritto finora, c’è da dire che in questo sondaggio sono spuntati altri nomi, proposti dai lettori stessi. Chi? Altri porta-bandiera di autorità giudiziaria: Antonino di Matteo, pm di Palermo che indaga sulla trattativa Stato-Mafia, l’integerrima giornalista di “Report” Milena Gabanelli, il magistrato calabrese Nicola Gratteri, proposto come Ministro della Giustizia del Governo Renzi e poi trombato proprio da Napolitano (quando si dice la coincidenza) e l’ex procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli. Non sarà che gli italiani stanno esprimendo un forte bisogno di una persona incorrompibile, dalla forte integrità morale e realmente garante, e ancor prima conoscitrice, della Costituzione dello Stato e delle leggi?

D’altro canto, grazie a questo sondaggio è possibile notare anche un’altra direzione del pensiero degli italiani: quella negazionista. E così, al secondo turno delle suddette “Quirinarie” del quotidiano, il presentatore Giancarlo Magalli scalza Stefano Rodotà con un totale –ad ora- di 15.895 voti contro 10.559. Il motivo? Sempre il solito: gli italiani ormai sono a corto di speranze e soprattutto di fiducia nei confronti di una classe politica ordinaria nella sua mediocrità e doppiezza, perciò tanto vale lanciare questa provocazione e votare in massa Magalli, unico vero outsider tra i nomi proposti dai cittadini e divenuto, negli ultimi tempi, un autentico fenomeno della rete in seguito alla sua partecipazione alla web series “The Pills”.

È vero anche che queste preferenze esprimono la volontà di una porzione ridotta degli italiani, ma sicuramente sono in qualche misura spia del malcontento e del dissenso che serpeggia ormai da anni. Come risponderà la politica all’insofferenza dei cittadini è tutto da vedere, ma sono in molti a pensare che nelle segrete stanze il premier Renzi e il suo precettore Silvio Berlusconi abbiano già trovato un accordo anche sul nome del prossimo PdR …
Attendi Italia, attendi.”

Giulia Quaranta

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Commenti all'articolo
  1. Quanto i politici italiani sono lontani dalla società che essi stessi pretendono di governare viene ben evidenziato da questo pezzo di Giulia Quaranta che con la solita concretezza e con un linguaggio chiaro lo apprezziamo e, di conseguenza, purtroppo, ci amareggiamo.

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