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Opinioni e commenti
 

Salva-Berlusconi? L’imbarazzante giallo dell’Art.19 bis
Pubblicato il 05-01-2015


Renzi_imbarazzatoIl pasticcio incredibile, imbarazzante, della norma che qualcuno ha già battezzato ‘salva Berlusconi’, ma che comunque salva i grandi evasori, continua a mantenere molto alta la temperatura politica attorno alla maggioranza di governo e ha preso anche i caratteri del ‘giallo’ poliziesco. Le polemiche non accennano a diminuire dopo l’annuncio, peraltro politicamente incomprensibile, del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha annunciato la sospensione a dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, del decreto fiscale approvato prima di Natale dal Consiglio dei Ministri che contiene una clausola che esclude la punibilità entro una soglia del 3% di evasione sull’imponibile. La norma è contenuta nell’Art.19 bis, dove quel bis sta chiaramente a indicare, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, che è stata aggiunta alla legge partorita dagli staff del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate, per razionalizzare le norme fiscali e migliorare, non certo alleggerire, la lotta all’evasione fiscale.

Il viceministro all’Economia Casero, in un’intervista a Repubblica, definisce la questione un ‘pasticcio’, ma chiarisce, ‘io non c’entro niente’ e aggiunge: “Ho seguito il decreto in Parlamento. Poi il ministero dell’Economia ha mandato il testo al pre-consiglio cinque giorni prima dell’approvazione. Ed era un testo molto più asciutto. Nel decreto arrivato su quel tavolo quel tetto non c’era”, e tuttavia “non c’è alcun interesse politico in tutto questo. Piuttosto, mi sembra un pasticcio”. “Quel decreto è cambiato, a Palazzo Chigi o in consiglio dei ministri. Il testo è stato ampliato. E fra l’altro non è quella l’unica novità inserita. Il ministero dell’Economia, in ogni caso, riteneva che fosse necessario mantenere il testo iniziale”. Però, aggiunge, “si può rimediare velocemente. Si toglie quella parte e il problema è risolto”.

Secca la bocciatura completa dell’ex ministro Vincenzo Visco secondo cui la norma ‘non ha senso’ e il decreto introduce ‘una depenalizzazione di tutto’. Più duro l’esponente dell’opposizione interna del PD Fassina: ‘Quella – dice – norma è agghiacciante. Sono colpito e preoccupato per il deficit di autonomia e la marginalità che il ministero dell’Economia ha dimostrato e per la disinvoltura di Renzi’.

Dalle opposizioni, fatta eccezione Forza Italia il cui leader avrebbe secondo alcuni beneficiato direttamente di quella norma, è tutto un fuoco ad alzo zero di bordate critiche. Per il grillino Di Maio (M5S) ‘il premier ci prende in giro” mentre in un post sul suo blog Beppe Grillo definisce l’ex premier “il ventriloquo” e Matteo Renzi “il burattino”. E, sottolinea, la modifica non può essere sfuggita all’occhio ‘vigile’ di Antonella Manzione (era capo dei vigili a Firenze con Renzi sindaco e oggi guida l’Ufficio legislativo di palazzo Chigi, ndr). Anzi, invece di tirare fuori fischietto e paletta, sembra proprio che la Manzione ci abbia proprio messo lo zampino”.Manzione_Antonella_Capo_uff_legislativo_Palazzo_Chigi

“Renzi – prosegue Grillo – ha provato a giustificarsi dichiarando che una nuova legge non potrebbe consentire di cancellare una condanna passata in giudicato, ma la realtà è che l’articolo 19 bis è una furbata che consentirebbe di annullare i 4 anni inflitti a Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset. Estinto il reato penale, per Silvio si schiuderebbero le porte del ritorno in politica”. Quindi conclude: “Se ci fosse ancora qualcuno che si chiede perché il governo ha bloccato la legge sul conflitto d’interessi alla Camera, o quella sull’anticorruzione al Senato e fatto regali alle concessionarie (tra cui Mediaset), la risposta adesso viene servita su un piatto d’argento. Perché Renzi è Berlusconi, e viceversa”.

Ironico invece via Twitter il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, si chiede: “Renzi non sapeva niente della legge che avrebbe aiutato Berlusconi. Voi gli credete?”.

Ma il commento più divertente l’ha fatto Pippo Civati, strenuo oppositore di Renzi nel PD: “Se il premier non ne sapeva nulla, se il Mef dice di non averlo visto, se il ministro della Giustizia ha espresso le perplessità che si leggono sulla stampa, chi ha portato quel testo al Consiglio dei ministri? Un’idea ce l’ho: il decreto, conoscendo, l’Italia, si è scritto da solo”.

Insomma siamo all’invenzione della norma a ‘sua insaputa’ e se il diretto interessato, Silvio Berlusconi, tace, parla per lui Giovanni Toti: “Se si ritira un provvedimento per il sospetto che aiuti Berlusconi anche se aiuta i cittadini, allora l’Italia è un Paese destinato a non cambiare mai”.
Il commento non è molto felice perché più che ‘aiutare’ i cittadini in genere, ne aiuta alcuni molto molto speciali, in grado di evadere somme enormi di tasse, non certo impiegati, pensionati o commercianti. Valga per tutte la censura netta di Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, il quotidiano della Confindustria, “Il bene supremo di un Paese, l’obbligo di intervenire”.

L’Art.19bis sotto accusa, introdotto da una finora misteriosa manina nell’articolato sul tavolo del CdM alla vigilia di Natale, prevede l’esclusione della punibilità “quando l’importo delle imposte sui redditi evase non è superiore al 3% del reddito imponibile dichiarato”. La norma – secondo alcuni giuristi – permetterebbe al leader di Forza Italia di ricandidarsi in quanto condannato per una frode fiscale di 7 milioni di euro, pari a meno del 2% dell’imponibile di Mediaset. La norma, così com’è, se approvata potrebbe risolvere il problema cruciale del leader di Forza Italia e portare alla cancellazione della condanna e degli effetti della legge Severino, ovvero i sei anni di incandidabilità. Ovviamente non risolverebbe solo i guai di Berlusconi, ma allo stesso modo anche quelli di altri grandi evasori. Comunque la riforma tornerà in CdM. Ma chi ha scritto quella norma? Chi l’ha portata in CdM insieme al panettone e allo spumante alla vigilia di Natale? C’è davvero un Babbo Natale a Palazzo Chigi che fa regali di questo genere?

“Il nostro Governo – ha detto Renzi che però non ha fornito indizi per scoprire il colpevole – non fa norme ad personam, non fa norme contra personam. Fa norme che rispondono all’interesse di tutti i cittadini”. “Ci fermiamo, non c’è inciucio. Se qualcuno immagina che in questo provvedimento ci sia non si sa quale scambio, non c’è problema: ci fermiamo. La norma la rimanderemo in Parlamento soltanto dopo l’elezione del Quirinale, dopo che Berlusconi avrà completato il suo periodo a Cesano Boscone”.

Già si domandano però ora in molti, perché ‘dopo’ l’elezione del successore di Napolitano? Sembra un’exusatio non petita, una giustificazione non richiesta che sembra dare ragione proprio a chi ha stabilito un link tra il passaggio dell’Art.19 bis e i voti che servono a Renzi per portare il ‘suo’ candidato al Colle più alto. Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, però spesso …

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. ma qualcuno ha calcolato che per imponibili bassi 10/20.000
    Euro la soglia del 3% salva eventuali evasioni per cifre irrisorie
    (300/600 Euro)Forse andrebbero previste percentuali in funzione dei livelli di imponibile

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