giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Adalberto Andreani:
un nuovo ideale di giustizia
Pubblicato il 26-01-2015


Caro direttore,

sono ormai anni, da avvocato, che sento queste inaugurazioni dell’anno giudiziario. Spesso risuonano frasi fatte, riflessioni scontate, mere prese d’atto di situazioni ormai incancrenitesi.
La realtà è che nel civile, cioè nel patrimoniale, ormai la giustizia è stata resa distante dal cittadino.
Prima di adire il giudice, bisogna esperire la mediazione, che non è affatto gratuita. Anche il processo dinanzi al g.d.pace, non è gratuito. Poi esperito negativamente, spesso e volentieri, il tentativo di accordo, si và davanti al giudice. Ora nel 2014, è stato introdotto il processo telematico, chiusi molti tribunali e sedi distaccate. Le tasse per gli avvocati sono lievitate e molti professionisti hanno dovuto cessare l’attività perché economicamente non ce la fanno. Il cittadino non ci capisce più granché. Nel penale non mi sembra che la giustizia incuta rispetto a medio-grossi criminali. Sembra ai più, che non sia chiara la finalizzazione del processo penale a qualcosa di concreto. A parte i grandi criminali che vanno tenuti isolati, gli altri andrebbero recuperati col lavoro per il sociale e la collettività. Ciò và fatto con serietà e senza deflettere, credendoci. Ma può una classe politica nata dal connubio excomunisti ed exdc generare, con illuminismo, un nuovo ideale di giustizia uguale per tutti?

Andreani Adalberto

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