giovedì, 24 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Angelo Santoro:
Banche, responsabili morali
di “furti” annunciati
Pubblicato il 09-01-2015


Vivere il dolore profondo di quanti, abbandonati a se stessi, hanno scoperto nel furto l’unica possibilità per sopravvivere al freddo, e trovare, così, conforto nel calore di una maglia di lana è sconfortante. Rubare quale disperata possibilità di fuggire da un rigido inverno. Certo non condivido il gesto della Signora di Reggio Emilia che ha carpito l’indumento, ma lo capisco, e mi sono chiesto come mi sarei comportato nelle analoghe condizioni. La risposta è emotiva ma, come ho già dichiarato, avrei fatto la stessa cosa, non una, ma cento volte! Sfidare l’ipocrisia di chi giudica senza sapere. Capisco la disperazione, capisco la solitudine, capisco la vergogna, capisco quando vuoi gridare e non puoi. Capisco quando l’unica cosa che hai davanti a te è il nulla, l’abbandono. Capisco cosa vuol dire sentirsi un reietto solo perché sei diventato povero; capisco la violenza degli sguardi feroci dei vicini di casa perché hanno paura di lasciare la porta aperta, mentre una volta ti consegnavano le chiavi!! Capisco che la vita, per loro, non è più la stessa. Non potrò mai sapere che cosa ha provato la nostra Signora quando è stata fermata, perquisita, quando perfino nessuno ha pensato al suo cuore che correva veloce come fosse impazzito, e poi gli eventi che si sono susseguiti. Quanti sono questi episodi di trepidante vergogna che vivono i nostri anziani costretti a prendere un po’ di zucchero al supermercato?!? Ebbene sì, tanti. L’altro giorno ho preso dallo scaffale un barattolo di cartone rigido di fruttosio, mi è sembrato leggero, era stato aperto, infatti, e ne mancava la metà. Dio Santo, ma cosa ha provato quel povero Cristo che col batticuore ne ha versato una parte nella tasca?!? Noi eravamo abituati a sorridere, al piccolo benessere, a lavorare per la nostra vecchiaia, e adesso per un insieme di cose non è più così! Moltissimi non avranno più diritto neanche ad una morte serena. I figli perdono il lavoro e i nipoti non ne troveranno mai più uno, o meglio, qualche volta li rifiutato, uno di loro mi raccontava che un losco individuo lo aveva avvicinato per fargli fare qualcosa di sporco. Ne vogliamo parlare?!? Avreste mai pensato che il vostro commercialista, il vostro avvocato, lo stesso prete si fossero trovati in difficoltà? E ancora, avreste mai pensato che il titolare del negozio di elettrodomestici sotto casa che tanto invidiavate, perché sempre in vacanza, finiva alla Caritas?!? Forse è per sopperire a questa necessità che le banche, oggi, vendono anche le “lavatrici”? Giustifico gli anziani che prendono quello che gli occorre, e che nessuno si azzardi a giudicare quando alcune delle medesime banche raccolgono danaro “infangato”, e quindi responsabili morali di “furti” annunciati. Avide di profitto ringhiano ai poveri. Ecco, la storia della Signora disperata che si è appropriata di due magliette di lana in un grande negozio del centro a Reggio Emilia ha provocato in me questi pensieri, queste riflessioni, questo grande sdegno. Il giorno prima di Natale viene inaugurato un cavalcavia nuovo di pacca e tre giorni dopo crolla tutto! Vogliamo denunciare e mandare in prigione la Signora che ha rubato due maglie di lana?!? A me va bene, se la Signora ha commesso un reato che paghi, mettiamole le manette, la legge è legge, ma applichiamo l’ergastolo, e perfino ripristiniamo la “pena di morte” per quei delitti commessi da tutti coloro che hanno costretto la protagonista di questa vicenda a “rubare” per disperazione!

Angelo Santoro

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Commenti all'articolo
  1. Egregio Santoro, sono di Reggio ed ho letto anch’io la notizia. La signora doveva essere fermata all’uscita, solo che il solerte direttore dopo essersi fatto restituire le due maglie avrebbe potuto prendere i documenti ed accertarsi sulla persona. Una volta capito come stavano realmente le cose, e dormitoci sopra qualche ora, non gli sarebbe certo mancato il tempo per sporgere denuncia piuttosto che assolvere uno stato di effettiva necessità. Chi esercita questo lavoro dovrà prendere le misure con quanto accaduto, perché questi fatti saranno sempre più frequenti, e non possiamo disturbare l’Arma dei Carabinieri per delitti di fame o di freddo, come in questo caso!

  2. L’essere diventati poveri non è ne un crimine ne un reato,semmai sarebbero meritevoli di attenzione massima coloro i quali in momenti così difficili continuano ad arricchirsi e non sempre per abilità personali.
    Caro Santoro per quanto mi riguarda la povertà in se non mi spaventa più di tanto in quanto se si ha un amico(vero), una moglie e dei figli con cui fare squadra ,riesci giorno dopo giorno ad affrontare le mille difficoltà che si presentano.
    Ciò che mi preoccupa è sopratutto l’indifferenza delle persone le quali forse cercando di esorcizzare i problemi che piano piano stanno arrivando a toccare anche loro, non ti degnano di uno sguardo,di una parola o di un aiuto nel momento in cui sei in difficoltà.
    31 Dicembre 2014 nel parcheggio di un supermercato io,invalido,mia moglie e mia suocera 92 anni non riuscivamo a fare partire l’automobile ; Tante persone sono passate davanti a noi , ed è questo che mi preoccupa, nessuno ci ha chiesto se avevamo bisogno di aiuto,quindi dopo sforzi assurdi siamo riusciti a ripartire dopo 45 minuti di freddo e fatica.
    Preciso l’auto era una “lussuosa” Fiat 600 annosa e noi eravamo in tre da “rottamare” (termine molto in voga).
    Questo è evidentemente un episodio ridicolo e marginale rispetto ai grandi problemi di sopravvivenza ,ma se l’attenzione dei nostri simili è diventata questa nei confronti di chi tribola e di chi si dispera risulta evidente che chissà quante persone anziane ed indifese saranno costrette ,in un prossimo futuro , a fare violenza alla propria onestà e piegarsi a queste pratiche magari da loro stessi sempre odiate.
    Ho lavorato anni nell’ambito del sociale e nonostante abbia subito diverse traversie fisiche non ho mai ricevuto dai colleghi stessi nemmeno un messaggio telefonico a sostegno.
    Si badi bene la mia non è rabbia a prescindere ma una tristezza ragionata e vissuta tutti i sacrosanti giorni nel rendermi conto che la solidarietà che vivevo da ragazzo nelle nostre comunità ,è stata letteralmente smantellata dalla orribile legge del business a tutti i costi.
    Santoro lei sa benissimo che sono con lei d’accordo nel seguirla nella sua meritoria azione sia contro gli istituti diScredito che il degrado morale e solidale della nostra società.
    Quindi come si diceva in altra sede ritengo sia fondamentale rimettere testa e mano laddove esistono quei vuoti di solidarietà vera e dove anche chi vorrebbe agire in tal senso ed è privo di risorse a forza di tagli ci hanno ridotti a carne da macello di infima qualità.
    Sempre al piacere di rileggerla cordialmente Oscar.

  3. Gradirei fosse chiaro che le testimonianze e gli articoli con i loro tristi ed apparentemente pessimistici contenuti ,non sono animati da mero disfattismo e grigio pessimismo, bensì una speranza ottimistica atta a ripristinare quelle vecchie e buone pratiche di buona e rispettosa convivenza civile che ha sempre contraddistinto la nostra popolazione.
    Questo è in sostanza l’unico e vero motivo per cui ci si batte.Oscar.

  4. Il dibattito sarebbe lungo, e probabilmente finirebbe con un pareggio. Questo è almeno il mio pensiero! Comunque bravo Angelo Santoro, continui la sua opera di denuncia, sono tante le persone che la seguono.

  5. Mi chiedo, ma come si fa ad essere così ipocriti? Non forse la situazione descritta a cui assistiamo tutti i giorni? Non forse vero che molte persone anziane superano le casse senza dichiarare ciò che hanno trafugato? Lo fanno perché improvvisamente colte dal virus della cleptomania o perché non hanno le calorie necessarie per vivere? Quanti punti interrogativi, tranquilli non sono per voi, ma per ricordare a me stesso le buone ragioni di Angelo Santoro nel segnalare il disagio. Io sono con lui!

  6. Non condivido la disinvoltura con cui il dottor Santoro istiga a “delinquere”. Capisco che è una provocazione ma non sono d’accordo lo stesso! Se passa il messaggio che, in caso di necessità, si può entrare in casa altrui e prendere ciò che ci occorre siamo alla fine del nostro percorso democratico.

  7. Anch’io al posto della signora avrei fatto quello che ha fatto lei. Forse anche di più. Sotto un livello minimo di sopravvivenza certe cose sono giustificabili. Andiamo invece a condannare chi ci riduce in questa situazione.

  8. Leggo il commento che mi ha preceduto, non è sbagliato, ma vorrei spezzare una lancia a favore di chi, anche se in modo provocatorio, cerca di accendere i riflettori su problema sociale sempre più pressante e presente.

  9. I nipoti una volta quando moriva il nonno trovavano sempre qualche risparmio, ora si rivolgono alle banche per fare un prestito, e dare così degna sepoltura all’anziano. Se la mia morte la penso in questo modo vorrei dissolvermi, altro che funerale!

  10. Buonasera Santoro, siamo sempre rimproverati dai cittadini giudici, i famosi moralisti! Quelli che magari sono andati in pensione dopo soli 15 anni 6 mesi 1 giorno di lavoro e da cinquant’anni vivono sulle spalle della comunità. Ma che non rompano le scatole e vadano a fare del volontariato, e se già lo praticano raddoppino l’impegno.

  11. Egregio Santoro, visto dalla parte di chi il furto lo subisce non è piacevole, specialmente quando in ballo c’è il tuo lavoro, il tuo avvenire, la tua famiglia. Forse al responsabile del negozio la situazione gli è scappata di mano per inesperienza, forse, anzi, certamente avrebbe dovuto comportarsi in maniera diversa, capire, ma non me la sento di condannarlo.

  12. Basta osservare quante persone anziane lasciano parte della spesa alla cassa del supermercato perché non ci arrivano con i soldi, è un continuo. Avete mai parlato con una cassiera, credetemi che è illuminante sulla situazione. Se qualche volta ci scappa il furtarello far finta di nulla è d’obbligo. Ma si possono chiamare i Carabinieri per cose del genere?

  13. Buongiorno dottor Santoro, sono una volontaria della Croce Rossa Italiana, aiutiamo ormai centinaia di persone anziane. Ci sono periodi che raccogliamo derrate alimentari dai supermercati per donarli ai bisognosi. A volte mi chiedo se è più mortificante fare la fila da noi per una scatola di cibo “spesso scaduto” o rubare!

  14. Caro Santoro, il nostro è un Paese che da anni dà il peggio di sé nella corruzione amministrativa pubblica e privata. E’ giusto comminare l’ergastolo a chi ha prodotto questa nuova categoria di “ladri” anziani. Io, addirittura, ripristinerei la pena di morte.

  15. Ma quando c’è una restrizione del credito così feroce (lei ci ha scritto anche un libro), quando le aziende chiudono e creano disoccupazione, quando tutto pesa sulle spalle della pensione della nonna, se poi un giorno cede alla tentazione, credo che anche Gesù la assolva senza confessione!

  16. Ho difficoltà a definire moralismo quanto finora espresso ,ritengo sia solo una presa d’atto di una situazione ormai insostenibile.
    Sono solidale con la volontaria della Croce Rossa e suoi collaboratori essendo anch’io un volontario di 70 anni con 55 anni di lavoro alle spalle, mia moglie stira e cuce gratuitamente per aventi bisogno ,quindi facciamo ancora volontariato nonostante diverse patologie ci rallentino nel lavoro.
    Dobbiamo, però, renderci conto che se il volontariato non viene adeguatamente sostenuto il medesimo diventa una lotta impari.
    Continuiamo comunque sulla nostra strada alla faccia di chi pontifica enunciando grandi sciocchezze dall’enorme palcoscenico rappresentato dai media.

  17. Egregio Dottore, rimango sconvolto dalle parole della volontaria Croce Rossa. Lei (la volontaria) sa come stanno le cose, lei è consapevole delle pressioni che ricevono per favorire gli extracomunitari. Io avevo solo ascoltato voci al bar.

  18. Il mio commercialista mi ha fatto un decreto ingiuntivo perché non pagavo le sue fatture da due anni. Il decreto se lo poteva risparmiare, però capisco che ormai fanno tutti come me, e anche lui, presto, sarà costretto a chiudere perché mi diceva che i suoi collaboratori non lo vogliono lo studio, neanche gratis.

  19. Non sono un leghista, lo dichiaro subito per evitare fraintendimenti. Ho visto altri rubare nei supermercati, extracomunitari prendere bottiglie di spumante sotto Natale. Per favore non ditemi che quella era fame, però, per loro, c’è più tolleranza, più comprensione da parte dei moralisti. A me questo non va bene, chiaro?

  20. Siamo ancora alle prove generali di un disagio “annunciato”. Quello che è successo alla COIN il 30 dicembre non e’ un fatto singolo accaduto nella città di Reggio Emilia, ma una diffusa disperazione che non vogliamo vedere. La paura che possa accadere anche a noi e’ comprensibile, ma chi e’ preposto all’analisi non può relegare l’accaduto come un caso fine a se stesso. Sarebbe l’ennesimo errore! Claudio

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    Si prega vivamente di non tradire la fiducia dei lettori assumendo identità artefatte.
    Si rammenta che la direzione di questo giornale non può garantire l’autenticità dei commenti.

  21. Una buona occasione perché questo caso possa farci riflettere e non giudicare! Fabri

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  22. La cosa peggiore, quando si diventa poveri, è la vergogna di ammetterlo. Questo non giustifica alcunché se non la disperazione di quanti hanno avuto, fino a ieri, una vita normale e oggi, invece, si riducono a prendere ciò che non gli appartiene. Bruno

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  23. Alla protagonista del nostro racconto.
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    Gentile Signora, ho avuto occasione di conoscerla per l’”errore” che Lei, ha commesso l’antivigilia dell’ultimo dell’anno attraverso la stampa. I giornali, tutti, hanno dimostrato grande tatto per l’”incidente” che le è capitato. Mi piacerebbe poter parlare con Lei, e ascoltare la sua storia per raccontarla. Mi scusi se lo chiedo in maniera così semplice, diretta, insolita, ma anche con tanta emozione. Autorizzo il quotidiano a fornirle i miei riferimenti, se mai vorrà ricevermi! Forse anche Lei, mi ha visto per quello che ho scritto, quindi ha gli elementi per valutare la mia richiesta e, perché no, anche la mia persona. Con rispetto. Angelo Santoro

  24. Trovo l’esempio del vicino di casa efficace, ma non tiene presente che oggi lo stesso dirimpettaio magari ha i tuoi stessi problemi, solo che non lo sai. Magari è terrorizzato di dover dividere con te quel poco che ha! Che prospettiva ragazzi!

  25. Sono di una cittadina in provincia di Reggio Emilia che si chiama Scandiano In piazza della Rocca c’era un notaio che solo qualche anno fa aveva 14 collaboratrici. Quando ha chiuso ne era rimasta una sola!

  26. Di commercianti che vanno alla Caritas ne conosco parecchi, chi lo avrebbe mai detto qualche anno fa! Ci andranno anche le banche ora che si stanno sostituendo a loro nella vendita di beni di largo consumo dopo, peraltro, averli fatti fallire!

  27. A me è successo poco prima di Natale. Vivo sola, e grazie ai ragazzi meravigliosi dell’assistenza sociale mi ero fatta accompagnare al mercato, non potevo comprare nulla ma volevo respirare aria di festa. Da una bancarella all’altra, quasi non fossi io, mi sono appropriata di un cerchietto per capelli con delle roselline. Mentre lo avevo ancora in mano il mio sguardo si è incrociato con quello della commerciante, e prima che iniziassi a parlare mi ha detto: “lo prenda,è un piccolo dono per le feste”. Sorriso e pianto mi hanno fatto compagnia per tutto il resto della giornata. Non sono più uscita. Sonia

  28. Voglio precisare che ho utilizzato lo stesso commento anche su altro giornale online. Anche lui, ha riportato l’episodio della Signora di Reggio Emilia che la sera dell’antivigilia dell’ultimo dell’anno si è appropriata di una maglia di lana in un negozio del centro per ripararsi dal freddo. Sonia

  29. Come si può, davanti ad eventi del genere, rimanere indifferenti senza farsi invadere da dubbi o da sensazioni d’impotenza? Praticamente impossibile… Apprezzo la tua analisi caro Angelo, anche se mi sarebbe tanto piaciuto che la “solitudine” della signora venisse cancellata immediatamente dalle persone che le stavano intorno senza trovarci a dover fare delle analisi a posteriori. Avrei sperato che tra i tanti presenti fossero immediatamente spuntate delle mani con i pochi quattrini necessari per chiudere subito quella tragedia individuale. E invece no! Ci ritroviamo a perseverare in quell’umiliazione sicuramente non meritata. Stiamo cercando colpe e colpevoli, ma sta di fatto che nessuna, tra le tante mani, si è fatta avanti…questa è la vera tragedia! Non voglio ipotizzare cause socio-politiche, né tantomeno antropologiche, ma invito nel perseverare a cercare, nella nostra storia, nella nostra cultura e nelle nostre radici, che troppo facilmente dimentichiamo. Caro Angelo sappi che esiste un percorso, difficile e impegnativo, solare, attivo, spirituale, razionale. Richiede uno sforzo personale costruttivo su noi stessi. A volte è anche violento, ma ci consente di superare prove difficili, di porci costantemente in gioco, di abdicare il nostro orgoglio. E’ una via tollerante, aperta alla trasformazione…e ci può far cambiare opinione senza per questo farci sentire umiliati o deboli. Se scegliamo questa strada, la benevola e distratta pratica dell’elemosina e della carità, diventerà solidarietà. Se io miglioro me stesso, se scopro la mia parte spirituale, la mia intelligenza, il mio potere di comprensione diventerà più grande, molto più grande..sapendo bene però che sarà più facile dialogare solo con coloro che hanno fatto il mio stesso “viaggio”, solo con coloro che riescono a “vedere” ciò che vedo io.
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  30. Cara Sonia ho letto la sua toccante testimonianza e mi corre l’obbligo di pregarla dal desistere dal non uscire di casa anche perchè non ritengo sia motivo di vergogna semmai di consolazione per l’atteggiamento assunto dalla commerciante.
    Un mio desiderio sarebbe che più donne partecipassero con i loro commenti e testimonianze a seguito degli articoli di Santoro.
    Il mio desiderio è dovuto al fatto che da sempre considero il mondo delle donne la parte più importante della nostra società grazie alla loro forza nel sostenere nei momenti avversi le debolezze ed i cedimenti di noi uomini in quanto ci siamo autodefiniti “sesso forte” solo per ragioni fisiche ma non di mente, di cuore e d’anima.
    Voi donne combattete continuamente svolgendo il lavoro più difficile del mondo fungendo da ,educatrici,a volte badanti, cuoche ,amministratrici domestiche facendo spesso quadrare bilanci insostenibili ,per tutto ciò mai riconosciute e sostenute adeguatamente dallo stato .
    Se poi la donna svolge anche un’attività ,in aggiunta,non avremo mai abbastanza voce per ringraziarvi.
    Parlando di banche quante volte a noi uomini,presi dal panico,siamo stati sostituiti da voi che con gli occhi lucidi siete andate dal mostro di turno a perorare la causa della famiglia e a sostenerne la posizione; mi permetto di dirlo perchè anche a me è capitato un paio di volte.
    Ecco alcuni dei motivi per cui invoco una vostra maggiore partecipazione in quanto i nostri problemi diventano ovviamente anche i vostri moltiplicati per più volte ,ma molto spesso con la vostra sensibilità,dolcezza,e forza d’animo riuscite a farci rialzare la testa e continuare a combattere.
    Dopo tante parole spesso piene di risentimento nei confronti di certe istituzioni, mi sembrava doveroso plaudire al mondo femminile con il quale noi uomini dobbiamo sentirci onorati di collaborare.Sinceri ed affettuosi saluti ed auguri da Oscar

  31. Ho letto per caso,la notizia che sabato 17 gennaio verrà presentato,alla libreria dell’Arco di Reggio Emilia,il libro “Io so ed ho le prove”.Autore , Vincenzo Imperatore, già manager d’assalto di primari istituti diScredito Italiani.Personalmente avrei titolato il libro “Diario di un bruto” ,anche perchè per sua stessa ammissione si definisce un funzionario perfettamente integrato nel discutibile sistema bancario. Mi sono andato a leggere i commenti di diverse persone datati 15.10.2014 ed assicuro che non vi è nulla di lusinghiero in proposito.In tanti hanno definito il suo libro una sorta di pentitismo fuori luogo.Una signora addirittura ,scrisse che avrebbe preferito ascoltare le obiezioni di Vincenzo Imperatore quando ancora era un funzionario di banca.In quel caso si che il suo ravvedimento sarebbe stato credibile!!! Ora questo libro che vuole passare per denuncia appare più un “Manuale per giovani marmotte”.desiderose di emulare le gesta del grande maestro che , si sussurra abbia lasciato tanti poveri clienti “sanguinanti” in mezzo alla strada.
    Nulla contro la persona , ma questi pentimenti postumi in favore dei correntisti, secondo me non hanno sincerità.L’unica azione che potrei accettare è quella che il sig.Imperatore, devolva i proventi del libro a favore di una Associazione di volontariato.Scelga lui! E poi la cosa più importante, fondamentale direi, se ha le “prove” di misfatti commessi da banche con cui lui stesso ha collaborato, che li denunci agli organi competenti.

  32. Se vi sono debitori che” giocano” a piacimento è affare loro ed attiene alla loro coscienza di persone sconsiderate.La platea di sofferenti sostenuta da Santoro è ben altra cosa.Si tratta di piccole attività le quali ,fagocitate da una crisi d mercato che ormai si è consolidata in modo drammatico,si rivolgono alle banche con nuovi progetti atti a diversificare la propria produzione per potere rientrare in gioco e non essere costretti a licenziare o ad utilizzare i vari ammortizzatori sociali che sono comunque un costo pesante per la comunità.A questo punto la banca di turno di fronte ,come dicevo, ad un progetto anche dettagliato, dopo le prime quattro parole del cliente rispondono di no in quanto la posizione è sofferente quindi la fantomatica e sempre sconosciuta “direzione” nega categoricamente supporto alla nuova iniziativa,al chè il piccolo responsabile d’agenzia, in modo gentile ma non sempre, ti propone di andartene e magari con l’intimazione di rientrare in tempi brevi delle tue esposizioni.Non si valuta più ,come un tempo ,la persona con la sua volontà,l’impegno a lavorare sempre meglio per risolvere situazioni di lavoro venuto a meno per responsabilità di altri,non si tiene minimamente conto delle qualità tecniche di quell’aziendina che magari era eccellenza nel suo settore,eccellenza raggiunta con grandi sacrifici.Le uniche cose che valgono sono patrimoni ed eventuali fideiussori particolarmente solvibili e graditi all’istituto.In questo modo sono state bloccate tantissime iniziative oltre a distruggere coloro che in questi nuovi progetti hanno lavorato anima e corpo.Il presidente del consiglio disse che ci vuole iniziativa, fantasia ed innovazione ,allora a questo punto rilevo un pesante discrimine in quanto questa indicazioni valgono solo per coloro i quali hanno mezzi sufficienti per partire con risultati che poi sono tutti in divenire come e quanto quelli degli imprenditori sopracitati i quali se non altro un grande capitale lo possiedono ,esperienza lavorativa ed una volontà di ferro.Per finire le banche sarebbero quantomeno tenute ad operare dei distinguo tra debitori e debitori, se ne fossero capaci,ma non lo credo possibile.

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