domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Angelo Santoro:
La banca e il “fascino” di Caino
Pubblicato il 03-01-2015


Non ho mai chiesto alla mamma ed al papà perché a me ed a mio fratello ci avessero dato il nome di Caino ed Abele. Eppure non siamo gemelli, non siamo nemmeno ebrei; siamo nati a ridosso del terzo millennio, ed il nostro cognome è veneto: Furlan.

I mie pensieri confusi bisticciano tra loro mentre sono davanti al caminetto spento della cascina che mi hanno lasciato i genitori (mio fratello Caino era stato liquidato con i pochi contanti che avevano perché a lui non è mai piaciuta la campagna). Ho portato avanti la piccola stalla lavorando sodo, la mia è stata una vita operosa e rispettosa, e mai un debito! Poi la crisi, il latte che non riuscivo più a vendere ed, alla fine, ho ipotecato il podere. Per essere puntuale con i pagamenti ho ridotto pure le mie razioni alimentari, poi non c’è l’ho più fatta, ho saltato un paio di scadenze. Ed ecco che il marchio dell’infamia e della vergogna è piombato sul mio nome puntuale come la morte. La banca non mi ha nemmeno dato il tempo di respirare, di vendere il bestiame, o la stalla, comunque tutto quel poco che possedevo; per onorare il mio debito, pensate, avrei ceduto pure un rene. Macché, neanche un’ora di proroga e, a d’un tratto, dopo una vita condotta da galantuomo, sono finito nell’inferno della centrale rischi: un dannato insomma!!!

La mia fedina penale è immacolata, mai nemmeno una multa per divieto di sosta; eppure per il sistema bancario è come se io, Abele Furlan, fossi un truffatore, un ladro, quasi un assassino. Questo stavo raccontando a mio fratello Caino, mentre sedeva accanto a me dentro il suo cappotto foderato di pelliccia davanti al camino spento. Ricordavamo, insieme, quando davanti al fuoco scoppiettante aspettavamo che le castagne si arrostissero, ed il profumo di polenta che la mamma stava cucinando ci faceva venire sempre l’acquolina in bocca, tempi andati!

caino e abelePoi, come per incanto, ho chiesto a Caino da dove venisse tutto quel lusso che aveva addosso. Mio fratello mi ha guardato, e poi ha iniziato a raccontarmi tutto cominciando dalla fine. Era venuto a trovarmi in quanto chiamato dal direttore della mia banca, che da sempre subisce il “fascino” di Caino, perché potesse risolvere il mio pasticcio. Non riuscivo a capacitarmi. Caino era uscito da poco dalla prigione, e non era neanche la prima volta che finiva dentro per reati, tra l’altro, contro il patrimonio dello Stato, con una fedina penale lunga come la Mestre-Venezia. Al mio sconcerto mi ha preso la mano ed iniziato a raccontarmi come funzionano le cose, e soprattutto del perché le banche se ne fottono del tuo certificato penale: i quattrini non puzzano!  

Una cosa di questa storia, però, accomuna i due fratelli, e cioè che le banche se ne fregano sia dell’uno che dell’altro. Nella sostanza le banche sono diventate insofferenti alla clientela ordinaria, quella che un tempo il direttore di filiale curava con particolare attenzione. Infatti, faceva investire, con i piedi ben piantati in terra, i pochi risparmi del benestante ed aiutava a crescere ma a non indebitarsi troppo la piccola impresa o il commerciante. Insomma, il suo, quello del direttore, era un lavoro a tempo pieno e, come il prete, la maestra ed il maresciallo dei Carabinieri, anche la sua era una missione destinata allo sviluppo del territorio, per il bene della comunità. Oggi le banche giocano una partita interstellare. Per loro stesse, l’ambizione è quella di conquistare l’intero universo: gli istituti di credito vogliono espropriare la casa di Dio!!! Ma cosa volete che gli interessi il piagnucolio del poveraccio che non riesce a pagare la rata del mutuo, o peggio, perché ancora più rompiscatole, del risparmiatore che gli arriva in filiale all’improvviso per lamentarsi che il suo gruzzoletto rende poco! Badate che qui non parliamo di qualche migliaio di euro. No, buttano fuori a calci nelle terga anche chi deposita parecchie decine di migliaia di euro! Credo che le nostre banche debbano tornare velocemente sotto il controllo dello Stato Italiano; e la Banca d’Italia deve tornare a quell’eccellenza che Guido Carli ha rappresentato con orgoglio ed autorevolezza, per tutti noi, Caino e Abele inclusi! Fiorito, Fiorani, Fazio, Ricucci & C. mandiamoli alla Cayenna per davvero.

Mi viene quindi un dubbio: perché le banche si comportano con tanta supponenza?!? Semplice. Per “decreto reale” ogni cittadino italiano deve servirsi di un istituto di credito, per qualsiasi operazione egli debba effettuare. Hai un figlio che va all’università? Dovrai pagare la retta a mezzo “quella” banca specifica. Quindi se non è della tua città fai il pieno di benzina e giri come uno scemo fino a che non trovi la filiale indicata, altrimenti cacciano a pedate il tuo ragazzo dalla scuola! Se poi ci aggiungiamo le spese che addebitano arbitrariamente sui nostri conti correnti, il gioco è fatto: sono arcimiliardarie, ste’ banche!!! Cosa gliene frega, quindi, di penare con i clienti rompiscatole, ricchi o poveri che siano. La prova è che gli Schettino delle “plance di comando” non hanno a tutelare manco i loro impiegati, non li stimano, non li considerano, non gliene importa nulla delle loro lunghe esperienze con il pubblico; e se ne fregano anche quando i collaboratori più solerti li avvisano che quel tal bottegaio è scontento: ma chi se ne frega, si sentono rispondere dal funzionario “ariano” di turno!!! La considerazione che hanno dei loro stessi impiegati è talmente “alta” che gli fanno vendere palestre, tablet, iPhone, stufe, biciclette e presto, sempre per obbligo di legge, pure i protettori del pisello, come nei bagni degli Autogrill sull’autostrada. Il nostro futuro è tutto lì, nei distributori automatici dei preservativi profumati, che troveremo, da qui a poco, nelle filiali di banca, magari con un fascinoso ed intrigante Caino che ne spiegherà tutti i vantaggi.

Angelo Santoro

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Commenti all'articolo
  1. Un articolo che strappa un amaro sorriso con un groppo alla gola.
    Confesso che come Abele anch’io ho pensato alcune volte di donare un rene ,gli unici organi sani in me,ma è stato detto che non si può e mi sarei trovato davanti ad un magistrato il che è ben peggio della donazione in se, quindi ho soprasseduto a tale possibilità che mi avrebbe permesso di aiutare un mio simile a vivere meglio o sopravvivere ed a me risolvere alcuni problemi e comunque vivere ugualmente in modo decente.
    Bravo l’articolo è un vero compendio di quanto scritto e detto da Lei fino ad oggi.

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    Questo commento è inattendibile perché proviene da una medesima fonte che ha postato altri commenti su questo tema, ma con identità diverse.
    Si prega vivamente di non tradire la fiducia dei lettori assumendo identità artefatte.
    Si rammenta che la direzione di questo giornale non può garantire l’autenticità dei commenti.

  2. Mi piacerebbe che qualche istituto di statistica qualificato verificasse la percentuale di Caino rispetto agli Abele presenti nel mondo.
    L’associazione nessuno tocchi Caino sarà forse composta da personaggi come il buon Don Mazzi il quale si picca di trovare nei vari Caino uno spicchio di bontà che serva alla loro redenzione, ma mi chiedo nel frattempo tutta la loro parte cattiva quante vittime potrà ancora fare sugli Abele spesso vittime inconsapevoli senza che vi sia nessuno a proteggerli?

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  3. Caro Santoro, come da lei descritto la storia dell’uomo si ripete. I buoni, gli onesti, gli altruisti inevitabilmente sono destinati a soccombere contro i Caino o i cani di qualche potere forte. Una volta erano i regimi totalitari, oggi sono i potenti che controllano il sistema bancario e finanziario. Poco importa come siano arrivati a possedere tanta ricchezza. Nessuno controlla. Nessuno vuole sapere chi li ha alimentati e da chi sono diretti. L’importante peró é che ci rendano sempre più la vita difficile. Ci stanno riuscendo benissimo.

  4. Lavoro in banca da 25 anni, ho iniziato come fattorino, poi impiegato ed infine cassiere. Un rapporto con la clientela da prima linea che oggi viene sfruttato per suggerire acquisti “fregatura”, come gli iPad comperati con finanziamenti usurai. Ma cosa devo fare se non ubbidire all’ultimo ragazzetto arrivato a darmi ordini?? In famiglia lavoro solo io!!! Mauro
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  5. Caro Mauro nessuno credo se la prenda con impiegati come lei che magari in 25 anni ha anche aiutato i clienti sofferenti ad ingoiare le pillole amare preparate da un sistema bancario criminoso i cui grandi timonieri forse non sono da lei nemmeno conosciuti:
    Chi tiene famiglia purtroppo deve agganciarsi alla vita come meglio può. Oscar

  6. Per Mauro.
    Non ritengo lei sia un Caino magari mi piace pensare che lei sia uno sottoposto,stipendio a parte, alle vessazioni dei veri “Caino” di turno.

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  7. Egregio dottor Santoro, ho sentito parlare di lei ma non avevo ancora letto un suo articolo. Devo confessarle che quando ho finito di leggere questa storia dei fratelli Furlan (cognome di fantasia o non) ho pensato che lei, con poesia e delicatezza, riesce a descrivere un mondo attuale fatto di soprusi compiuti a danno delle brave persone. Un mondo che ci piacerebbe nascesse da un’invenzione letteraria, ma che invece, purtroppo, è reale. Perché lei lo capisce, ed invece quelli che dovrebbero e potrebbero fare qualcosa non fanno nulla?

  8. Egregio Santoro, quello che descrive mi calza a pennello. Hanno buttato la mia persona negli inferi della Centrale Rischi per una richiesta improvvisa di rientro da un finanziamento concesso. Ma non gli bastava. Hanno, subito dopo, fatto la medesima cosa ai miei figli, e senza alcun giustificato motivo. La loro sola colpa é che portavano il mio stesso cognome. Risultato: siamo in tre persone del medesimo nucleo familiare che non possono più accedere ad alcun istituto di credito. Nemmeno la banca delle Poste Italiane ci vuole. Che facciamo per andare avanti? Ce lo dica lei …

  9. Tutto é possibile se decidi di lasciare la retta via. Io, però, voglio morire povero ma sereno di non aver commesso nulla di male in vita. Sono i cattivi (che in questo caso s’identificano con i potenti della finanza e con chi permette loro di delinquere) che devono vergognarsi e sparire. Compresi i Caino.

  10. Con grande tristezza debbo mio malgrado rilevare che da tempo mancano i nomi che da mesi hanno accompagnato con bellissimi commenti gli articoli del Dr.Santoro.
    Forse perchè gli amici ,per necessità, di ieri non sono più gli amici di oggi e di domani? Forse perchè queste persone hanno trovato altre strade come soluzione ai loro problemi e non sono più interessati a quanto scrive Santoro il quale tenacemente tiene ben stretto tra i denti l’osso all’origine dei guai di tanti?
    Certo è che sotto la voce solidarietà rimaniamo sempre in meno a resistere ed opporci.
    Probabilmente in diversi di coloro che hanno commentato lasciando indirizzi mail facendo sfoggio di sapienza procedurale proponevano consulenze ,a pagamento , atte forse a risolvere problemi personali non tenendo conto che molti di noi non ha nemmeno la possibilità economica che gli consenta di suonare al campanello dell’ufficio di avvocati o commercialisti.
    Il risultato finale è quello di lasciare i poveracci a cuocere a bagno maria per tutta la vita senza avere nemmeno la soddisfazione di dialogare alla pari con i compagni di sventura.
    La mia situazione, ad esempio, sono stato tentato di raccontarla con dovizia di particolari, ma non lo farò mai in quanto ritengo non serva a nessuno e probabilmente,anzi ne sono certo, non farebbe altro che ridurre ancora di più la partecipazione dei lettori ai commenti.
    Ciò che penso in realtà che siamo arrivati al punto in cui valga sempre di più il detto “ognuno per se e Dio per tutti”,ormai siamo diventati tutti dei piccoli coltivatori diretti i quali al di fuori del proprio orticello non sappiamo e non vogliamo andare.
    Vengo assalito sempre di più dal cosi detto”magone” pensando a bambini,donne,uomini e vecchi che grazie a questo evidente disinteresse avranno a patire le classiche pene dell’inferno.
    Troppo spazio si spreca nell’elogiare,nel riportare fatti storici,nel proporre consulenze e non nel realizzare civilmente una opposizione decisa a chi ha creato una situazione insostenibile,tenendo particolarmente conto che siamo ben condotti da una persona che ha fatto dei nostri problemi un suo problema e non sostenerlo appare come una colpa imperdonabile. Oscar

  11. Dove sono finiti i nomi dei commentatori noti da mesi ed ora scomparsi? Sarei felice per loro che avessero risolto i loro problemi ,però mi manca la partecipazione e la fedeltà al lavoro di Santoro quale nostro paladino.Oscar

  12. E’ ora di finirla di fare chiacchiere inutili ,complimenti,inserimenti nei commenti per strappare consulenze,riferimenti storici che a poco servono nel nostro caso se non a fare sfoggio di cultura non richiesta.
    Ritengo sia giunto il momento di far capire ai politici o presunti tali che è giunto il momento di ascoltarci e dare corso ad azioni virtuose e non solo ad uso campagne elettorali.Badate bene che l’assenteismo elettorale appena verificatosi alle ultime regionali potrebbe diventare ben maggiore se non un rifiuto al voto davanti ai seggi la qual cosa sarebbe una tragedia che porterebbe veramente a farsi molto male.
    Quanti milioni di parole stupide e prive di buon senso vengono pronunciate da questi “signori” e riportate dai media che altro non fanno che produrre sensazioni di disgusto nella cittadinanza.
    Si dice che manca il lavoro quando si sa benissimo che si lavorerebbe per anni per ripristinare questo meraviglioso paese triturato negli anni da quei mascalzoni che ancora vengono lasciati circolare per i palazzi come se nulla avessero commesso.
    E’ una situazione indecorosa fatta solo di piccole e meschine lotte di potere che sciolgono la vera politica ormai inesistente in mille rivoli maleodoranti atti solo a creare destabilizzazione sociale.
    Stiamo sentendo da ormai otto anni che tra un anno forse due le cose cominceranno a migliorare lo auguro di vero cuore in caso contrario guai ve ne saranno per tutti e certamente non dipendenti dalla nostra volontà:

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  13. Bell’articolo, lettura gradevole che, purtroppo lascia un po’ di amaro in bocca.
    Ho passato l’articolo ad amici bancari che ben avevano conosciuto Fiorani.
    La lettura mi ha ricordato un nuovo proverbio, che gira in questi giorni sul web.
    Gli onesti sono dei disadattati sociali.
    Speriamo di ritornare nella normalità

  14. Battaglie coraggiose, dure, sempre schierato dalla parte del più debole; come l’ultima riassunta nel suo libro denuncia “Istituti diScredito” appena presentato nella Sala degli Atti Parlamentari del Senato. La seguo, condivido, e apprezzo le sue iniziative sociali. Con stima. Claudio

  15. In un mondo che giudica, critica, si schiera da una parte o dall’altra, spesso cambia maglia tra il primo e il secondo tempo, ci vuole semplicità e coraggio per denunciare certe cose in maniera così netta. Apprezzo quello che scrive. Fabrizio

  16. Credo che dovremo abituarci a storie come quest’ultima, stanno diventando sempre più frequenti. Siamo un Paese che saprà reagire a questa epidemia, abbiamo gli anticorpi per combattere e debellare l’epidemia ma dobbiamo cambiare tutta la nostra classe dirigente bancaria. Ovvio, fatta qualche eccezione! Luigi
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    Si prega vivamente di non tradire la fiducia dei lettori assumendo identità artefatte.
    Si rammenta che la direzione di questo giornale non può garantire l’autenticità dei commenti.

  17. Caino, doveva essere fermato all’uscita della filiale dell’Istituto di Credito, solo che il solerte direttore dopo essersi fatto restituire i soldi che gli doveva Abele, nonostante avesse intuito la provenienza illecita dei quattrini ha pensato bene di non denunciare il fatto. Chi esercita questo lavoro dovrà pur prendere le misure con questi episodi, perché quanto accaduto sarà sempre più frequente. Non possiamo rompere i coglioni all’Arma dei Carabinieri per i furti di pane, e non chiamarli per delitti così gravi! La banca, invece, addirittura promuove Caino, e lo elevata rango di promotore scientifico di preservativi profumati. Giuseppe

  18. Un giorno in una trasmissione ho ascoltato questa narrazione.
    Tutta l’umanità è figlia di Caino in quanto Abele, non avendo alla sua morte avuto ancora dei figli, apparteniamo come conseguenza alla generazione di Caino.
    Se il Bene viene rappresentato da Abele e il Male da Caino dovremmo dedurne che tutte le cose di questo mondo sono sotto il dominio del Male. Come ancora di salvezza potremmo a questo punto affidarci al concetto della Religione Cristiana che ha affidato alla venuta di Gesù Cristo la missione di redimere l’umanità dal peccato originale, ivi compreso quello di Caino, e attraverso il Suo Vangelo indicarci come combattere il Male. Io sono un cristiano ma non desidero in questo momento utilizzare un fondamento della mia Fede per la vicenda di una realtà umana che Lei ha raffigurato in modo impeccabile. Come cristiano dò a Dio quel che è di Dio e come socialista a Cesare quel che è di Cesare. Per me Cesare è la nostra Repubblica e il suo Vangelo è la nostra Costituzione, in cui sono contenuti i valori dell’Umanesimo cristiano e socialista. La grande amarezza di noi Socialisti è che non disponiamo più in Italia di una Sinistra in grado di farsi carico dei più deboli, di combattere le disuguaglianze sociali, di consentire che si affermi la dignità di ogni donna ed ogni uomo che proviene dal diritto al Lavoro. In una Società veramente socialista, Abele verrebbe tutelato nei confronti di Caino ed è per questo che non rinunciamo ad essere socialisti e a batterci perché i suoi valori possano tornare a riaffermarsi nel nostro Paese.
    Dottor Santoro la ringrazio per la sua collaborazione e gradisca il mio abbraccio fraterno.
    Nicola Olanda

  19. Egr. Sig.Olanda Ho letto con immenso piacere il suo commento e le assicuro che mi trova con lei d’accordo in particolare nella parte finale che è quella che più ci tocca da vicino.
    Mi sento in dovere di ringraziarla e di sentirmi onorato ,come modestissimo commentatore che dice sempre e comunque ciò che pensa,di leggerla sotto gli articoli del Dr.Santoro.Mi auguro infine di potere godere del suo pensiero ancora in questo spazio dove la disperazione ma anche la speranza la fanno da padrone.,.
    Cordialmente .Oscar

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