martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Daniele Leoni:
una donna al Quirinale
Pubblicato il 26-01-2015


Lo sapevo, due anni fa, che avrebbero riconfermato Giorgio Napolitano. L’avevo detto con parecchi mesi di anticipo, e anche scritto a Valerio Tura, il mio amico di Bologna, manager di talenti musicali, di vecchia fede comunista, sconfortato per la lacerazione del suo Partito Democratico. Poi, arrivati al dunque quel 18 Aprile 2013, animato da irriducibile pacifismo, mi sforzavo di trovare i lati positivi dei possibili eletti: Prodi, Amato, Rodotà, Marini, poi di nuovo Prodi. Ma con scarso entusiasmo.

Sì, ognuno di loro sarebbe potuto essere un bravo Presidente della Repubblica anche perché, in politica diversamente che in natura, la funzione crea l’organo! Ma il momento era grave e il Paese aveva bisogno di un grande Presidente. Poi uscì la candidatura di Annamaria Cancellieri. Fui letteralmente folgorato da quel nome: una donna matura, con enorme esperienza professionale nelle istituzioni e con un buon senso più unico che raro. Mi apparve come una di quelle donne dell’alba dell’umanità che, in tempi di carestia, mettevano al lavoro i guerrieri a coltivare i campi e ad allevare il bestiame. Una donna che però non dimenticava la necessità dei turni di guardia con le armi, pronte all’uso, per difendere il villaggio in caso di attacco nemico. A Bologna è ben conosciuta Anna Maria Cancellieri per aver guidato la città come Commissario Prefettizio dopo la gestione tiepida del sindaco, Sergio Cofferati e la cacciata, voluta da una dirigenza di novelli Savonarola, del neo-eletto sindaco, Flavio Delbono.

Un anno di commissariamento del Comune di Anna Maria Cancellieri e Bologna risorse, le rivalità e le guerre intestine si azzerarono, la città si è preparò, con calma, a nuove elezioni e il professor Delbono tornò a insegnare all’Università dove non è ancora peccato fare il filo a una sottana. Alla guida del Comune venne poi eletto sindaco, Virginio Merola, del Partito Democratico, attualmente in carica.

Anch’io, come tanti socialisti, vorrei una donna Presidente della Repubblica. La vedrei bene perché sono convinto che le donne siano diverse dagli uomini. Che abbiamo qualità tipicamente femminili come gli uomini hanno qualità tipicamente maschili. L’uomo è cacciatore, guerriero, inventore, scopritore. La donna invece è madre, tessitrice, custode della casa e produttrice del cibo. Proprio per queste caratteristiche femminili le comunità più avanzate della nostra storia erano governate da donne. Non a caso i capi uomini partivano per la guerra oppure andavano alla scoperta di nuovo territori lasciando alle donne la cura delle città. Negli ultimi secoli i ruoli si sono mescolati e le donne hanno applicato le loro attitudini femminili in ambiti come la caccia, la guerra, l’invenzione e la scoperta. E’ accaduto anche il contrario così che la moderna società tecnologica, d’impronta tipicamente femminile, risente costantemente dell’invenzione e dell’avventura che sono tipiche del maschio. Nel corso dei prossimi secoli probabilmente l’evoluzione culturale, più veloce di quella biologica, mescolerà definitivamente le caratteristiche maschili e quelle femminili in una sintesi creatrice che consentirà all’umanità di governare i processi dell’intelligenza artificiale (di matrice femminile) e della colonizzazione dello spazio (di matrice maschile). Di governarli e di dominarli. Ma tornando ad Annamaria Cancellieri Presidente della Repubblica, ho già detto di quando fu Commissario a Bologna. Aggiungo che, alla scadenza delle elezioni, furono molti a proporle la candidatura a sindaco, da destra e da sinistra.

Lei, da brava servitrice dello Stato, declinò l’invito e si ritirò in silenzio. Poi, qualche mese dopo, fu nominata Ministro dell’Interno nel governo Monti. Fu un grande ministro che si distinse nella lotta alla criminalità organizzata arrivando perfino a sciogliere, per infiltrazioni mafiose, il comune di Reggio Calabria. Ma Annamaria Cancellieri fu tutt’altro che uno sbirro: fu profondamente giusta, spesso inflessibile, ma anche cauta ed eminentemente umana. La sua grande umanità le costò un violento attacco nel successivo incarico alla Giustizia del governo Letta. Dedicava molto del suo tempo di ministro a rispondere agli appelli dei cittadini colpiti dall’iniquità della nostra macchina giudiziaria per trovare dei rimedi ai singoli casi ma soprattutto per capire bene quale fosse la strada della riforma migliore.

Emblematica la testimonianza di Ilaria Chucchi: ” … se fosse stato ministro lei, ed avesse saputo delle condizioni di mio fratello oggi, forse, non esisterebbe il caso Cucchi. Stefano, forse, sarebbe con noi”. Così capitò che Giulia Ligresti, amica di vecchia data di Annamaria Cancellieri, subì un provvedimento di custodia cautelare in carcere, in attesa di giudizio, su una vicenda amministrativa. L’amica era in condizioni di salute incompatibili col carcere e il ministro sollecitò il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a fare velocemente le verifiche del caso, verifiche che successivamente portarono agli arresti domiciliari. Il ministro non lasciò l’amica al suo destino, come dettato da un aberrante concetto di opportunità, ma intervenne nei limiti della legge. Così stabilì il successivo dibattito e la rinnovata fiducia del Parlamento.

Ho risposto al sondaggio del Psi, presentato con una bella immagine di Anna Kuliscioff nel cielo del Quirinale, e ho votato per Annamaria Cancellieri. Sarei egualmente contento se la scelta cadesse su Emma Bonino però piacerebbe a me e scontenterebbe molti altri. Mi piacerebbe anche Roberta Pinotti, ma è meglio che continui a fare il ministro della Difesa (se, mentre un tempo si chiamava ministero della Guerra, oggi è diventato Difesa, lo si deve all’influenza delle donne!).

So che di fronte a noi ci sono sfide immani: le minacce del califfato islamico, l’aleggiare sinistro del “contagio del male” che, secondo Primo Levi, è lungi dall’essere debellato. So che molti uomini, animati dalle migliori intenzioni, hanno agito da sprovveduti come il progressista Tony Blair che ha contribuito al disastro in Iraq per troppa fede filoamericana. Meglio Federica Mogherini non disattenta alle ragioni di Putin. Qualche volta, di notte, scorgo il puntino luminoso della Stazione Spaziale che si muove veloce fra le stelle. Penso al Capitano della nostra Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti che ha realizzato il sogno della sua vita facendo l’astronauta, giocando cioè al più globalizzato dei giochi di pace.

Daniele Leoni

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Commenti all'articolo
  1. Straordinaria descrizione sul ruolo e le capacità della Donna nella storia dell’Umanità. Concordo con te anche perché ho quattro donne in famiglia che ne sono la testimonianza. Sull’ombra che i media hanno imputato alla Cancellieri per avere prestato ascolto alle richieste di aiuto della moglie di Ligresti hai giustamente evidenziato che questo interessamento obbediva all’indole umanitaria della Cancellieri.
    Un socialista di grande spessore politico e culturale recentemente mi ha detto che in politica come nella vita, chi non difende gli amici prima o poi rimane senza amici. Per la Presidenza della Repubblica l’accordo sul nome penso sia stato già raggiunto tra Renzi e Berlusconi altrimenti non sarebbe giustificabile rimandare alla quarta votazione il pronunciamento sulla scelta del candidato.
    Non ho riserve sulla Cancellieri ma sull’Avanti ho invitato a votare per la Bonino. Non solo per un voto di bandiera, ma anche per un’indicazione politica dei Socialisti a supporto dei valori che con le lotte sui diritti civili con Emma abbiamo condiviso e per un segno di vicinanza che non vogliamo fargli mancare in questa sua ennesima sfida.
    Colgo l’occasione per dirti che sul Ponte di Messina sono d’accordo con te.
    Ciao e spero di poterci vedere a Ravenna
    Nicola Olanda

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