giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Leonardo Uba:
Un ricordo del Psi ferrarese
a Bettino Craxi
Pubblicato il 19-01-2015


Ci sono persone che, solo nominandole, fanno colpo nel segno. Bettino Craxi è una di queste. Di certo, la realtà storica che lo accompagnò fino agli ultimi giorni di vita, non gli risparmiò dure critiche, che sfociarono in un accanito odio umano, prima che politico. Non c’erano, allora, due squadre contrapposte, bensì due schieramenti ben distinti: gli anti-Craxi e Craxi, che si trovava da solo a difendere un sistema, di cui il Psi era solo una briciola.

Ma questo è un discorso già affrontato, e che i socialisti non si siano mai vergognati di ritenersi tali non è una novità.  Con questa lettera non si vuole dare una visione rivisitata della storia, ma si auspica una quiete post tempesta, che inviti persone e personaggi a una riflessione più obiettiva, che esuli da interpretazioni forzate, e che si possa sintetizzare con la massima ungarettiana: “cessate di uccidere i morti”. Vogliamo ricordare questo giorno come la morte di un sistema, che ha avuto modo di trovare ogni sua scusante in una persona sola, che credeva in un Paese e nelle sue potenzialità, che da primo ministro ha portato l’Italia nella classifica delle prime cinque potenze mondiali, che ha ricoperto il ruolo di Consigliere Speciale per lo sviluppo e il consolidamento per la pace e della sicurezza dell’Onu, per risolvere conflitti internazionali di alta tensione politica, che ha fondato e costruito il Partito Socialista Europeo…

E tanto altro. Bettino, per i socialisti di oggi e di ieri, è stato una speranza, una risorsa, un amico prima che un leader. Vogliamo ricordare questo giorno in onore di quei compagni socialisti che, come ci ricorda il caro Ugo Intini, hanno regalato anima e corpo all’attività di partito, senza chiedere o avere nulla in cambio, soltanto per passione politica, e che sono stati trattati come ladri da chi non ha mai regalato una sola ora del proprio tempo.

Leonardo Uba

(segretario comunale Psi Ferrara)

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Commenti all'articolo
  1. L’etichetta di “ladri” ’hanno voluta cucircela addosso coloro, intesi come esponenti di partito, che dividevano i socialisti in “buoni” e “cattivi” a seconda che stessero o meno dalla loro parte – e ciò è avvenuto anche prima di tangentopoli – coloro cioè che dopo quegli anni volevano farci sentire in colpa, probabilmente al fine di “addomesticarci” e portarci dalla loro parte, contando forse in una sorta di “sindrome di Stoccolma”.

    E forse qualcuno tra noi c’è anche cascato, ma a tali “accusatori” io ho sempre opposto e portato ad esempio le tante figure dei “nostri”, dei quali avrei potuto fare un lungo elenco di nomi, che “hanno regalato anima e corpo all’attività di partito, senza chiedere o avere nulla in cambio, soltanto per passione politica…”, come dice appunto l’Autore, e mi auguro che prima o poi questa “verità” salti fuori, per riscattare quantomeno il loro disinteressato impegno, anche se i giovani di oggi non li hanno conosciuti o non possono ricordarseli, per ragione di età.

    Paolo B. 21.01.2015

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