sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Guidetti:
intestiamo una via a Bettino Craxi
Pubblicato il 15-01-2015


Il 19 gennaio saranno trascorsi ormai quindici anni dalla morte di Bettino Craxi e molta acqua è passata sotto i ponti. Ormai tutti (o quasi) lo giudicano uno statista italiano e un uomo politico dprim’ordine e invece quindici anni fa era valutato un corrotto che si era sottratto alla giustizia italiana.

Ogni epoca ha il suo tribunale. Quello dello storia finirà definitivamente per porre Bettino Craxi tra gli uomini politici italiani e i presidenti del Consiglio migliori, non esente da difetti e anche da colpe, come tutti. Ma sottoposto a indagini e a condanne per un finanziamento illecito che riguardava tutti i partiti della cosiddetta Prima Repubblica, Lui “non poteva non sapere” mentre altri che comunque avevano incamerato finanziamenti illeciti sono usciti indenni perché ”potevano non sapere”!

Mentre oggi i partiti che avevano il compito di fondare un nuovo ordine politico stanno affondando nel mare del carrierismo e dell’opportunismo tra guerre di potere e di clan, noi siamo invece orgogliosi di appartenere ad una storia. Oggi i partiti si vantano di non averne alcuna. Come se fosse possibile essere completamente nuovi e non invece ognuno figlio del proprio passato. Eravamo e siamo orgogliosi di appartenere alla luminosa storia del socialismo riformista e liberale italiano. Di quello che partendo da Turati e Prampolini, (sì Prampolini che era socialista e che nessuno può espropriare alla storia del socialismo reggiano), e arriva fino a Nenni e a Saragat e a Craxi appunto.

Noi, socialisti, abbiamo avuto netta la sensazione nel biennio 1992-94 che ci si dovesse vergognare di aver avuto ragione nella storia. Di avere combattuto la versione autoritaria del socialismo che era appunto il comunismo e di avere proposto l’unica sua versione tuttora viva e vegeta che è quella democratica occidentale.

Noi chiediamo oggi di valutare ancora la proposta di dare a Craxi un segno di ricordo a Reggio Emilia. Non pensiamo di dovere discutere il Craxi uomo, che avrà commesso i suoi errori. Ma Crispi e Giolitti che oggi sono ricordati a Reggio Emilia con importanti intestazioni di vie del centro, sono stati inquisiti e condannati dalle magistrature del loro tempo. E Crispi anche dalla storia dopo le stragi in Africa e le repressioni in Italia. Restano però uomini politici di primo piano al di là delle loro posizioni, delle loro responsabilità ed errori. E che dire di Palmiro Togliatti, la cui certa responsabilità nella eliminazione fisica dell’intero gruppo dirigente del partito operaio polacco è stata certificata da Bocca nel suo vecchio libro.

L’aver avuto problemi con la magistratura non cambia il giudizio sull’uomo politico, e l’aver avuto gravi responsabilità nelle vicende più delicate del Novecento non è stata ragione sufficiente per impedire a uomini politici italiani di ottenere quel che oggi è invece negato a Craxi.

E’ quello che alcuni fanno finta di non capire. Anzi alcuni lo capiscono benissimo. Forse ancora in alcuni c’è la condanna non del Craxi uomo, ma del Craxi politico. Proprio di quell’esponente che invece noi riteniamo fuessenziale per la democrazia e la sinistra italiane. Craxi ha anticipato Blair e ha capito per primo in Europa che la vecchia idea socialista se non è contigua coi valori del liberalismo è spenta. E ha capito per primo che una politica economica senza un patto sociale (ricordate il referendum sulla scala mobile) è monca e iniqua. E che una politica estera contro Israele o contro i palestinesi è folle. Soprattutto per l’Italia. Che Craxi intendeva come una potenza occidentale alleata ma autonoma dagli Stati Uniti, come l’episodio di Sigonella e la condanna dei bombardamenti di Tripoli e Bengasi del 1986 testimoniano. E’ questo Craxi che vogliamo ricordare oggi

Un Craxi che avrebbe avallato lano fly zone ma sicuramente non le operazioni militari in Libia del 2011, bombardamenti che hanno portato alla disgregazione politica di quel paese.Craxiun italiano che non piegò mai il capo dinanzi alle ingiustizie ed alla prepotenza straniera. L’amico di tutti i popoli oppressi dalle dittature, di tutti i popoli che cercano la loro autonomia. La sua venerazione per Garibaldi non era certamente casuale. Amico di Peres ma anche di Arafat, amico di Felipe Gonzales quando il leader socialista spagnolo era in Italia negli anni del franchismo, amico di Mario Soares quando il socialista portoghese era alle prese col salazarismo. Amico e protettore di Jiri Pelikan e dei dissidenti cecoslovacchi, di Solidarnosc  e della resistenza polacca al comunismo. Come degli eredi di Allende e quando si recò in Cile per primo tra i socialisti europei, subito dopo il colpo di stato del settembre del 1973, ebbe accenti di forte commozione.

Vorremmo ricordare questo straordinario uomo politico, senza enfasi ma anche senza dimenticare che venti anni prima, profetizzava quello che è l’Europa oggi. Infatti scriveva: ….sarà in preda alla disoccupazione e alla conflittualità sociale, mentre il governo italiano sarà costretto a rinegoziare i trattati, perché diventati obsoleti e pericolosi”. Craxi pensava sempre al futuro, perché si aggrappava alla speranza di poter tornare nella sua patria da uomo libero. Aveva dedicato al nostro Paese tutta la sua vita, sin dalla più giovane età, e non ha mai accettato di essere trattato come un delinquente comune, considerando quanto gli era accaduto come una vera infamia

Come tutti anche lui commise errori e sottovalutò situazioni e però pagò il prezzo più alto. Anzi fu il solo che pagò un prezzo Molti vogliono invece dimenticare e risponderanno a questo nostro scritto affermando che Craxi era un corrotto, un latitante. Per loro poco importa la sentenza postuma della Corte di Strasburgo che condannò la giustizia italiana per aver violato ripetutamente norme, quelle del Giusto Processo, scolpite nel nostro ordinamento legislativo.  Un morto non ha più diritto alla revisione processuale che avrebbe consentito di ristabilire la verità vera su Bettino Craxi. Oramai solo la politica ed il tribunale della storia potranno scrivere pagine di giustizia. E la storia renderà onore e merito ad un uomo che giace in una tomba, nella nuda terra, nel cimitero cristiano di Hammamet rivolto verso l’amata Italia; sulla tomba la scritta “La mia libertà equivale alla mia vita”.

Mario Guidetti

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Commenti all'articolo
  1. Bellissima rievocazione di Craxi, che come tutti gli uomini d’azione conquistano meriti e commettono errori. Era e rimane storicamente un grande uomo di progresso che si è dovuto misurare e scontrare contro dei grandi blocchi conservatori sia in campo ideologico che su quelli economico e sociale.
    Rappresentando la spinta e l’interprete del cambiamento doveva essere eliminato dal Sistema. Al di fuori di una ristretta cerchia di famigliari e di vecchi compagni, chi ne conosce i meriti non ha però il coraggio di portarli alla luce, e chi potrebbe venirne colpito o privato nei suoi interessi, continua nella sua strategia d’infamia.
    Con grande tristezza ho avvertito, anche in ambienti socialisti, atteggiamenti e dichiarazioni di chi in tal modo voleva estraniarsi da un coinvolgimento nella storia e nelle vicende che con Craxi avevano condiviso.
    Craxi li ha chiamati extraterrestri, la Storia li definisce i voltagabbana.
    Quanti socialisti a livello parlamentare, regionale, comunale, nelle Federazioni e nella Direzione del Partito s’impegnano o sono disposti a battersi per un riconoscimento tangibile come una piazza o una via intestata a Craxi??
    La lingua straniera che conosceva molto bene era il francese e oggi, come nell’editoriale del nostro Direttore, avrebbe potuto gridare “ Je suis socialist ”. Con lo stesso orgoglio gli rispondiamo: “ Aussi moi mom cher compagnon ”
    Fraternamente, Nicola Olanda

  2. Un plauso a Mario Guidetti che non dimentica mai questo anniversario, e mi auguro che la sua incessante proposta di Intitolare una via a Bettino Craxi arrivi a trovare ascolto, vuoi per ricordare la “statura politica” dell’uomo, vuoi perché è stato il simbolo della “autorevolezza” guadagnata allora dal nostro Paese a livello internazionale.

    Paolo B. 16.01.2015

  3. Grazie Compagno Guidetti per la lucida rappresentazione di Bettino, non solo un grande Politico coraggioso della Sinistra Riformista, ma anche un grande Statista di livello Internazionale. Non a caso è stato il rappresentante personale del Segretario Generale dell’ONU incaricato ad affrontare il grande problema dei debiti dei paesi del terzo Mondo, che lui fece con notevole capacità indicando i concreti percorsi per la loro soluzione. E’ stato sacrificato sull’altare del giustizialismo e della facile demagogia cercando di accreditare un periodo criminale quello che in realtà è stato un finanziamento illecito alla politica praticato da tutti e da tutti coloro che hanno presentato e approvato i bilanci dei diversi Partiti in Parlamento consapevoli dei contenuti anomali degli stessi. Giorni orsono abbiamo ricordato con un “Grazie Nenni” e il prossimo 19 gennaio ribadiamo il sentimento con un “Grazie Bettino”.

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