martedì, 21 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
a proposito di ‘je suis socialiste’
Pubblicato il 16-01-2015


Chiunque si iscriva al PSI è consapevole di aver aderito ad un partito che ha alle spalle una lunghissima tradizione ed un glorioso passato. Ritengo che questo dato non vada sottovalutato, tuttavia mi sforzo anche di proiettare il nostro percorso politico in un futuro immediato ed in uno più lontano. Dove vogliamo andare? Quali sono i nostri obiettivi? Mi pongo queste domande perché non mi è affatto chiara la meta e, di conseguenza, ancora più oscuro mi è il percorso che si intende fare. La segreteria Nencini ha deciso di stipulare una sorta di patto federativo con il PD, tuttavia ritengo che non solo a me, ma a molti compagni, non siano per niente chiari i contenuti e gli obiettivi di questa scelta.

Mi chiedo se esso preveda un PSI autonomo e determinato a costruire un consenso crescente nel Paese o se, viceversa, si immagini per esso solo un ruolo di testimonianza o di proposta  su temi specifici. Sarebbe davvero importante chiarire questi aspetti perché, e lo dico senza il minimo piglio polemico, l’esistenza stessa del PSI è ignota alla stragrande maggioranza della popolazione italiana. Ovviamente la situazione in cui ci troviamo non è per nulla semplice. Abbiamo scarsissimi mezzi per divulgare le nostre idee e ci portiamo dietro il marchio infamante che la campagna mediatica di Tangentopoli ci ha affibbiato. Tuttavia, a mio giudizio, la nostra più grande debolezza è la mancanza di chiarezza negli obiettivi e nelle strategie.

Siamo reduci da un ventennio in cui abbiamo sperimentato le più svariate tecniche di sopravvivenza, sono state tentate alleanze di ogni tipo (con i Radicali, con i Verdi, con Vendola, ed oggi col PD), ma questo compulsivo ondeggiare ha solo contribuito ad accrescere la confusione ed ad instillare nella mente dell’elettorato l’idea che fossimo disposti ad allearci con chiunque pur di entrare in Parlamento. Anche l’attuale alleanza con il PD non si discosta da questo schema: abbiamo accettato di entrare nelle liste del PD per un pugno di mosche (leggasi “seggi”). Mi sento di affermare che, se la Segreteria Nazionale del partito è così persuasa del fatto che non vi sia più per noi la possibilità di fare un percorso autonomo, sarebbe preferibile che lo ammettesse e che ne traesse le conseguenze formalizzando l’adesione al PD, dopo aver ovviamente interpellato la base.

Al contrario, se si ritiene, come io personalmente credo ed auspico, che il PSI abbia ancora qualcosa da dire all’Italia, sarebbe bene che si cominciasse a lavorare seriamente ad un partito più forte ed autonomo. A questo proposito, vorrei riproporre alcune proposte che già ho fatto in passato ed aggiungerne altre. Si tratta sia di proposte di carattere organizzativo che di tipo politico ed auspico che tanti altri compagni vogliano fare lo stesso per dare una forte ossatura programmatica al nostro Partito, condizione irrinunciabile perché sempre più italiani vi si avvicinino nuovamente.

PROPOSTE ORGANIZZATIVE:

– estendere la rete dei militanti introducendo la gratuità della tessera al di sotto dei 25 anni ed una rete virtuale di sezioni non comportante costi vivi per i compagni;

– lavorare alla costruzione di una rete di compagni nel mondo del lavoro, del sindacato, della scuola e dell’università. Tale rete dovrebbe avere il duplice compito di raccogliere le istanze provenienti dalla periferia, ritrasmetterle in seno al partito al fine di rimodulare costantemente l’attività politica ed infine divulgare e propagandare le iniziative e le proposte maturate nonché i risultati conseguiti dai compagni operanti nelle Istituzioni;

– potenziare l’Avanti! anche implementando una sezione dedicata ad edizioni locali (anche grazie al lavoro dei famosi “Comitati Regionali”che proprio tu, direttore, hai giustamente proposto alla direzione del Partito e che finora purtroppo non hanno visto la luce), al fine di coinvolgere i compagni che hanno un interesse precipuo per la politica locale in luogo di quella nazionale;

– incrementare i contatti e le relazioni con i Partiti Socialisti all’estero.

L’elezione del senatore Longo è stata la dimostrazione di come il Partito Socialista sia punto di riferimento per tantissimi cittadini all’estero. A tal proposito ritengo che l’adesione del PD al PSE sia stata solo strumentale e non convinta, d’altronde il PD include molti esponenti della tradizione cattolica post democristiana che, per loro stessa ammissione, hanno vissuto con disagio il collocamento del PD nell’area socialista. Per questi motivi, ritengo che, in Italia, solo il PSI sia un interlocutore valido per l’internazionalismo socialista europeo e mondiale;

– rivedere la strategia di comunicazione del PSI, in particolare scegliendo dei cavalli di battaglia da presentare all’opinione pubblica e che rendano l’azione del PSI facilmente individuabile e distinguibile da parte dell’elettorato;

PROPOSTE POLITICHE:

– lavoro ed economia: difesa dei diritti dei lavoratori contro le politiche di precarizzazione del lavoro e di sbilanciamento dei rapporti di lavoro a favore del padronato. Lotta senza quartiere al lavoro nero e battaglia nazionale per la sicurezza del lavoro contro la vergogna del fenomeno delle morti bianche; sostegno alle imprese italiane strozzate dal fisco e dalla crisi economica, se necessario anche con dazi doganali in tutta la comunità Europea per prevenire l’invasione del nostro mercato da parte di prodotti esteri provenienti da Paesi con costi di produzione irrisori derivanti dallo sfruttamento disumano della manodopera e l’utilizzo di materie prime scadenti; blocco delle privatizzazione e conseguente nazionalizzazione o rinazionalizzazione di tutte le infrastrutture di interesse collettivo e strategiche per la Nazione (energia, telecomunicazioni, ferrovie, autostrade), anche al fine di preservare la sicurezza dello Stato;

– giustizia: potenziamento del sistema giudiziario civile e penale, certezza della pena (ma anche reinserimento sociale dell’ex detenuto al termine della stessa), incremento delle pene per reati contro l’incolumità fisica e psichica della persona (inclusi i reati di violenza sessuale, di persecuzione e di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime colpose da sinistro stradale, oggi puniti con pene troppo blande), ma anche per i reati contro la pubblica amministrazione (questi ultimi da sanzionare anche con importanti pene di tipo accessorio, ad esempio di carattere patrimoniale, come la confisca dei beni, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici);

– sanità: difesa della sanità pubblica da ulteriori tagli, vigilanza attenta affinché siano garantiti in tutta la penisola i livelli essenziali di assistenza previsti dalla legge e fortemente minacciati dal federalismo fiscale; stop ai finanziamenti alla sanità privata; avocazione allo Stato dell’intera materia sanitaria al fine di eliminare gli sprechi legati alla frammentazione del sistema a gestione regionale, anche in vista di un’auspicabile abolizione delle Regioni;

– scuola: difesa della scuola pubblica e stop ai finanziamenti alle scuole private, abolizione della parificazione giuridica e riconoscimento del valore legale del titolo di studio solo se conseguito in strutture pubbliche; stabilizzazione dei docenti precari e mantenimento degli scatti stipendiali; difesa della figura del docente e riconoscimento del suo ruolo centrale nella nostra società; difesa e centralità dell’Università pubblica e della ricerca scientifica pubblica, unica capace di garantire terzietà ed obiettività perché non soggetta al ricatto sottile dei finanziatori privati;

– fisco: riduzione massiva del carico fiscale sui cittadini e sulle imprese mediante taglio degli sprechi nella spesa pubblica e potenziamento del contrasto all’evasione fiscale anche mediante confisca dei beni ed introduzione di sanzioni severe anche in ambito penale. Abolizione dell’IMU per rilanciare il settore immobiliare e l’edilizia. Incentivi fiscali a chi investe nelle rinnovabili, nel risparmio energetico e nella creazione di nuovi posti di lavoro, con particolare attenzione alla green economy ed all’internazionalizzazione dei prodotti italiani;

– mezzogiorno: attuazione di una forte politica di investimenti al Sud per colmare il gap ultrastrutturale e per dare una risposta concreta ai livelli inaccettabili di disoccupazione giovanile. Il Sud non è Gomorra! Sarebbe sbagliato negare l’esistenza della criminalità organizzata, ma va detto con forza che essa trova terreno fertile proprio nella condizione di bisogno con cui molte persone devono fare i conti. Su questo lo Stato e la politica hanno responsabilità enormi ed il PSI dovrebbe prendere una posizione forte e netta in merito;

– istituzioni: lotta a qualsiasi forma di autoritarismo e contestuale difesa della sovranità popolare. Lotta senza quartiere al Porcellum-Italicum e a perversi meccanismi di doping politico (come premio alla lista o cose simili… è inammissibile che un partito riscuota il 30% dei consensi e faccia incetta di oltre il 50% dei seggi!). Restituzione del Parlamento agli italiani mediante l’introduzione delle preferenze; a tal proposito il Consiglio Nazionale del nostro Partito ha già recepito la proposta Mucciolo-Del Bue di non avallare in Parlamento il progetto di riforma elettorale proposto dal PD;

– Europa: L’UE non può essere una gabbia capace solo di imporre regole e divieti. Rafforzare la posizione del nostro Paese nei confronti dell’UE pretendendo maggiore libertà di investimento in opere pubbliche per far crescere il Paese, anche sforando i parametri di Maastricht. Condivisione del problema dei migranti che non può gravare solo sull’Italia. Politica estera comune europea ed esercito comune europeo. Lotta al terrorismo ed a chiunque lo supporti in qualsiasi modo, ma anche equilibrio e saggezza nei confronti delle crisi internazionali, in primis il conflitto israelo-palestinese, le questione iraniana, quella coreana e lavoro serrato per un avvicinamento proficuo di Europa e Russia. Contrasto al TTIP e non adesione ad esso perché rischioso per i diritti dei consumatori e delle piccole realtà produttive ad esclusivo vantaggio delle multinazionali (che già oggi godono di un potere enorme).

Queste sono solo alcune proposte, ma quello che ci serve è innanzitutto l’entusiasmo di far ripartire la locomotiva socialista e riprenderci il ruolo centrale che ci spetta nella politica italiana.

Sandro D’Agostino

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Se la presenza di una rappresentanza socialista, sia essa il PSI o altra formazione, è ignota alla stragrande maggioranza della popolazione italiana, io credo che in questo momento politico la principale, se non unica, maniera per segnalare la propria “esistenza” , e rendersi “visibili”, sia quella di assumere posizioni chiare e precise su alcune tematiche divenute “calde”, cioè incombenti e pressanti, concentrarsi cioè su alcuni punti soltanto (anche se questo non fa parte della tradizione socialista, che aveva giustamente una visione a tutto campo delle cose).

    Alla luce di tale considerazione, relativamente alle proposte avanzate dall’Autore, e senza entrarvi nel merito, mi sentirei di dire – usando volutamente il condizionale, perché si tratta di scelte delicate – che sono eccessive, quanto a numero, almeno da come le ho intese, e potranno andare semmai bene per una fase successiva, nella fortunata ipotesi che si riesca a fare in modo che l’opinione pubblica abbia ad accorgersi che i socialisti ci sono ancora, e si interessi poi al loro “pacchetto” di idee sulle diverse problematiche.

    Paolo B. 16.01.2015.

  2. Nei miei interventi sull’Avanti ho sollecitato più volte la necessità di elaborare un “ Progetto Socialista per l’Europa da realizzarsi attraverso un Nuovo Modello di Sviluppo ”, proponendo al nostro Direttore di assumerne il compito di coordinamento attraverso un Gruppo di Lavoro composto da Risorse umane esistenti nell’Area laica e liberal socialista e tra coloro che all’interno del PD vogliono effettuare assieme a noi un percorso per un reale e duraturo cambiamento dell’esistente. Ho ribadito questa necessità a Riccardo Nencini a commento della sua intervista sull’Avanti d’inizio 2015. Ho indicato “ per l’Europa ” in quanto solo a quel livello abbiamo la speranza di imporre un’idea progettuale di cambiamento e anche perché solo in questo modo vedo la possibilità di portare sulle nostre posizioni il PD. Per dirimere la conflittualità perenne sulle nostre scelte future, l’Avanti ha gentilmente ospitato una mia proposta di “ Un Referendum per come collocare il PSI nelle prossime competizioni elettorali” a cui avevo allegato un Questionario sulle varie opzioni su cui individuare le scelte dei socialisti.
    L’impronta programmatica che hai riempita di contenuti mi trova pertanto d’accordo sul metodo e conferma che le potenzialità progettuali sono esistenti al nostro interno.
    Le nostre sono anche una risposta all’invito del Direttore a fare delle proposte a cui era seguito il suggerimento di un nostro compagno di dedicare una cartella su cui convogliarne la raccolta.
    La metodologia di avviare un Lavoro di Gruppo sta emergendo. Diventa indispensabile che qualcuno si candidi ad assumerne la Guida. Mauro Del Bue oltre ad essere il Direttore dell’Avanti è anche un componente della Direzione del PSI. Io, e penso che tu e molti altri non avremmo alcuna difficoltà ad assegnargli la Delega per il coordinamento di questo Progetto.
    Je suis socialiste.
    Saluti fraterni da Nicola Olanda

  3. In merito al commento del compagno Paolo B., mi rendo conto di aver messo molta carne al fuoco, ma credo che l’elettorato sia ormai sufficientemente fluido da essere capace di guardarsi intorno. Se qualche elettore deciderà di volgere lo sguardo verso il PSI penso sia giusto che trovi delle risposte a trecentosessanta gradi e non solo su tematiche specifiche.

    Al compagno Nicola Olanda dico che sarei ben felice se il direttore Del Bue guidasse questo processo. Se si è aperta una discussione sull’Avanti! lo dobbiamo a lui.

  4. Mi perdonerà l’Autore se ritorno sull’argomento, ma a me pare valerne la pena, trattandosi di un passaggio abbastanza cruciale, almeno a mio avviso.

    Per chi ha militato allora in un partito che aveva vocazione e attitudine di “governo”, ai vari livelli istituzionali, nel senso che sapeva assumersene le correlate responsabilità, viene normale “mettere molta carne al fuoco”, proprio per poter dare una risposta alla molteplicità dei problemi, e delle istanze, e non a caso si facevano un tempo le Conferenze Programmatiche.

    Oggi mi sembra però un percorso piuttosto laborioso e difficile per una forza politica che fatica a far materialmente incontrare i propri aderenti o simpatizzanti, e dunque a discutere collegialmente le varie proposte, sulle quali trovare il punto di convergenza e condivisione, prima di portarle all’esterno.

    E le difficoltà possono essere proporzionali al numero delle proposte sotto esame, a meno che non si rimanga sul generico, il che non caratterizza di certo la posizione di quella forza politica. Per questa ragione credo che sarebbe meglio concentrarsi, per il momento, su alcune tematiche specifiche, pur rendendomi conto che può rappresentare un limite e una “costrizione” per chi ha già parecchie idee da esporre.

    Paolo B. 17.01.2015.

Lascia un commento