mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Craxi e il nostro orgoglio socialista
Pubblicato il 17-01-2015


Bettino Craxi non è stato solo il segretario del Psi, non è stato solo un coraggioso Presidente del Consiglio. Bettino Craxi è stato un grande italiano. Eppure, compagni, quanta timidezza anche tra di noi! In occasione dei 15 anni dalla sua morte, il Psi, nato dopo la diaspora per unire tutti i socialisti, avrebbe dovuto ricordare la figura di Craxi in ben altro modo. Ed invece no. C’è timidezza. C’è timidezza nel gridare all’Italia e agli italiani che noi siamo orgogliosamente socialisti. C’è timidezza nel rispondere a muso duro a Renzi che i socialisti erano e sono la sinistra delle opportunità, mentre è proprio lui l’emblema dell’opportunismo. Nessuno ha dimenticato l'”Enrico stai sereno” e gli italiani stanno imparando a decifrare e smascherare i suoi annunci, proclami, bugie. C’è timidezza nel ricordare un uomo coraggioso, capace di ordinare ai Carabinieri di circondare i marines per difendere l’onore e la sovranità dell’Italia. Il compromesso storico ha generato, con parto distocico, Renzi ed il Pd, eredi di una filosofia politica disposta a tutto pur di prendere il potere. Costoro hanno avuto anche l’ardire di affermare che sarebbe diseducativo intitolare una via a Craxi. La verità è che il dilettantismo politico dilaga e la Nazione ne sta pagando le conseguenze. A noi il compito di ricordare Craxi, ma soprattutto di trarne esempio ed insegnamento per tracciare una strada migliore per l’Italia, per un’Italia libera e più forte in Europa e nel mondo.

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Ritengo anch’io, come l’Autore, che vada mantenuta sempre viva la memoria di questa nostra figura politica – e ognuno di noi può concorrere a farlo, dal momento che le occasioni non mancano – vuoi perché i socialisti glielo devono, vuoi perché anche gli avversari faranno sempre più fatica a misconoscerne l’autorevolezza e la qualità che seppe esprimere nell’azione di governo, anche sul piano internazionale, doti che emergono ancora di più nel confronto coi giorni nostri.

    Possiamo sentirci dire che siamo solo degli inguaribili e sorpassati nostalgici, perché quello che vale è soltanto l’oggi, ma un presente che voglia dimenticare e archiviare il passato, senza trarne presuntuosamente alcun insegnamento, rischia di avere il fiato corto, e credo di non essere il solo a pensarla così.

    Paolo B. 19.01.2015

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