martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
un confronto con Grillo per l’Europa e per l’Italia
Pubblicato il 03-01-2015


Beppe Grillo avrà certamente i suoi difetti e tutti sanno che non ha mai avuto simpatie per noi socialisti. Ciò nonostante penso che dovremmo far ricorso a tutta la lucidità possibile per sforzarci di capire a fondo il significato politico e sociale del messaggio del MoVimento 5 Stelle. Dico questo perché noi socialisti amiamo confrontarci, discutere e valutare, con spirito laico e non dogmatico. E allora non possiamo esimerci dal constatare che il successo che il M5S ha riscosso nel Paese è frutto di una profonda sfiducia che gli italiani hanno maturato nei confronti della politica e delle Istituzioni.
Grillo dice che non è vero che il M5S incarni l’antipolitica, però sarebbe velleitario, da parte sua, affermare che il consenso che ha riscosso non sia stato costruito per intero sulla critica feroce di chi c’era prima. Tuttavia trovo sbagliato e miope considerare il M5S alla stregua di una forza capace solo di criticare e distruggere. Vi è, innanzitutto, un primo elemento molto interessante: la forte partecipazione dei cittadini dal basso, che di questi tempi non è poco. Inoltre ci sono proposte politiche meritevoli di approfondimento: la difesa dell’acqua pubblica, la lotta agli sprechi della politica, la difesa dei precari della scuola e tanto altro. Ma, su tutte, la questione su cui ritengo si debba avere il coraggio di confrontarsi con il M5S, cioè quella della posizione da assumere nei confronti dell’Europa. A tal proposito, penso si debba diffidare degli antieuropeisti di maniera, quelli cioè che hanno il solo scopo di cavalcare l’onda del disagio economico e sociale del Paese, ma anche degli europeisti dogmatici, quelli cioè che non si pongono delle domande e che accettano le cose per quelle che sono. I fatti parlano chiaro: l’Italia è sprofondata in una crisi di cui non si intravede la fine, per cui è del tutto legittimo chiedersi se forse non sia stato un errore l’aver aderito al Fiscal Compact nel 2012. Incredibilmente ci siamo avvolti un cappio intorno al collo ed abbiamo acconsentito a portarlo per ben 20 anni. È innegabile che in Italia vi sia un problema molto serio di debito pubblico, ma forse sarebbe stato molto meglio pagare metà tredicesima in Bot e/o altre cose simili al fine di riportare il debito per gran parte sotto il controllo della Nazione, piuttosto che vivere sotto il ricatto dello spread e dei mercati.
Non mi dilungo, ma osservo, comunque, che se l’Europa è nata solo per le banche forse è il caso di fermarsi, riflettere e fare un passo indietro. Noi non possiamo continuare a fare il gioco della Germania, che si arricchisce alle nostre spalle. Un’Europa divisa su tutto, che non ha una politica estera comune, in cui prevalgono gli egoismi nazionali, non può avere l’assurda pretesa di dettarci solo le regole di bilancio. Abbiamo ceduto una fetta importante di sovranità e cosa abbiamo ottenuto in cambio? Per questo penso che un confronto con Grillo, con Salvini ed anche con Fratelli D’Italia vada fatto. D’altronde è a dir poco singolare che il Psi dialoghi con un partito come il Pd e con Renzi che, non lo dimentichiamo, ha sfiduciato Letta senza motivo, per poi accordarsi con Berlusconi (sic!) e non dialoghi invece con altre forze politiche con cui potrebbe trovare maggiori assonanze, in primis sulla legge elettorale.
Poi, per concludere, non dimentichiamo che c’è la Grecia. Lì è nata la civiltà e lì potrebbe rinascere la speranza. Ma questo lo sapremo presto.

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Rivedere tante cose dell’Europa è giusto e necessario, ma uscire dall’euro è la strada giusta? Domando perché non lo so. Grillo e Salvini credo cavalchino l’onda populista il più delle volte, poi nel merito di alcune cose si può anche ragionare seriamente. L’antipolitica che incarnano ha già fatto troppi danni in questi 20 anni; come quando si chiede un pres. della Repubblica non politico… non ha senso, se non per metterlo sotto i piedi. Saluti socialisti!

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