sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

SEDE VACANTE
Pubblicato il 29-01-2015


Presidente-elezione

Niente quorum alla prima votazione. Ma era scontato. I socialisti hanno votato per Emma Bonino. 25 i voti per lei a fine scrutinio. “Un consenso importante. Un contributo che conferma una presenza laica e socialista nel Parlamento e nel Paese, rappresentativo delle tante battaglie di civiltà. Un patrimonio che può essere speso anche alla quarta votazione”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario del PSI, Riccardo Nencini e il presidente dei parlamentari socialisti, Marco Di Lello.

La decisione di candidare Emma Bonino è stata presa presa a seguito degli incontri che si sono svolti tra parlamentari socialisti e forze politiche minori. “Siamo orientati – aveva detto il Segretario del PSI Riccardo Nencini prima del voto – a votare al primo scrutinio un candidato rappresentativo dell’Italia delle libertà e delle battaglie civili, un omaggio a una storia che ha reso il Paese più civile e più giusto. Non vi è dubbio – ha aggiunto Nencini – che Emma Bonino abbia il profilo che rappresenta questa bella storia”.

Dalle 15 è iniziata la prima votazione per l’elezione del 13° presidente della Repubblica. Il collegio presidenziale è composto da 1009 grandi elettori. Il Parlamento in seduta comune più i delegati regionali è riunito a Montecitorio. Alle prima 3 votazioni è richiesta la maggiorana qualificata dei tre quarti pari a 673 voti. Nelle votazioni successive basterà quella assoluta pari a 505 voti.

Il candidato del Pd è finalmente ufficiale. È Sergio Mattarella. Lo ha annunciato Matteo Renzi all’assemblea dei grandi elettori dem, che ha approvato il suo nome all’unanimità. La linea del Pd è quella di votare scheda bianca nei primi tre scrutini e Mattarella alla quarta votazione, presumibilmente sabato mattina. Nei primi tre scrutini a maggioranza qualificata non ci sarebbero i voti sufficienti. Il nome di Mattarella ha incrinato infatti il patto del Nazareno con Berlusconi e Alfano compatti nel respingere il candidato dem. Fi e Area popolare (Ncd e Udc) hanno annunciato scheda bianca nei primi tre scrutini, denunciando il metodo usato da Renzi (nome secco) per la scelta del candidato. Al quarto scrutinio Mattarella potrà contare anche sui voti di Sc e Sel. E forse degli ex M5S.

La scelta di Renzi di puntare su Mattarella è dettata dalla necessità di cercare l’unità nel Pd. Un candidato che può infatti unire un partito in cui ultimamente si sono sentite diverse voci in dissenso. Dal jobs act alla legge elettorale la minoranza ha marcato la differenza. Per Renzi era quindi obbligatorio marciare sulla strada dell’unità. “Chiedo la massima franchezza tra di noi, mostrando cura delle istituzioni. Non è un momento come gli altri: se falliamo non sarà una normale sconfitta parlamentare” ha detto il premier all’assemblea dei grandi elettori del Pd. “Se qualcuno di voi sarà avvicinato in questi giorni da pensieri, polemiche e tweet sappia che non ha solo la responsabilità con la penna di scrivere un nome ma di far fare bella figura alla politica e restituire l’idea che il Pd discute ma al momento chiave è unito e responsabile”.

Dall’altra parte, quella di Forza Italia, la proposta Mattarella, non è ben vista. Anzi rappresenta un ostacolo non superabile. Non per il nome ma per il metodo. Berlusconi si troverebbe ancora una volta costretto a subire decisioni non sue. Soprattutto dopo aver dovuto ingoiare una legge elettorale che di certo non è fatta a sua immagine. Insomma deve reagire per tirar fuori il suo partito dall’angolo. Berlusconi sta infatti subendo il Nazareno, che da patto si sta pian piano trasformando in una gabbia sempre più stretta. Tanto che l’ex Cavaliere è subito corso ai ripari: “Quanto successo sulla scelta del candidato al Quirinale segna un altolà al patto del Nazareno” ha detto ai grandi elettori di FI. E ancora: “L’accordo con Renzi si è fermato a metà strada voteremo scheda bianca alla quarta votazione”. Parole che fanno infuriare Fitto: “Azzeramento totale nel partito e nei gruppi parlamentari dopo il totale fallimento politico del Nazareno. E’ impensabile che i cultori del Nazareno pretendano ora di travestirsi da oppositori di Renzi”.

In sostanza quello di Berlusconi è un invito a Renzi a fare da solo. Una sfida sui numeri. Numeri non certi, evidentemente, pallottoliere alla mano, Berlusconi pensa che Renzi non li abbia. O che sia sul filo. Soprattutto dopo che sembra che Ncd e Udc, (75 voti in tutto) siano orientati a votare scheda bianca anche alla quarta votazione. “Ogni valutazione sul governo – ha detto Angelino Alfano – è fuori luogo. Per noi il patto di governo tiene ed è estraneo a questa giornata. Per cui Forza Italia e il presidente Berlusconi hanno titolo a parlare del patto del Nazareno, ma non del patto di governo cui sono estranei e che noi confermiamo”. Per Alfano Mattarella è una persona degnissima, ma problema è sul  metodo”. Per questo “voteremo scheda bianca anche alla quarta votazione senza contrapporre un candidato a Sergio Mattarella, ma non partecipiamo a una scelta maturata esclusivamente dentro il Pd”.

Pretattica o rottura vera? Potrebbe essere una mossa comoda per entrambi nel caso che Mattarella non passi al quarto scrutinio. A questo punto Renzi può dire ai suoi di averci provato in tutti i modi a trovare un candidato giusto per l’unità del partito e puntare poi su un altro nome. Ma dovrebbe decidere se trovare un accordo con i 5 Stelle o con Berlusconi. Ovviamente preferirebbe il secondo. Si rimischierebbero le carte e rientrerebbero nomi già ipotizzati. Come Amato e Prodi. Ma tra Prodi e Berlusconi il rapporto è noto. Con Renzi poi c’è quella questione dei 101 di recente ritirata fuori da Fassina.  E Prodi ha buona memoria.

Ecco il risultato della prima votazione: Presenti e votanti 975, maggioranza richiesta 673. Hanno ricevuto voti: Imposimato, 120; Feltri 49; Castellina 37; Bonino 25; Rodotà 23; Albertini 14; Sabelli Fioretti 11; Morelli 9; Prodi 9; Caleo 8; Bersani 5; Mattarella 5; Martino 3; Messina 3; Mieli 3; Finocchiaro 2; Greggio 2.

Daniele Unfer

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