lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

SEDE VACANTE (ATTO III)
Pubblicato il 30-01-2015


Presidente-elezione

Come da previsione anche la terza votazione è passata senza dare risultato. Il quorum da raggiungere era  sempre lo stesso: 673 (due terzi dei componenti l’Assemblea). Da domani il si abbasserà a 505, (la maggioranza assoluta) con la possibilità concreta di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica già dalla quarta votazione. Sulla carta Mattarella sono intorno ai 560 dati dalla somma di Pd (446), Autonomie/Psi/Pli (32), Scelta Civica (32), Sel 34 e una parte dei fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.

I risultati della terza votazioni sono stati: presenti e votanti, 969, quorum, 673, schede bianche, 513. Nulle 27, 70 i voti dispersi. Hanno ottenuto voti: Imposimato, 126; Castellina, 33; Feltri, 56; Bonino, 23; Rodotà, 22; Barani, 21; Pagano, 11; Sabelli Fioretti, 8; Gualdani, 7; Guerra, 5; Guccini, 4; Manconi, 4; Mattarella, 4; Abate Russo 2; Casini, 2; Frattini, 2; Greggio, 2; Olita, 2; Razzi, 2; Soglio, 2.

Anche alla terza votazione, i socialisti hanno votato per Emma Bonino. Sulla scelta di votare per Bonino, è intervenuto anche il nostro Direttore in un’intervista a Radio Radicale, ricordando il significato politico di questa scelta e le  tante battaglie comuni tra Psi e Partito Radicale.

Dal premier è arrivato un appello a tutti i partiti affinché votino per Sergio Mattarella: “Auspico si determini la più ampia convergenza possibile per il bene comune dell’Italia. E’ una scelta che interpella tutti e non solo un partito”. Un appello colto dall’Ncd con prontezza democristiana.

Manifesto-dcPartito Democratico
Matteo Renzi ha riunito alla Camera la delegazione Pd incaricata di seguire la partita del Quirinale. Una riunione per fare il punto sull’andamento delle votazioni in vista del quarto scrutinio di domani, quando il Pd voterà Sergio Mattarella. “Stiamo lavorando, siamo molto determinati a raggiungere l’obiettivo. Non abbiamo nessuna preoccupazione particolare” ha detto il capogruppo Pd, Roberto Speranza, al termine dell’incontro con il premier. Quanto alle decisioni di Ncd, sostiene Speranza, “rispettiamo il dibattito in corso e torniamo a sostenere che Mattarella lo possono votare tutti”. Stesso auspicio per il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda: “Mi aspetto – e me lo auguro per il Paese – che domani Sergio Mattarella sarà eletto Presidente della Repubblica con una maggioranza larghissima. La candidatura di Mattarella è una candidatura importante per tutta l’Italia, non per il Pd. E’ una grande personalità che saprà aiutare il nostro Paese per i prossimi sette anni”. Stesso auspicio anche dalla minoranza del Pd con Chiti che si augura “che Area popolare (Ncd-Udc) rifletta seriamente e possa decidere di votare domani per Sergio Mattarella. Non si capiscono – aggiunge – le motivazioni che sostengono il rifiuto ad eleggerlo Presidente della Repubblica: persona degna, in grado di svolgere bene le funzioni di Capo dello Stato, – affermano – ma sarebbero di impedimento questioni di metodo. Sinceramente risulta incomprensibile a quanti ogni giorno si dedicano alla politica: figuriamoci ai cittadini.
E’ apprezzabile intanto che Ncd e Udc – partiti di governo – dichiarino che non seguiranno Forza Italia nell’astensione dal voto: sarebbe stata una scelta politica molto grave. Voglio anche confidare che Alfano si renda conto che il ministro dell’Interno non può non votare il Presidente della Repubblica: le sue responsabilità e i suoi doveri istituzionali vengono prima di ogni logica di partito. Non ho dubbi che ne sia consapevole”. Per Civati “il Patto del Nazareno non è finito, diciamo che è sospeso”. Pippo Civati si dice soddisfatto per la scelta di Mattarella, che mette in crisi l’accordo del premier con Berlusconi. Il deputato Pd però osserva che “è come le telenovele, ci sono sempre le puntate in cui litigano, un po’ per finta, un po’ per davvero. C’è da capire Alfano, perché è in una posizione incredibile, è alleato di governo però sta minacciando sfracelli che secondo me non farà. Quindi se la situazione rimane questa, Renzi ha scelto una strada molto stretta”. Il ministro Boschi invece parla dei rapporti con Forza Italia. “Mi auguro ci sia la possibilità di ricucire i rapporti, forse già sabato in aula”, ma comunque “avremo modo di ricucire, c’è tanto lavoro da fare”. Anche Pier Luigi Bersani si augura che Ncd e Fi votino per Sergio Mattarella, un uomo “che ha letto la Costituzione”e sarà un “presidente di garanzia”. Per Fassina “va dato atto a Renzi di aver compreso che eravamo ad un passaggio molto difficile”.

Forza Italia
La situazione in Forza Italia è la più complicata. Berlusconi, in collegamento telefonico con i vertici azzurri, ha detto di non aver nulla contro Mattarella, ma non è un nome condiviso, Renzi ha sbagliato il metodo per cui politicamente non si può appoggiare questa candidatura. L’ex Cavaliere avrebbe espresso ancora una volta l’indicazione di votare scheda bianca ma l’invito rivolto dallo stato maggiore azzurro è quello di considerare altre soluzioni, una fra tutte quelle di non prendere parte alla votazione.
Presidente, è stato il ragionamento fatto dai vertici Fi, con la scheda bianca diamo la possibilità ai fittiani e a tutti quelli che vogliono metterti in difficoltà di votare Mattarella per dimostrare che non hai più il controllo del partito. Una considerazione questa che avrebbe quindi portato il Cavaliere a delegare i vertici su quale sia ‘tecnicamente’ la strada migliore da percorrere. La decisione sarà presa in una nuova riunione in programma questa sera dopo il terzo scrutinio. Per ora dunque l’ex capo del governo prendere tempo. Dentro Fi le voci gli scenari si moltiplicano e c’è chi pensa che alla fine l’ex premier possa cambiare totalmente le carte in tavola e magari dare il via libera ad appoggiare la candidatura proposta da Renzi. A fine giornata però i capigruppo di Paolo Romani e Renato Brunetta ribadiscono la posizione: “Come deciso ieri con Silvio Berlusconi e approvato all’assemblea dei grandi elettori confermiamo che dalla quarta votazione Forza Italia voterà scheda bianca”.

Presidente-elezioneSel
Sel dalla quarta votazione voterà per Mattarella. “Mattarella – afferma il capogruppo alla Camera Arturo Scotto – ha una cultura costituzionale e democratica e rompe il Patto del Nazareno. Il Movimento Cinque Stelle rifletta e non sprechi questa occasione”. E il Senatore Dario Stefano aggiunge: “Dobbiamo liberarci di strani patti che rischiano di trasformarsi presto in una prigione cupa per lo stesso Partito Democratico e, ancor peggio, per l’intero Paese. Alcune scelte in tema di riforme e alcuni indirizzi politici hanno dato l’idea che fosse in atto una mutazione genetica preoccupante di alcuni partiti del centrosinistra oggi al governo de Paese. In questo scenario – prosegue – l’elezione di Sergio Mattarella può rappresentare il perno per invertire questa rotta, l’occasione per ripartire da un rapporto naturale e spontaneo tra le forze di centrosinistra. Domani – conclude – noi votiamo Mattarella”.

Ncd
Il pressing è fortissimo e Area Poplare (Ncd e Udc) sta valutando il da farsi. Ma solo con un fatto politico nuovo, che rompe lo schema finora adottato da Renzi potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di rivedere le posizioni. Matteo Renzi ha incontrato alla Camera Angelino Alfano. Il premier ha chiesto a Ncd di ripensare la decisione di votare scheda bianca alla quarta votazione, sostenendo l’incoerenza di non votare Sergio Mattarella. Ipotesi che si sta facendo largo tra le file Ncd. Resiste l’ala più oltranzista degli alfaniani, che senza un cambio di linea deciso da parte di Renzi non ci stanno a venir meno alla posizione finora assunta. In sostanza i vertici di Ap attendono che Renzi dia segnale chiaro e forte: deve dire pubblicamente che Sergio Mattarella è il candidato delle riforme e, quindi, deve diventare il candidato della maggioranza ampia che sostiene le riforme. Ricomprendendo, quindi, Area Popolare e Forza Italia. Se fa questo, dicono dall’Ncd, allora le cose cambiano e il voto a favore diventa possibile. Quanto a Forza Italia, spiegano ancora, faremo di tutto per portarla sulle nuove posizioni, qualora Renzi compiesse questo atto formale. Dopo l’appello di Renzi è arrivata immediata la risposta del Senatore Roberto Formigoni: Quello di Renzi dice, “è un appello che va nella direzione che avevamo auspicato e ripara all’errore di metodo iniziale, togliendo a Mattarella quell’aura di uomo solo del Pd”.

Movimento 5 Stelle
Si terrà alle 21 alla Camera l’assemblea congiunta dei 5 stelle per discutere della partita sul Quirinale. I deputati e senatori faranno il punto della situazione alla vigilia della quarta votazione. L’orientamento comunque è di proseguire con Ferdinando Imposimato anche alla quarta votazione ma stasera, così viene riferito, si discuterà se e quando sottoporre alla Rete una votazione lampo.

Psi
I socialisti hanno votato per Emma Bonino per i primi tre turni. E dal quarto voteranno Mattarella come deciso in accordo con i gruppi parlamentari all’aunanimità e gran parte della segreteria del partito. Bobo craxi invece sostiene che “i socialisti avrebbero dovuto insistere su Emma Bonino dopo il ‘veto’ su Giuliano Amato, evidentemente ‘scartato’ a causa della sua provenienza politica. I compagni parlamentari e il Segretario nazionale – aggiunge – hanno già preannunciato il loro orientamento ‘accucciato’ su un candidato notoriamente assai ostile verso la nostra tradizione. Lo considero –Tricolore strappato conclude – un errore non secondario”.

Per chiudere
Il forte vento di oggi sulla Capitale ha strappato il Tricolore sul Quirinale. Per i superstiziosi un cattivo presagio.

Redazione Avanti!

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