mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Sì, è una guerra di civiltà
Pubblicato il 13-01-2015


Una bambina kamikaze, imbottita dai terroristi islamici di Boko Haran, esplode in Nigeria provocando diciannove vittime, un bambino di dieci anni spara a due uomini fatti prigionieri dall’Isis inginocchiati dinnanzi a lui. Internet è micidiale e tutto è diffuso sul web. Le donne yazide prese prigioniere e usate e vendute come schiave dai guerriglieri, dopo avere sgozzato gli uomini, prigionieri occidentali, ma anche arabi, a cui sono state mozzate le teste. In quale secolo viviamo? Di quante epoche siamo regrediti? Che mondo ci aspetta se non siamo consapevoli che questa è una guerra e va combattuta per i nostri valori, per i principi su cui si basa la nostra civiltà. Non parlo solo della civiltà occidentale, che pure ha prerogative per noi irrinunciabili, quali la democrazia, la libertà di opinione e di stampa, la separazione tra stato e religione che nelle teocrazie mediorientali non esiste. E anche quando questa separazione non è perfetta, come in Italia, giustamente noi ci lamentiamo, protestiamo e lottiamo per renderla più evidente. Parlo di tutta la civiltà, direi l’umanità, cristiana, musulmana, ebrea, buddista, non credente (perché ci sono anche i non credenti al mondo, che oggi paiono improvvisamente scomparsi nei giudizi), parlo del mondo che si contrappone a questo infame regime del più perverso e feroce oscurantismo.

Ripeto un concetto che a me sta molto a cuore. Quando affermo che si tratta di difendere la nostra civiltà preciso che mi riferisco alla civitas, la comunità in cui viviamo con le sue regole, perché é di per sé più avanzata di quella dominata dalla teocrazia, che magari nulla c’entra coi terroristi, ma che continua a ritenere la donna un essere inferiore e ad imporre i dettami di una religione all’interno delle istituzioni dello stato. Tanto più che la nostra civiltà, magari anche con l’appoggio di queste teocrazie (penso all’Iran, ma anche per taluni versi alla Turchia, all’Arabia saudita, soprattutto) dovrebbe oggi combattere una battaglia contro il terrorismo che è di matrice islamica, anche se combatte e uccide anche i mussulmani. Deve combattere cioè con confini di civiltà più larghi. Perché non siamo solo noi nel mirino e perché insieme è più facile vincere. Questi paesi tuttavia non possono agire sottobanco in modi diversi da quelli enunciati a parole. L’alleanza tra paesi democratici e teocrazie è possibile se queste ultime separano loro stesse dal terrorismo nel modo più deciso e convincente. Noi se confondiamo, senza capirla, la natura del conflitto faremo altri errori oltre a quelli già compiuti. Abbiamo lasciato massacrare duecentomila algerini in preda alla furia sanguinaria degli islamisti ai quali era stato negato il potere dopo averlo conquistato col voto.

Abbiamo lasciato soli i siriani che combattevano contro Assad, permettendo che gli islamisti conquistassero la predominanza dell’opposizione esponendo due nemici: il dittatore Assad e l’Occidente che li ha lasciati massacrare. Abbiamo assistito inermi al genocidio in Nigeria compiuto al grido di Allah akbar, mentre abbiamo lanciato pacchi dono, qualche arma e sganciato qualche bomba nella guerra ingaggiata dall’Isis tra Iraq e Siria, abbandonando al loro destino i peshmerga curdi che eroicamente difendono le loro città, ma anche noi stessi, nella colpevole indifferenza dell’islamica Turchia. Adesso basta. Le immagini di bambini che uccidono e si fanno esplodere di oggi si sommano all’odiosa carneficina di Peshawar dove i guerriglieri islamisti hanno sparato in testa a decine di bambini, peraltro in un paese mussulmano. Ogni tentennamento è una colpa. Serve una politica forte, un’Europa unita, una coalizione che comprenda Occidente e Oriente, che includa la Russia e i paesi arabi disponibili e non oscillanti. Ma l’offensiva contro i carnefici dei bambini, della donne, degli uomini e della nostra civiltà deve pure avere inizio. Con intelligenza, ma anche con la necessaria rapidità.

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Commenti all'articolo
  1. Mi sono riletto l’intervista di Oriana Fallaci a Komeini e sono sempre più convinto che bisogna dare ai CURDI: CANNONI, CARRI ARMATI e tutto il necessario per una guerra su larga scala, perché la guerra è stata dichiarata e non possiamo subire. Se necessario, visto che gli europei sono anziani anche gli anziani possono imbracciare un Kalašnikov.

  2. Tutto vero e tutto giusto. In fondo, il tuo articolo, così come i precedenti, non fa altro che confermare che il nostro pensiero di riformisti socialisti continua ad essere diverso dalla maggioranza politica alla quale apparteniamo. Diverse sensibilità che però in determinati momenti diventano sostanziali.

  3. E’ possibile che quanto scritto diventi una dichiarazione ufficiale del Partito e dei nostri parlamentari? Se sì, è possibile fare un comunicato ufficale da inviare ai media? Forse non lo pubblicheranno e nessuno dirà nulla ma perchè non provarci?

  4. Egregio direttore, il tuo articolo mi trova pienamente d’accordo.
    Non riesco a capire perchè le grandi potenze siano così indifferenti alle scelleratezze di cui ,purtroppo,stiamo assistendo.
    Forse sono cieci i loro governanti? Oppure gli interessi economici sono superiori ai valori che gli stessi governanti predicano nei loro paesi occidentali? Mi auguro che possano rinsavire,altrimenti chi dove andremo a finire.

  5. Condivido, condivido, condivido e ancora condivido. Colgo l’occasione per suggerire di porre allo studio norme che siano, per quanto è possibile, capaci di difenderci dai terroristi islamici. Per esempio se qualcuno va a combattere con i fondamentalisti non dovrebbe poter più tornare in Italia e, se possibile, perdere tutti i diritti di cittadinanza, non so se sia possibile, ma dovremmo approfondire la questione. Per il resto sono assolutamente d’accordo con te.

  6. Quando i bambini, le donne e i vecchi vengono massacrati nei bombardamenti a Gaza dove sta la civiltà, dove sta la coalizione dei “buoni” nonostante tutte le delibere dell’ONU sulla questione? Gli integralisti non esprimono una civiltà, e non c’è nessuna guerra di civiltà da combattere, bisogna solo smascherare i burattinai, quelli che pagano e lucrano sulle azioni terroristiche. Gli stessi che lucrano sulle mafie dell’opulento e indifferente occidente.

  7. Per me, che sono di cultura illuminista, ci sono in realtà non una ma due lotte da combattere. La
    prima è di difesa della nostra civiltà liberale, fondata sui valori emersi dalla rivoluzione francese, che mi paiono un po’ più avanzati di quelli delle teocrazie mediorientali. La seconda è quella contro i movimenti e i paesi che sostengono il terrorismo e va combattuta anche con le teocrazie disponibili e con tutto il mondo mussulmano, anche quello che crede che la donna sia un essere inferiore all’uomo. Poi una domanda. Sono cosciente degli errori e anche di qualche orrore provocato dell’Occidente, ma se l’interventismo ha provocato morti, quanti morti in Algeria, in Bosnia, in Nigeria, in Siria, ha provocato il non interventismo? Roba da sconvolgere le coscienze pure di tanti pacifisti un tanto al chilo.

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