giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Spagna, il ritorno
del socialista Zapatero
Pubblicato il 21-01-2015


ZapateroIn gran segreto, l’ex premier socialista spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ha incontrato il leader di Podemos, Pablo Iglesias, salvo poi raccontare tutto nei minimi dettagli questa mattina in diretta. A confermare l’incontro – avvenuto all’insaputa dell’attuale segretario del Partito socialista spagnolo (Psoe), Pedro Sanchez – è stato lo stesso Zapatero anche all’edizione locale dell’Huffington Post, spiegando che si è trattato di una riunione “strettamente personale”, durante la quale si è parlato soprattutto di America Latina e di euro.

L’ex primo ministro ha ammesso di avere con Pablo Iglesias “divergenze notevoli”, ma ha anche riconosciuto che “Podemos” che, secondo i sondaggi, sarebbe diventato il primo partito in Spagna, potrebbe aiutare a migliorare l’immagine dei politici e della politica spagnola. Una mossa inaspettata quella di Zapatero, che smentisce le voci sulla sua fine politica, tornato sulla scena sorpassando a sinistra tutta l’attuale dirigenza del partito socialista che negli ultimi tempi ha puntato parte della propria azione politica all’attacco contro il populismo di Iglesias piuttosto che sulla reale risposta politica alle misure del Partito Popolare al governo.

La strategia di Zapatero di evitare il corpo a corpo con Podemos e spostare il PSOE verso sinistra  potrebbe rivelarsi decisiva già tra pochi mesi, dato che ieri, la presidente della giunta regionale dell’Andalusia, la socialista Susana Diaz, ha tenuto una riunione con gli otto dirigenti provinciali con cui ha delineato uno scenario di profonda crisi, quasi di piena rottura con Sinistra Unita (Iu), suo partner di governo. Lo riferisce il quotidiano “El Pais”, durate l’incontro,già programmato da due settimane per discutere delle prossime elezioni comunali, Diaz ha passato in rassegna tutti i punti di disaccordo emersi all’interno della coalizione nel corso dell’ultimo anno, ma ha focalizzato l’attenzione soprattutto sull’assemblea che l’alleato di governo regionale ha organizzato lo scorso 20 dicembre, nella quale Iu ha autorizzato i suoi membri a indire un referendum per stabilire se rimanere o meno nelle file del governo andaluso.

Susana Diaz, che in molti danno come prossima segretaria generale del PSOE, non ha espresso un parere definitivo in merito a possibili elezioni anticipate in Andalusia e la decisione verrà presa nei prossimi giorni, anche perché martedì prossimo scadrà il termine ultimo per indire eventuali votazioni a marzo, due mesi prima delle elezioni municipali. Nel corso della riunione, il Psoe ha anche discusso il rischio che eventuali elezioni anticipate possano fare da prima cassa di risonanza a Podemos, il partito che minaccia di rompere il tradizionale bipolarismo spagnolo.

La formazione guidata da Pablo Iglesias è ora in procinto di scegliere i membri del proprio direttivo andaluso, (organizzazione territoriale in corso in tutta Spagna .ndr) ed è certo che la presidente sarà Teresa Rodriguez, rappresentante del settore più critico del movimento e favorevole al dialogo con le altre forze politiche. Susana Diaz è consapevole del rischio legato al trionfo di Podemos, ma è anche convinta di potersi imporre sul fenomeno “populista” rappresentato dal partito emergente. Secondo i sondaggi, Podemos irromperà con forza nel parlamento andaluso, ma la maggioranza dei voti andrà al Psoe, insomma tutto come Zapatero comanda.

Sara Pasquot

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