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Opinioni e commenti
 

Spagna, soffia forte il vento di Podemos
Pubblicato il 09-01-2015


Podemos-SpagnaIl 2015 in Spagna è iniziato sotto il segno dei sondaggi e di una campagna elettorale lunga undici mesi. Se fino a tre giorni fa gli opinionisti spagnoli erano occupati a commentare lo straordinario, e inaspettato, primo posto nei sondaggi del Partito Popolare del capo del governo Mariano Rajoy, oggi arriva un’altra novità.

Un sondaggio reso pubblico questa mattina e realizzato da My Word per ObSERvatorio de la Cadena SER, ha stravolto lo scenario politico spagnolo, con Podemos primo davanti al Partido Popular e al PSOE, che in caso di elezioni oggi sarebbe il primo partito con il 27,5% dei voti, un +20% rispetto al 7,9% conquistato al suo esordio alle ultime europee pari a 1,2 milioni di voti.

Tre punti di vantaggio, quelli di Podemos sull’attuale partito di governo che passerebbe dall’attuale maggioranza assoluta al 24,6% dei voti, registrando un’emorragia di 20 punti dalle elezioni del 2011.

Se le previsioni del sondaggio odierno fossero vere, il prossimo parlamento spagnolo vedrebbe il PSOE, il partito più antico di Spagna per la prima volta occupare il posto di terza forza politica del Paese, con un ulteriore calo di 10 punti percentuali pari al 19% dei voti.

Un difficile debutto elettorale per il segretario dei socialisti Pedro Sanchez, sempre secondo il sondaggio, aggravato dal dato legato al 6% degli intervistati che fino alle scorse elezioni politiche ha votato socialista e che potrebbe votare per Podemos alle prossime.

Solo ieri i socialisti, a sorpresa, ma forse con i dati dei sondaggi già in mano, hanno dato il via a un primo tour elettorale per risvegliare i propri militanti, ancora intorpiditi dalla blanda gestione dell’ex segretario generale Rubalcaba, in vista delle elezioni amministrative di maggio che saranno il banco di prova per quelle politiche di novembre.

I dati negativi non colpiscono solo il PSOE, ma anche quei partiti che prima dell’avvento di Podemos sembravano poter spiccare definitivamente il volo come Union progreso y Democracia (UpyD) della ex socialista Rosa Diez, che oggi arriverebbe al 5,5% dei seggi, stessa sorte per la sinistra radicale di Izquierda Unida ferma al 3% praticamente ridotta alla metà dei voti del 2011, annientata mediaticamente e politicamente da Podemos di Pablo Iglesias.

Una Iglesias mania aiutata anche dal vento politico che soffia dalla Grecia, dove Alexis Tsipras con Syriza sta stravolgendo l’assetto politico nazionale. Tsipras e Iglesias due leadership giovani e carismatiche, con una esperienza politica forte alle spalle, con messaggi politici identici, fondati sul No all’austerità, più tutele, ricerca di “nuova” democrazia e, per Iglesias, un corretto dosaggio di populismo che sta dando i suoi frutti tra i cittadini spagnoli.

Come andrà in Grecia lo sapremo il 25 gennaio, e se il risultato dovesse confermare Syriza primo partito anche in Spagna la campagna elettorale potrebbe prendere tutta un’altra piega.

Sara Pasquot

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Commenti all'articolo
  1. Podemos non ha niente a che vedere con i 5 stelle ; sul piano politico – culturale sono avanti anni luce rispetto a Grillo e c. :sono tutti dirigenti giovani e formati nelle aule universitarie, nei centri studi, nella lotta quotidiana contro gli sfratti e la povertà e nell’ associazionismo. Di una sinistra così e non dell’ assurdo PD ( ircocervo in cui convivono clientelismo democristiano e stalinismo inerziale) ci sarebbe un grande bisogno anche in Italia.

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