giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

MATRIMONIO GRECO
Pubblicato il 26-01-2015


Tsipras_kammenos-Grecia

Con il 99,81% dei voti scrutinati, il partito di sinistra radicale Syriza ha ottenuto il 36,34% e 149 seggi (la maggioranza in Parlamento è a quota 151), mentre Nea Dimokratia (ND, centro-destra) il 27,81% e 76 seggi. Al terzo posto il partito di estrema destra Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 6,28% e 17 seggi. Seguono nell’ordine To Potàmi (Il Fiume, centro-sinistra) con il 6,05% con 17 seggi, il Partito Comunista di Grecia con il 5,47% e 15 seggi, Greci Indipendenti (Anel) con il 4,75% e 13 seggi e il Pasok (socialista) con il 4,68% e 13 seggi. Non ha superato lo sbarramento, il nuovo partito formato appena tre settimane fa da Andreas Papandreou, ‘Movimento per il cambiamento’ con la rosa socialista nel simbolo, uscito dal Pasok.

In conseguenza del risultato, Alexi Tsipras, il giovane leader di Syriza (40 anni), non ha perso neppure un minuto di tempo e dopo una brevissima parentesi per una consultazione politica per la formazione della maggioranza, è andato a giurare nelle mani del Presidente della Repubblica, Karolos Papoulias, che gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo.

E qui c’è stata la prima ‘rottura’ del premier Tsipras con la consuetudine perché ha rotto una tradizione dei primi ministri che era quella di giurare nelle mani dell’arcivescovo della Chiesa greco-ortodossa mentre il suo primo atto pubblico sarà la visita a Kaisariani, città alle porte di Atene dove il 1° maggio 1944 i nazisti uccisero 200 attivisti politici greci.

Ma c’è stata anche un’altra ‘rottura’, tutta politica, che dà la misura della novità rappresentata da Tsipras. Il leader della sinistra radicale greca, che aveva bisogno di altri due voti in Parlamento per raggiungere i 151 seggi indispensabili per la maggioranza di governo, ha scelto un alleato non a sinistra, bensì a destra. Il matrimonio avverrà difatti con i ‘Greci Indipendenti’ (Anel) una formazione di destra che ha ottenuto lo stesso numero di seggi del Pasok, 13 seggi, due meno del Partito comunista e 5 meno di To Potami. Insomma poteva scegliere comodamente tra sinistra e centrosinistra, ha scelto invece a sorpresa la destra, anche se non, fortunatamente, i neonazisti di Alba Dorata.

“Il partito ‘Greci Indipendenti’ sosterrà il governo che sarà formato dal presidente incaricato Tsipras. Da questo momento il Paese ha un nuovo governo” ha dichiarato Panos Kammenos, il leader di Anel, uscendo dall’incontro avuto questa mattina di buon ora con Tsipras. A unire i due partiti una decisa opposizione al Memorandum sottoscritto tra la Troika e il precedente governo. Per il resto, tra i due partiti, vi potrebbero essere più nodi da sciogliere che linee politiche comuni, a cominciare dal fatto che Anel ha posizioni di destra in politica estera ed è per la lotta dura all’immigrazione clandestina.

Kammenos aveva già anticipato nel corso di una conferenza stampa con i corrispondenti esteri la sua disponibilità a sostenere, anche dall’esterno, il nuovo Governo in un’ottica di opposizione alle richieste di rigore della Troika. I rappresentanti di FMI, BCE e Commissione Europea, detentori dell’80% del debito pubblico greco, nell’ultima visita ad Atene avevano chiesto l’adozione di altre 19 misure di austerità per accedere alla concessione di nuovi prestiti per 5 miliardi di euro. Misure che però in quell’occasione il premier Samaras aveva trovato davvero indigeste e deciso di respingere almeno in parte chiedendo un rinvio di un paio di mesi, al dopo elezioni.

I due mesi scadono a febbraio e per quella data il nuovo governo dovrà aver trovato la strada per la quadratura del cerchio. In quest’ottica non c’è dubbio che a Tsipras convenga andare davanti agli ‘uomini in nero’ – come vengono chiamati popolarmente gli inviati della Troika – con la ‘faccia feroce’, ovvero con un profilo duro che certamente è favorito dall’ingresso in maggioranza di Anel piuttosto che dai ‘trattativisti’ del Pasok o di To Potami.

Dopo la festa dei militanti di Syriza e dei sostenitori internazionali giunti da ogni parte, tra cui un migliaio di italiani della “Brigata Kalimera” composta tra gli altri da Luciana Castellina de il manifesto, tra le reazioni spicca quelle di Marine Le Pen. La presidente del Front National, l’estrema destra francese, si “rallegra per lo schiaffo democratico mostruoso che il popolo greco ha dato all’Unione europea” che, per lei, equivale a una sanzione nei confronti della politica di austerity imposta alla Grecia.

In mattinata si è riunito a Buxelles l’Eurogruppo, preceduto da un vertice ad hoc convocato tra i vertici dell’Europa e dell’Eurozona, cioè i presidenti Draghi, Juncker, Tusk e Dijsselbloem.

La Commissione europea – ha detto il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas – “rispetta pienamente la scelta sovrana e democratica” ed è “pronta a lavorare con il nuovo governo quando sarà formato” aggiungendo che il Paese “ha fatto notevoli progressi” e che Bruxelles “resta pronto a collaborare per risolvere i problemi rimasti”.

Da Berlino – Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, ha però puntualizzato: “Il governo tedesco offrirà al futuro governo greco la propria collaborazione”, ma “gli impegni vanno mantenuti”. Il governo tedesco ha fatto sapere di essere aperto a un possibile nuovo prolungamento delle scadenze legate ai programmi di aiuto concordati che resta – ha detto una portavoce del ministero delle Finanze – “fondamentalmente un’opzione”, insomma non può essere esclusa a priori.

Il Direttore del Fmi, Christine Lagarde esclude che i creditori possano accordare un trattamento speciale sul debito alla Grecia. “Ci sono regole all’interno del”area euro che vanno rispettate” e ricorda che Atene deve completare le sue riforme, dalla raccolta delle tasse alla riduzione degli arretrati giudiziari. “Non è una questione di misure di austerità, queste sono riforme profonde che vanno realizzate”.

Armando Marchio

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