martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

UNITI CONTRO IL TERRORISMO
Pubblicato il 11-01-2015


Capi di stato-marcia-Charlie

Una manifestazione straordinaria contro il terrorismo quella che si è svolta oggi a Parigi dove forse due milioni di persone, hanno sfilato per le strade della città partendo da Place de la Republique, assieme a oltre 50 Capi di stato e di governo provenienti da tutto il mondo. Sottobraccio con il francese Hollande, la tedesca Merkel, il britannico Cameron, l’israeliano Netanyahu e il palestinese Abu Mazen solo per citarne alcuni, ma erano davvero tanti. per l’Italia era presente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro degli Interni, Alfano, l’ex presidente della Commissione europea, Prodi e ancora l’italiana Mogherini, in qualità di rappresentante della politica estera europea.

La manifestazione a Nizza

La manifestazione a Nizza

Contemporaneamente altre manifestazioni si svolgevano in tutta la Francia e in altre capitali, a Roma come a Venezia, a Londra, a Berlino, Madrid, Bruxelles, Stoccolma, Atene, Beirut, Montreal, Buenos Aires. Una manifestazione che ha fatto tenere il fiato sospeso a tutti, forze di sicurezza francesi in testa, per il timore di un altro colpo del terrorismo di matrice islamica. Ma per fortuna – e i falsi allarmi non sono mancati e non solo in Francia – tutto si è svolto nella più assoluta tranquillità.

Il Presidente francese ha dato una grande prova di capacità, riuscendo in poco piùMerkel_Hollandedi 24 ore a riunire così tanti rappresentanti di governi stranieri, di tutto il mondo, nessuno escluso e tutti uniti dalla comune volontà di rispondere a quella che potrebbe essere stato il primo colpo di una terribile offensiva del terrorismo. In piedi davanti all’Eliseo, ha atteso e accolto per ora tutti i suoi ospiti. Un comportamento fuori dal comune per dare ancora sul piano simbolico la più forte risposta possibile di unità nel segno della libertà, della democrazia e della civiltà contro la barbarie.

Poi tutti insieme hanno sfilato rompendo le regole della sicurezza per partecipare il più a lungo possibile a questa straordinaria marcia della pace in un’atmosfera che a molti ha ricordato l’indomani della strage terribile delle Torri gemelle, l’11 settembre del 2001 a New York.

manifestazione_place_de_la_republique

Place de la Republique

In queste ore intanto si continuano a chiarire i particolari della strage di Hebdo Charlie, dell’uccisione della donna poliziotto, della successiva fuga e presa degli ostaggi da parte dei terroristi. Ha destato grande ammirazione il comportamento del giovane commesso musulmano, Lassana Bathily, che nel supermercato Kosher, assaltato ieri da  Amedy Coulibaly, responsabile dell’uccisione di quattro persone, tutti ebrei, al momento dell’irruzione, è riuscito – come raccontano i media francesi – col suo coraggio a nascondere una parte dei clienti che si trovavano all’interno del locale facendoli nascondere nella cella frigorifero.

Molto interesse e soddisfazione ha suscitato la condanna del terrorismo che è stata espressa in un comunicato, da Hamas, il movimento palestinese che controlla la Striscia Gaza. Nel comunicato si afferma che “Hamas condanna l’attacco contro la rivista Charlie Hebdo e insiste sul fatto che le differenze di opinione e di pensiero non possono giustificare l’omicidio”. Hamas ha anche respinto le parole del premier israeliano Netanyahu che aveva paragonato l’attacco di Parigi, in cui sono stati uccise 12 persone, al lancio di razzi contro Israele nell’estate scorsa, definendolo “un tentativo disperato di collegare il nostro movimento e la resistenza del nostro popolo al terrorismo globale”.

Condanna è stata espressa anche dal leader libanese di Hizbollah, Hassan Nasrallah, al pari di altri rappresentanti della comunità islamica, dimostrando di aver ben compreso che l’obiettivo finale del terrorismo dell’Isis e di al-Qaeda, è proprio l’islam politico moderato.

Nasrallah, che guida le milizie sciite libanesi, pur non evocando la strage di Charlie Hebdo, ha detto che i terroristi offendono l’Islam “più dei nemici dell’Islam, che hanno insultato il Profeta (Maometto) con i film o con vignette” e i musulmani devono sforzarsi di “isolare, assediare, e per dirlo apertamente, sradicare” questi “gruppi takfiri”, ovvero sunniti estremisti. Una lettera di scuse e di condanna è arrivata anche dalla madre e da altri parenti stretti del giovane.

Dopo i tre giorni di terrore a Parigi, oggi sappiamo che non solo la Francia, ma gran parte della comunità internazionale, non sarà più la stessa e che forse questa scossa è stata salutare perché tutti prendessero davvero coscienza del pericolo che tutti, ma proprio tutti corriamo.

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