venerdì, 20 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

‘Numero Zero’, leggere
la polvere della Storia
Pubblicato il 20-01-2015


Numero-zero-EcoQual è il ruolo dello scrittore, demiurgo degli infiniti ma impensabili mondi possibili, quando la realtà è più paradossale della finzione? Questa inverosimile questione sembra essere il nucleo concettuale che intesse la trama del nuovo romanzo di Umberto Eco.

Edito da Bompiani, “Numero Zero” è il titolo dell’ultima fatica letteraria dell’intellettuale italiano, che ha ricominciato ad affollare le librerie dal 9 Gennaio. Un thriller, ma non così facilmente riconducibile ad una riduttiva etichetta di genere.

A far da sfondo all’intera vicenda, ambientata nella primavera del 1992, è una Milano grottesca e deforme, teatro di corruzione, illegalità e manipolazioni mediatiche. La voce narrante è un colto giornalista approdato in una torbida redazione, responsabile di ricatti ed intimidazioni e fulcro innumerevoli relazioni illecite.

È un’epopea visionaria quella che Colonna, questo il nome del protagonista, conduce attraverso l’oscurità di Tangentopoli, Mani Pulite, lo sfatamento della Prima Repubblica e l’imposizione del berlusconismo e del suo modello mediatico; una coltre di bieche fraudolenze impunite che hanno marcato lo strascico degli anni ’90. Alla fine delle allucinate vicissitudini, quel che resta è un gordiano intreccio di una mendica umanità disorientata ove onestà e corruzione appaiono ormai indistinguibili.

Un’opera dalla sapiente sottigliezza narrativa che prosegue, almeno idealmente, la lettura critica dell’oscurantismo e le tematiche complottistiche abbordate nel “Pendolo di Foucault”.

Eco non redige solo un raffinato noir, ma conduce una profonda ed impegnata riflessione sull’effettualità dell’evento, sulla possibilità di una sua ricostruibilità storica e il suo malato rapporto con la comunicazione, oltre ad interrogare la possibilità di un riscatto dell’informazione, ormai degradata a losco marketing verbale.

Emerge, così, la figura di un uomo che soggiace all’economia del privilegio e non acquisisce mai coscienza del granitico peso etico della parola, la sola penna che ritaglia i contorni del nulla e ne partorisce la Storia.

Cristiano Vidali

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento