martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Usa-Cuba, primi passi verso la fine dell’embargo
Pubblicato il 15-01-2015


Cuba_Usa-fine-embargoProcede il percorso di normalizzazione dei rapporti tra il governo degli Stati Uniti e quello cubano, annunciato lo scorso 17 dicembre. Da domani, infatti, entreranno nel vivo le prime aperture dell’amministrazione Obama nei confronti dell’isola caraibica per il commercio e i viaggi. Nuove regole anche per i servizi finanziari e le costruzioni. Resta però l’embargo: per poter essere rimosso sarà, infatti, necessario il voto favorevole del Congresso Usa, e su questo la Casa Bianca sta facendo pressioni.  

LE APERTURE IN ARRIVO – A partire da domani verranno meno alcune restrizioni commerciali imposte da 50 anni dagli Usa all’isola caraibica. Le nuove regole renderanno più semplice anche alle aziende di telecomunicazioni e alle istituzioni finanziarie statunitensi fare affari con Cuba, mentre ai cittadini statunitensi sarà consentito l’invio di denaro nell’isola per un valore fino a 2mila dollari ogni tre mesi, rispetto ai 500 dollari attualmente consentiti. Inoltre, le nuove misure consentiranno ai cittadini Usa di recarsi nell’isola caraibica senza chiedere un’autorizzazione speciale, fintanto che si tratterà di un viaggio religioso, di istruzione o per altre motivazioni approvate. Diventerà poi possibile utilizzare carte di credito e acquistare souvenir fino a 400 dollari, compresi 100 dollari in alcol e tabacco, soprattutto rum e sigari. “Questi cambiamenti avranno un impatto diretto nell’ulteriore confronto con il popolo di Cuba, promuovendo un cambiamento positivo per i suoi cittadini” ha affermato il segretario al Tesoro Usa, Jacob Lew – dal cui ministero dipendono le sanzioni – commentando l’introduzione delle nuove misure.

RESTA L’EMBARGO – Imposto dagli Usa contro Cuba all’indomani della rivoluzione castrista del 1959, l’embargo resta in vigore. Per poter essere effettivamente rimosso sarà necessario il voto favorevole del Congresso statunitense, e su questo la Casa Bianca sta facendo pressioni.

Redazione Avanti!

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