lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Vanessa e Greta. Il ruolo dell’opinione pubblica
Pubblicato il 03-01-2015


Marzullo_Vanessa_Ramelli_GretaNon si avevano notizie delle due volontarie italiane, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, cooperanti dell’associazione Horryaty scomparse ad Aleppo, in Siria,  da almeno cinque mesi, dallo scorso 31 luglio, finché a Capodanno è arrivato un video su Youtube. Secondo il filmato le due ragazze sarebbero ostaggio del gruppo jihadista al-Nusra.
“Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo”, dice in inglese Greta senza mai alzare lo sguardo nel video girato il 17 dicembre. “Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise”, e conclude: “Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite”.

Al contrario di quanto ci si aspettava, attorno alle ragazze rapite non solo solidarietà e preoccupazione, ma anche insulti attraverso i Social Network, dove qualcuno le ha accusate di essere delle “sprovvedute”. Ad aizzare il fuoco anche alcuni giornali che le hanno definite le ‘cooperanti’ filo-islamiste, altri non hanno mancato di sottolineare che in “quanto giovani e in quanto donne se la siano in qualche modo andata a cercare“. Non è la prima volta che alcuni editoriali gettano del fango sulle due ragazze, definite ‘stupidelle‘, solo perché giovani e quindi inesperte in fatto di guerra.

Restano aperti gli interrogativi sul perché Daniele Raineri de Il Foglio, che era con le ragazze al momento del sequestro abbia dato l’allarme solo al suo rientro in Italia e non abbia mai più scritto una riga su Greta e Vanessa.

Nel frattempo la politica non ha mancato di cavalcare l’onda del cinismo sprezzante di una certa opinione pubblica, Matteo Salvini, leader della Lega (LNP), ha dichiarato: “No. Non si pagano i terroristi che poi magari vengono a metterci le bombe a casa nostra. Non si finanziano i terroristi che possono massacrare centinaia di vite. Si tratti in maniera diversa”. “Spero che Greta e Vanessa tornino a casa sane e salve, però – spiega Salvini – chi va a fare certe cose in certi luoghi sa che rischia. Evidentemente fare volontariato a casa è più sicuro che farlo in zone di guerra”.

Sulla vicenda è intervenuta anche Maria Pisani, portavoce del Psi, che ha affermato: “Resto sempre più turbata dai commenti che sono stati fatti in queste ore. Questo atteggiamento del ‘se la sono andata a cercare’ – spiega Pisani- si richiama a un certo modello di società maschilista molto arcaico in cui una ragazza che sceglie liberamente di impegnarsi in un Paese difficile, nel momento in cui si trova in pericolo dovrebbe essere abbandonata a se stessa”. “La colpa non è da attribuire alle due ragazze, di appena vent’anni, partite per aiutare la popolazione di un Paese martoriato dalla guerra”, puntualizza la portavoce del Psi che conclude: “L’opinione pubblica in questi casi è importante, specie in una fase delicata come questa. Lo Stato italiano faccia di tutto per riportare a casa Greta e Vanessa”.

In effetti l’opinione pubblica non poco contribuì dieci anni fa fa con la mobilitazione per la giornalista Giuliana Sgrena a fare pressioni per la sua liberazione. L’ex corrispondente de ‘il manifesto’, ha fatto un appello per le due ragazze che “sono due di noi, certo più giovani, forse inesperte, probabilmente un po’ ingenue, ma mosse da un sentimento umanitario che in tempi in cui prevale l’indifferenza di fronte alla guerra e alle sofferenze altrui, è un atteggiamento encomiabile”.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Sono dove hanno voluto andare: perché si lamentano?
    Se si tratta di andarle a riprendere i metodi sono diametralmente opposti alle loro idee buoniste: ai terroristi si spara, non li si paga, con soldi pubblici di uno stato in crisi.

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