sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Ancora sulla legge elettorale…
Pubblicato il 21-02-2015


In nessun paese al mondo si stabilisce una norma in base alla quale la vittoria è decretata per legge. Anche se il popolo sceglie il pareggio. Nemmeno nella supermaggioritaria Inghilterra esiste un obbligo del genere sancito da un codice. Tanto è vero che alle ultime elezioni non ha vinto nessuno e Cameron è stato obbligato a coalizzarsi coi liberali. In nessun paese del mondo si costruisce un sistema parlamentare come se fosse presidenziale. Noi diciamo che i presidenti del Consiglio sono eletti dal popolo e invece sono ancora designati dal capo dello stato. Ma anche oggi nel dibattito politico-giornalistico dei soliti dilettanti allo sbaraglio sentirete dire che solo Monti, Letta e Renzi non sono stati eletti direttamente. In nessun Paese al mondo si stabilisce un ballottaggio nazionale (in Francia è di collegio) per liste di partito. I ballottaggi si fanno in Francia o nelle elezioni dei sindaci, tra candidati. In Italia assisteremo all’assurdità del ballottaggio nazionale tra liste.

Tutto questo rimanda al problema di fondo e cioè la mancata scelta di un modello di Stato, che neppure la riforma costituzionale oggi alle Camere risolve. Noi operiamo in un sistema parlamentare come se fosse presidenziale. Ma non è così. C’è di più. Anche coloro che si presentano come presidenzialisti parlano di elezione diretta del presidente della Repubblica, ma non ne traggono le logiche conseguenze. L’elezione diretta del presidente della Repubblica di quale Repubblica? Se è presidenziale di tipo americano o semi presidenziale di tipo francese non si sa. Nell’uno e nell’altro caso è il presidente della Repubblica il vero capo dell’esecutivo. Se ci limitiamo a eleggere direttamente il presidente della Repubblica in una repubblica parlamentare produciamo un altro paradosso. Eleggiamo un presidente senza poteri che deve designare un presidente del Consiglio con grandi poteri. Cioè eleggiamo chi conta meno e non chi conta di più…

Cincischiamo. Vogliamo portare a casa la riforma. Che è come vincere una partita di calcio. Perché, si dice, la sera stessa delle elezioni ci sarà un vincitore. Che non è neppure vero, perché se un lista non supererà il quaranta per cento si andrà al ballottaggio. E si aggiunge, lo ha fatto in tivù il ministro Boschi: “Avete visto in Grecia? La sera stessa si sapeva che aveva vinto Tsipras”. Ed è talmente vero che Tsipras per governare è stato costretto a contrarre un’alleanza con un partito di destra. Ma almeno non avremo più il Senato, no? Non avremo più un Senato eletto dal popolo e torneremo al Senato come ente di secondo grado, com’era nell’Italia liberale. Allora nominato su designazione dei prefetti direttamente dalla monarchia, oggi prevalentemente dalle Regioni, l’istituzione più in crisi. Un passo avanti? O un meraviglioso ritorno al passato?

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Commenti all'articolo
  1. Mauro oggi hai scritto molte verità. Non perché le altre volte non lo siano, ma qualche volta sono state poste dal nostro punto di vista. Che questo poi sia il risultato del Nazzareno è piuttosto evidente, fatto quindi con l’opposizione e con accordi segreti. Il risultato è come dire che “hanno pestato una cacca”, ma ciò nonostante a loro dire ci porterà sicuramente fortuna nonostante la puzza. Sicuramente non sarà così e lo si dice da quasi un anno, purtroppo le condizioni sono tali e il premier è così arrembante e spocchioso che non vuole ascoltare neanche quelli del suo partito, tanto meno gli altri del centrosinistra. La fretta come si dice ha partorito i gattini ciechi e quello che stanno facendo non assomiglia nemmeno a quel riformismo di cui noi siamo portatori. Le incongruenze sono così tante e da te molto ben elencate che mi meraviglio ancora che nessuno abbia invocato il principio di costituzionalità, forse perché sono tutti dei nominati e ci tengono a non perdere il posto né ora, né alle prossime elezioni, perché la legge prevederà ancora troppi nominati. Quante volte ci siamo detti che la migliore soluzione sarebbe stata quella di una Assemblea Costituente che avrebbe potuto impiegarci anche minor tempo e sicuramente ci sarebbero stati meno litigi in Parlamento e più impegno alla soluzione della situazione economica e sociale del Paese.Così le cose non vanno per il verso giusto e troppe sono le differenze con l’idea di un buon governo e di una equa distribuzione della ricchezza.

  2. Bene, tutto vero, tutto giusto, battiamoci contro questa riforma elettorale, ma per fare cosa?
    Andiamo alla “sostanza prima”.
    Caro Del Bue, rassegnati, i tuoi “meriti e bisogni” oggi, fondamentalmente, li incarna Renzi, o si va oltre o si va a casa, al di là della forma elettorale.

  3. Direttore, dal tuo lucido intervento si può rilevare, che ormai regna la più completa confusione nel campo delle Riforme Istituzionali.
    Purtroppo siamo giunti a un punto di non ritorno e non è più possibile invocare un cambio di rotta, per arrivare ad un assetto Istituzionale e ad una legge Elettorale adeguata alle aspettative della nostra Società, così complessa e disordinata.
    Dobbiamo però avere il coraggio di dire: il tempo c’era per farlo, se la politica avesse avuto a cuore l’interesse del Paese e non quello di parte.
    Ora Renzi gasato dai successi avuti in Parlamento, tira diritto e chi non è d’accordo con lui, sarà costretto a rassegnarsi.
    Per quello che riguarda noi Socialisti,prima ci chiariamo le idee meglio è, per agire poi di conseguenza.

  4. Caro Mauro
    Come ebbi già a scrivere sul mio profilo di Faceboolk, l’ Italia è quel paese dove viene eletto dal parlamento in seduta comune , presidente della repubblica un membro della Corte Costituzionale la quale ha sentenziato illegittima la legge elettorale per elezione dello stesso parlamento che a sua volta ha eletto membri della Corte Costituzionale, dopo questo capolavo non bisogna meravigliarci di nulla
    Quello che invece mi meraviglio è il modo di agire dei nostri parlamentari ( fatta eccezione in parte dei l nostri senatori Buemi e Longo). Il segretario Nencini ha nnunciato l’ipotesi di un Consiglio Nazionale con tema le elezioni regionali, speriamo che si possa affrontare anche la linea del partito, della sua autonomia politica e l’abbandono definitivo di ogni qualsivoglia patto federativo , che il partito cessi di mischiarsi con altri piccoli gruppi , vedi Veneto e Campania, dobbiamo presentare il nostro simbolo pronti sempre di accettare nelle nostre liste , come indipendenti, candidati di altre esperienze politiche, come era apparso chiarfa al convegno di Città di Castello
    Circa poi il discorso delle sempre citate RIFORME, quì non si sta riformando niente , ma si sta cambiando molto e male. Cambiare non significa riforma che si presuppone sia un fatto positivo, quì si sta solo facendo un gran ca…no , tutto per evitare di tornare alla prima repubblica, ma la tanto disprezzata prima repubblica, ha prese in mano l’Italia nel 1946 , un paese che la guerra aveva ridotto in un cumulo di macerie materiali e morali ,a fine anni 80 questo stesso paese era la 5° potenza industriale per cui certa gente, del nuovo e giovane, mediti prima di parlare ed agire a sproposito
    Frarerni saluti Compagno Maurizio Molinari – Consigliere Nazionale – off.molinari@libero.it

  5. Se la forma di governo è ancora sub indice, come si fa a sostenere che la legge elettorale (nel rispetto di quanto sostenuto dalla sentenza n. 1/2014 della Corte costituzione in re Besostri ed altri) pone in equilibrio rappresentatività e governabilità? L’equilibrio si valuta in riferimento ad un piano, a meno che non si vogliano adottare nella scienza elettorale le geometrie non euclidee…..

  6. Francamente non capisco tutto questo allarmismo.
    Il sistema bicamerale imperfetto (ovvero con Camere dotate di poteri differenziati) esiste in tutti i sistemi democratici al mondo a parte l’Italia.
    Avere la Camera alta eletta con modalità di secondo livello non mi sembra assurdo, tenuto conto che avviene così anche in Germania e altri paesi d’Europa.
    L’italicum garantisce un rapporto elettore/eletto, essendo il cd. “capolista bloccato” stampato sulla scheda elettorale e dunque ben visibile all’elettore, con possibilità altresì di preferenza per gli altri eventuali eletti.
    Il premio di maggioranza, a doppio turno eventuale, garantisce la tanto sperata in Italia GOVERNABILITA’.
    Francamente preferisco il premio alla coalizione (come avviene per i Sindaci e i Governatori), ma va bene anche così, pur di essere certi che la sera delle elezioni (di primo o secondo turno dipende) si sappia un vero vincitore.
    L’elezione de facto del premier avviene in tutte le democrazie parlamentari, ovvero tutti i partiti indicano il proprio candidato premier in caso di vittoria.
    Sul presidenzialismo credo andrebbe fatta una attenta analisi profonda, personalmente sarei comunque favorevole (anche lasciando immutati gli attuali poteri del Capo di Stato, come avviene in Austria, Irlanda, Finlandia, Rep. Ceca dove il Presidente della Repubblica è eletto dai cittadini pur non essendo a capo dell’esecutivo, il cd. “presidenzialismo debole”).
    La verità è che la riforma targata Renzi toglierà il potere di ricatto a tutti quei partitini, con percentuali da prefisso telefonico o poco più, che fino ad oggi hanno vissuto di ricatti politici che gli hanno permesso di sopravvivere nella giungla parlamentare.
    Con questa riforma costituzionale molto cambierà, se gli italiani la approvano con referendum, e l’italicum finalmente aprirà le porte della Terza Repubblica in Italia (dato il completo fallimento della Seconda).

  7. Caro Del Bue, è sempre bene riconoscere gli errori perchè in quest’anno ho letto altre cose a sostegno sostanziale di Renzi, sia per la squallida Legge elettorale, che sulle sconclusionate e pericolose Riforme. Vorrei che Tu coraggiosamente proponessi le naturali conseguenze “USCIRE DALLA MAGGIORANZA E DAL GOVERNO”, ma non credo che ciò avverrà, mentre molti compagni e cittadini ce ne chiedono conto.

  8. Direttore, questa legge elettorale è costruita a pennello su Renzi; così vincerà e farà ancor più di ora quello che gli pare. I risultati, meno male, cominciano a vedersi, ma tutti fanno finta di niente.
    Comunque debbo dire che Renzi, questa sua legge “del sindaco d’Italia” come l’ha chiamata lui, è da sempre che la sostiene. Allora si fa tutti finta di niente? Ma che politica c’è rimasta in questa povera Italia?

    • Moreno, l’italicum, non assomiglia neanche lontanamente a quella dei Comuni, la legge a cui secondo Renzi si sarebbe dovuta ispirare il cosiddetto “sindaco d’Italia ” è molto peggiore. Per questo dico avanti Corte Costituzionale, elimina anche questo obbrobrio!!

    • Caro Mauro,no, non sei incoerente, perchè le due questioni non sono legate, se non per alcuni aspetti di sensibilità sociale e democratica comuni, peraltro molto soggettivi che non è il caso di approfondire perchè ci porterebbe molto lontano. Per cui dico, benissimo sulla legge elettorale di cui hai sviscerato tali e tanti aspetti critici come nessuno credo finora abbia fatto finora, tra gli osservatori di cose politiche, neppure tra i maggiori organi di stampa. Sul Jobs Act invece, così come sta venendo fuori e ampiamente previsto dagli osservatori più critici, il tuo punto di vista favorevole penso sia senz’altro legittimo e peraltro ampiamente condiviso nel mondo socialista ma non rappresenti la totalità delle opinioni. Anzi è altrettanto presente una opinione fortemente critica altrettanto legittima e motivata. Purtroppo mentre nel tuo/nostro Avanti questa dialettica emerge in modo netto ed ampio, nel gruppo parlamentare non ve n’è traccia. Per cui grazie per quello che fai, continua così con l’Avanti, non possiamo farne a meno. Fiorenzo

  9. …a quale organizzazione socialista e di socialisti ci si vuole rivolgere con questi scritti? Scaricare Nencini e il resto della banda, trovare un leader e riprovarci? Chi di voi/noi si mette alla testa?….il resto sono parole al vento (persino i vecchi comunisti, non noi, si sono ricordati del 25ennale della morte di Pertini…..riflettere!)

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