sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Arbitro imparziale e ruolo dell’informazione
Pubblicato il 04-02-2015


Il discorso con il quale il Presidente Mattarella si è presentato al Parlamento e al popolo italiano mi è molto piaciuto non solo per lo stile sobrio e per i contenuti che colgono nel profondo la realtà di un società in preda ad un profondo malessere ma anche perché ha fatto giustizia di un certo modo di concepire il ruolo dell’informazione.

Chi ha letto i giornali dei due giorni che hanno preceduto l’insediamento si sarà anche chiesto se valeva la pena di dedicare tempo per ascoltare dal neo Presidente cose già risapute. Sui giornali infatti c’era tutto, dai contenuti del discorso, alla sua lunghezza, mancava solo una quantificazione dei battiti di ciglia che lo avrebbero accompagnato. Chi ha ascoltato direttamente il discorso del Presidente avrà constatato con soddisfazione che l’intervento non aveva quasi niente a che vedere con le anticipazioni che con grande sicurezza erano state divulgate dai giornali. Il Presidente ha assicurato a tutti che sarà un arbitro imparziale e ha chiesto a tutti di essere giocatori che aiutano l’arbitro facendo la loro parte a partire dal rispetto delle regole in uno sforzo corale di riconciliazione delle istituzioni con i cittadini.

Tra gli sforzi più importanti che andrebbero compiuti per riportare politica e istituzioni al loro ruolo c’è quello che va richiesto al sistema dell’informazione.

Il giorno che gli addetti all’informazione si ricorderanno che il loro compito non è tanto quello di orientare i cittadini, ma quello di aiutarli a scegliere da soli quale sia la strada migliore sulla quale incamminarsi sarà davvero un gran giorno. Un giornalista serio secondo il mio parere è quello che mi fornisce l’informazione corredata dai dati necessari per convalidarla o criticarla e poi magari mi fa conoscere anche il proprio orientamento.
Assistere a trasmissioni televisive nelle quali si parla di fisco e si lasciano passare, senza precisazione alcuna, affermazioni come quelle di chi sostiene che in America si può detrarre tutto senza nessun riferimento a quale sia in America il rapporto complessivo tra fisco e cittadino e al fatto che in America l’evasione è comunque un reato anche penale non significa fare informazione in modo corretto. Se in difesa del provvedimento, che è stato da molti interpretato come un favore a Berlusconi, si permette ad un Ministro di affermare, cosa clamorosamente falsa, che in Francia esiste un analogo meccanismo e che l’area di evasione coperta anziché il 3% copre addirittura il 10% non si fa corretta informazione e la colpa non è soltanto del Ministro che afferma il falso ma anche del giornalista che prende quel falso per oro colato.

Ciò avviene ad esempio non solo per quanto riguarda il fisco ma anche quando si parla in generale di stato sociale e di suoi costi, ed in particolare di pensioni o di assegni di invalidità per non dire di come si affrontano ormai i problemi molto seri sollevati in modo strumentale da Salvini per quanto riguarda i costi dell’immigrazione e i favoritismi che sarebbero riservati agli immigrati.

Se intendiamo davvero aiutare l’arbitro a dirigere partite serie c’è sicuramente un problema che riguarda il comportamento dei giocatori in campo, ma viva iddio riguarda anche i tifosi. Personalmente considererei molto importante che una nuova stagione dell’informazione fosse aperta da gruppi di giornalisti che discutono di se stessi e della loro condizione senza omettere niente. Non si può, ad esempio, discutere di pensioni o di invalidità “un tanto al chilo”, come si direbbe dalle mie parti. Si è infatti formata un’opinione abbastanza consolidata che vuole che i privilegi siano solo quelli della casta dopo essersi prima assicurati che per casta si intendessero gruppi sociali diversi dai giornalisti.

I giornalisti oggi risentono in generale anch’essi della crisi che ha investito il nostro Paese e non se la passano molto bene, ma questo giudizio non comprende molti giornalisti con pensioni niente affatto di fame, i tanti che continuano a lavorare sommando pensioni e compensi per collaborazioni realizzate attraverso meccanismi che in qualche caso incidono sulla qualità dell’informazione e soprattutto sulla sua indipendenza rispetto a chi conta. Inauguriamo quindi una nuova partita con lo stato d’animo di chi sa che occorre aiutare l’arbitro nella sua direzione e non pretende di precostituire raccontando il giorno prima quante volte fischierà e se punirà i giocatori sconfitti con rigori e ammonizioni. Un arbitro capace di contribuire a far uscire l’Italia dal pantano deve poter fare affidamento su cittadini che guardano e giudicano e sono messi al riparo da chi la realtà non la giudica perché più semplicemente se la inventa.

Silvano Miniati
Network Sinistra Riformista

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