martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

AST. Giornalista infiltrato
tre licenziamenti
Pubblicato il 25-02-2015


ThyssenKrupp_terni-IlFattoUn reportage realizzato per “Il Fatto Quotidiano”, all’interno delle Acciaierie di Terni (AST-Thyssen Kruup), è costato il posto a tre lavoratori. Tre dipendenti infatti sono stati licenziati in tronco per aver fatto entrare in fabbrica il giornalista Davide Becchetti, inviato de “Il Fatto Quotidiano” e coautore di Agorà su Raitre. A perdere il lavoro sono stati due impiegati e un operaio.

I FATTI – Un operaio avrebbe chiesto un permesso per far visitare gli impianti dell’AST ad alcuni parenti ed amici, procedura prevista dai regolamenti aziendali. Tuttavia uno dei visitatori era il giornalista Davide Becchetti, che il 2 febbraio scorso ha pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” un servizio dedicato alla fabbrica ternana. Le acciaierie di Terni infatti sono state al centro di una dura vertenza, conclusasi a dicembre dello scorso anno, per evitare il licenziamento di oltre 500 lavoratori e il ridimensionamento del sito produttivo.

Il giornalista sarebbe entrato con il proprio documento, fornendo il proprio nome e cognome. Gli addetti lo avrebbero fatto passare, scambiandolo probabilmente per un parente o un amico dell’operaio. L’incursione dell’inviato del “Il Fatto Quodiano”, secondo le recenti ricostruzioni, sarebbe avvenuta a metà gennaio. Il giornalista Becchetti comunque ha confermato di essere un amico dell’operaio licenziato e di aver visitato la fabbrica insieme ad altri parenti. “Nessuno sapeva che poi avrei scritto qualcosa – ha detto il giornalista- per il semplice fatto che non lo sapevo nemmeno io. È stato un paio di giorni dopo che ho chiesto al Fatto Quotidiano se avesse voluto ospitare un mio racconto su Terni”.

 LICENZIAMENTI ED IMPUGNAZIONI – Il servizio del giornalista, che ha suscitato un certo interesse a Terni e nel comprensorio, non deve essere stato gradito dalla dirigenza dell’AST. Dopo venti giorni di sospensione, oltre all’operaio, hanno ricevuto le lettere di licenziamento anche due impiegati dell’Ufficio Relazioni Esterne, per non aver vigilato in maniera adeguata sugli accessi alla fabbrica. Gli addetti infatti non si sarebbero accorti che Davide Becchetti era un giornalista. I vertici dell’AST hanno contestato ai tre lavoratori la “violazione del codice etico aziendale”.

L’avvocato Andrea Cavicchioli, che assiste l’operaio licenziato, ha già provveduto ad impugnare il provvedimento. Cavicchioli (ex Presidente socialista della Provincia di Terni) ha precisato che i lavoratori, come prassi, possono far visitare la fabbrica a titolo privato ad amici o parenti, lasciando nome e cognome. “Questo è quello che è accaduto – ha detto il legale- senza secondi fini”.

LA REAZIONE DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI – I sindacati, impegnati da mesi a fianco degli operai per la difesa del polo siderurgico ternano, hanno contestato il provvedimento dell’azienda. “Come rappresentanza sindacale unitaria di impiegati e quadri -si legge in una nota – denunciamo gli atteggiamenti assunti dall’azienda verso alcune figure impiegatizie, ritenendo che tali comportamenti siano di evidente natura discriminante. Inaccettabili atti che hanno l’unico risultato di un grave innalzamento della tensione”. Le RSU aziendali auspicano quindi un immediato chiarimento con i vertici aziendali.

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