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Opinioni e commenti
 

Atene insiste: non possiamo pagare
Pubblicato il 11-02-2015


Eurogruppo-GreciaHa preso il via alle 15 e 30 l’Eurogruppo straordinario che precede il vertice dei Capi di Stato e di Governo di giovedì e venerdì, ma i lavori potrebbero sostanzialmente protrarsi per giorni fino all’altro Eurogruppo, calendarizzato da tempo per lunedì 16. Sul tavolo c’è il groviglio della crisi del debito greco e forse più di un’alternativa al default o alla sconfitta diplomatica del Governo di Alexis Tsipras. Nei giorni scorsi fonti dell’esecutivo ellenico avevano fatto filtrare l’idea di un piano in 10 punti, ma anche quella di un intervento finanziario extraeuropeo, americano o addirittura russo o cinese. A questo proposito ci sono da notare le pressioni del segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, e del vicepremier turco, Ali Babacan, sul G20 secondo cui tutte le parti in causa dovrebbero adottare un approccio “pragmatico” come avrebbero detto nei colloqui in Turchia a quanto riferito da un portavoce del Tesoro. Nello stesso tempo sono arrivate anche notizie da da Mosca, dove c’è stato un incontro tra il ministro degli Esteri russo Lavrov e il suo omologo greco Kotzias: la Russia si è detta disponibile a prendere in considerazione la possibilità di concedere “aiuti finanziari alla Grecia se tale richiesta arriverà”.

Il governo greco avrebbe preparato per l’Eurogruppo un pacchetto di cinque punti per raggiungere un accordo con i partner. Il piano comprende – secondo quanto riporta la stampa – un programma-ponte sino alla fine di agosto, non più sino alla fine di maggio, e l’abolizione di circa il 30% del Memorandum e la sua sostituzione con un pacchetto di 10 riforme da preparare in collaborazione con l’Ocse. Il pacchetto prevede inoltre una sostanziale riduzione dell’avanzo primario, dal 3% previsto dal memorandum all’1,5%, un intervento per la situazione di povertà diffusa nel Paese e infine la sistemazione del debito mediante gli ‘swaps’ e i titoli di Stato non scaduti.

Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis si è fatto precedere da un’intervista al settimanale tedesco ‘Stern’ in cui esprime con grande chiarezza e semplicità una verità lapalissiana di cui prima o poi dovranno prendere atto un po’ tutti: “Per anni ho detto la stessa cosa: un debito non sostenibile non può essere rimborsato. Porta automaticamente a un “haircut ““. “Ci sono tantissimi modi per dirlo. La linea di fondo – ha aggiunto – è, tuttavia, che il debito greco non può essere rimborsato nel breve termine”.

Comunque Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, ha già premesso che a suo parere è improbabile che i lavori terminino già oggi con un accordo fra le parti. “Questo – è l’inizio dei nostri colloqui e ci muoveremo passo dopo passo. Ascolteremo il piano del ministro delle Finanze della Grecia e poi inizieremo i negoziati” per “vedere quali sono le basi su cui continuare il nostro sostegno alla Grecia”. Dijsselbloem si è augurato che “la Grecia continui lungo il percorso di riforme e mantenga i progressi realizzati”.

Intanto nel giorno della riunione dell’Eurogruppo, il governo ellenico si è presentato per il voto di fiducia in Parlamento che ha ottenuto senza sorprese (162 sì contro 137 no). Prima del voto, il premier ha rilanciato la sfida all’Ue per una rinegoziazione del debito, sottolineando che “indietro non si torna “e che la nuova Grecia rifiuta le ricette dell’austerità che conducono a “una vita di miseria”.

Alvaro Steamer

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